Rocca Priora. Sabato 3 Agosto: suggestiva Processione notturna sotto la candida neve nei Festeggiamenti dedicati alla “Madonna della Neve” che rientrerà al Santuario al Canto dell’Ave Maria

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ROCCA PRIORA (Anna Maria PesceLuciana Vinci – Ci fa veramente piacere aprire i Festeggiamenti della Madonna della Neve – legata alla popolazione di Rocca Priora fin dal 1400, epoca in cui la Famiglia Savelli aveva come Feudo il nostro centro – con la copertina del libretto 2019 a Lei dedicato, e che reca in prima pagina i simboli della Festa: la Madonna della Neve, il suo Santuario e Rocca Priora coperta di neve.

È certamente questa una storia particolare legata da una Madonna al nostro centro e da così tanti secoli, anche se in passato si pensava che la storia fosse iniziata nel 1660, come dalla lapide situata all’ingresso della Chiesa e posta dall’Appaltatore delle Nevi, Marchese Zenobio Baldinotti Fiorentino per la costruzione di una Chiesetta, evidentemente su una Cappellina precedente dedicata alla Madonna della Neve, e situata poco prima dell’ingresso al paese.

In effetti, dal 1600, la Festa della Madonna della Neve veniva effettuata dopo “la raccolta della neve”, da quando la Camera Apostolica Romana aveva acquistato il Feudo di Rocca Priora nel 1596 per inviare a Roma il ghiaccio:
il nostro centro era il più vicino a Roma nei confronti dei “pozzi” di Rocca di Papa e Monte Flavio.

Ma, i roccaprioresi dovevano il culto alla Madonna della Neve ai Feudatari Savelli, che avevano una delle loro Tombe nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, Basilica nata per il Miracolo della Neve caduta il 5 agosto 352 sul Colle Esquilino, all’epoca di San Liberio Papa.
In vero, in questo Santuario c’è tanta storia che lo lega a noi cittadini, anche perché, dopo l’arrivo del ghiaccio artificiale, nel Santuario c’era un Collegio che ospitava oltre cento studenti di vari centri italiani e dell’estero: tra questi molti ragazzi erano di Rocca Priora, e alcuni sono diventati Sacerdoti Pallottini, venuti nel Santuario nel 1860.


Attualmente, all’Altare del Santuario c’è un Cuore d’Argento che ha all’interno il nome dei Soldati della 2^ Guerra Mondiale, messi sotto la protezione della Madonna della Neve.
Ci sono molte “opere d’arte” di grandi artisti, dedicate alla Storia dei Padri Pallottini, e c’è anche un’opera preziosa e particolarissima, donata da un Sacerdote a Don Leonardo D’Angelone, grande Rettore del Santuario, scomparso alcuni anni fa: “la Reliquia di San Pio da Pietrelcina”.

Questo Santuario, dedicato alla Madonna della Neve, è veramente nel cuore dei roccaprioresi, ed il Rettore, Don Ciprian Eugen Agu ne ha sentito l’animo ed il valore di coloro che per decenni vi hanno operato.
È impossibile raccontare in breve la vita secolare di un Santuario, ma è importante renderla sempre più viva nell’animo dei tantissimi Fedeli che lo frequentano.

I Festeggiamenti, iniziati il 29 Luglio si concluderanno il 4 Agosto 2019, e hanno sede nel Cortile dedicato a Don Leonardo: ricordiamo quelli religiosi, sempre alle ore 18.30: dedicati ai Giovani, agli Ammalati, e quello del 3 agosto, dedicato alla tradizionale Giornata Mariana con solenni Celebrazioni, e da cui, alle ore 19.30, partirà la tradizionale Processione per le strade del paese con l’Immagine della Madonna della Neve, che rientrerà al Santuario sotto la “suggestiva Nevicata notturna con il Canto dell’Ave Maria”.
Molto importanti anche i programmi ricreativi, che avranno luogo tutte le sere nel Cortile di Don Leonardo: con spettacoli musicali, “Bimbi in Canto”, Musical e danza.

Particolarmente curata la gastronomia, con piatti tipici, molto gustosi, creati dalle persone che, da sempre, fanno parte viva e vera nella Festa Madonna della Neve.

A tutti coloro, dal Rettore Don Ciprian, ai Sacerdoti, agli uomini e donne, che sono veramente tanti, che partecipano alla realizzazione della secolare, bella e cara Festa i nostri complimenti vivissimi.

Un’ultima nota: “Sarebbe bello, nel corso dell’anno, effettuare una visita guidata all’interno del Santuario e nel bellissimo giardino con San Vincenzo Pallotti: ci sono ancora molte cose belle da raccontare: anche la storia dell’ultimo eremita, Pasquale Pierrotti, che, dopo aver costruito il nuovo Convento, consegnato il 5 agosto 1860 ai Padri Pallottini, è scomparso dalla vita di Rocca Priora”!

 

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