Roma. «Non sapete chi sono io…». 42enne italiano mangia in un ristorante cinese, non paga il conto ed aggredisce i poliziotti intervenuti: arrestato

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ROMA – All’ora di pranzo di ieri, 19 Agosto, un 42enne italiano entra in un ristorante cinese di Via della Lega Lombarda a Roma.
Intorno alle ore 14 l’avventore, dopo aver preso il caffè, chiede un altro bicchiere di grappa.
A questo punto la cameriera presenta il conto senza la grappa ritenendo che cliente avesse già assunto una più che sufficiente quantità di alcol.

La carta di credito consegnata alla cameriera rendeva il messaggio “limite superato”.
L’uomo prima sosteneva di aver chiamato un conoscente per farsi portare i soldi necessari a pagare il conto, poi si accasciava sul tavolo fingendosi addormentato.
A quel punto la cameriera chiamava la Polizia che prontamente interveniva.

Giunti a ridosso dell’avventore, gli agenti del Commissariato Porta Pia, venivano subito coperti di insulti.
L’aria iniziava a riscaldarsi al punto che altri clienti presenti a pranzo lasciavano il locale.
Proseguendo l’atteggiamento ostile dell’uomo, gli agenti chiedevano l’intervento di altri equipaggi.

«Se non ve ne andate spacco tutto… Non sapete con chi avete a che fare…».

Alla vista dei due agenti sopraggiunti, l’uomo – oltre a continuare nel turpiloquio – si scagliava contro le suppellettili e gli arredi del locale per poi tentare di scappare aggredendo gli agenti intervenuti i quali nonostante la colluttazione riuscivano a condurlo all’interno dell’auto di servizio.

Il comportamento dell’uomo – nel frattempo condotto in Commissariato – continuava nell’escalation di insulti e minacce rivolte anche ai sanitari del 118 intervenuti su richiesta degli agenti.

«Vi vengo a cercare e vi sparo, mi ricordo le vostre facce. Non sapete chi sono io…»

L’uomo, sedato, veniva trasportato presso il Policlinico Umberto I dal quale veniva dimesso poco dopo (il tempo di attesa per l’esito del tampone Covid-19) in quanto affetto da semplice “abuso alcolico”.

Nel frattempo le indagini sul personaggio evidenziavano trascorsi analoghi di insolvenza fraudolenta ed anche una denuncia per maltrattamenti in famiglia sporta dalla madre.

Al termine delle operazioni di rito, l’uomo veniva condotto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio direttissimo previsto per la giornata di oggi.
Le accuse: violenza e minacce a Pubblico ufficiale, oltraggio a Pubblico ufficiale, lesione personale, insolvenza fraudolenta…

 

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