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Roma. Duplice omicidio a Ponte di Nona. Fermo di indiziato di delitto per un “terzo uomo” catturato a Bologna. Il punto sulle indagini

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ROMANella serata di ieri, 29 Ottobre, è stato catturato a Bologna uno dei presunti killer di Ponte di Nona.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, collaborati nella fase esecutiva dai militari del Comando Provinciale di Bologna, hanno fermato un uomo in esecuzione del relativo decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma.

Secondo le indagini dei militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Frascati e quelli del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Tivoli, l’uomo è indiziato di aver partecipato alla sparatoria avvenuta la sera dello scorso 26 Ottobre all’incrocio tra Via Raoul Follereau e Via Berta Von Suttner nel quartiere di Ponte di Nona, in una zona di “palazzoni” chiamato Villaggio Falcone •>.

I Carabinieri – avvertiti dal 118 – intervenuti sul posto, trovarono in terra i corpi in fin di vita del 36enne Fabrizio Ventre e del 26enne Mirko Scarozza.
Ventre, colpito alla testa, moriva più tardi, in ospedale, sotto i ferri.
Scarozza moriva in ambulanza, senza nemmeno arrivarci in ospedale, a causa di una ferita al fianco destro…
I due erano stati trovati in una pozza di sangue, vicino all’auto di Mirko Scarrozza, una Smart For Four parcheggiata su Via Raoul Follereau.
Non furono rinvenute armi. Solo il bossolo di un proiettile calibro 6,35.

Dopo i fatti, l’indiziato di delitto fermato ieri sera a Bologna si sarebbe allontanato a piedi ed avrebbe poi lasciato Roma per rifugiarsi a Bologna presso l’abitazione di alcuni conoscenti.

Per corroborare le indagini nelle ore successive furono effettuate perquisizioni ed accertamenti nelle abitazioni di diversi pregiudicati che vivono in zona, a Tor Bella Monaca, Borghesiana, Torre Angela e Casilino

All’inizio si era parlato di un regolamento di conti maturato negli ambienti della droga, poi, con il passare delle ore, ha preso sempre più credito una nuova pista, quella passionale: una donna contesa.

Nell’ipotesi del regolamento di conti per questioni legate allo spaccio di stupefacenti, va considerato il fatto che Fabrizio Ventre era agli arresti domiciliari in un’abitazione di Via Berta Von Suttner, poco distante dal luogo della tragedia.
Era stato arrestato il 20 Febbraio scorso, in una retata che i Carabinieri della Compagnia di Tivoli avevano portato a termine, anche intervenendo in questo quartiere… •>.

Lo stesso quartiere nel quale risiederebbe una ragazza che Mirko Scarozza frequentava. L’altra ipotesi investigativa.
In questo caso – che alla luce del fermo di ieri sera, potrebbe essere molto più che una semplice ipotesi – si delinea un altro scenario.
I due si sarebbero incontrati per un chiarimento. Il diverbio sarebbe lievitato al punto che uno dei due avrebbe fatto fuoco e l’altro sarebbe stato “difeso” da un terzo uomo che, dopo aver sparato ferendo mortalmente chi aveva sparato per primo, si sarebbe dileguato a piedi.

Resterebbe da verificare se il “terzo uomo” era “amico” dell’uno o dell’altro…

Intanto gli investigatori, sulla base degli accertamenti svolti dai magistrati della Procura di Roma, coordinati dal Procuratore Aggiunto Pierfilippo Laviani, vanno avanti, e non sembrano essere distanti dalla soluzione del giallo, al quale i contributi definitivi sono attesi proprio dagli esiti dell’esame autoptico sui corpi delle due vittime e/o dall’esito degli interrogatori del fermato di ieri sera…

 

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