Rocca Priora. L’anno 2015 sarà dedicato alla “Memoria Storica” del paese. Arte, storia e cultura locale con un evento al mese…
ROCCA PRIORA (RM) – Il “2015” sarà, per Rocca Priora, l’Anno della Memoria: “Conoscere per amare”, …per non dimenticare e guardare al futuro, aggiungiamo noi.
La comunicazione ci è pervenuta dall’Assessore alle Politiche Socio – Culturali e vice sindaco, Federica Lavalle. E così, finalmente, tornerà alla luce il bellissimo passato del nostro centro, purtroppo, sconosciuto ai più.
Per tantissimi anni abbiamo chiesto, dalle colonne del nostro giornale, che, a Rocca Priora, venisse istituita la “Giornata della Memoria”, per ricordare i tragici avvenimenti di cui fu teatro il paese, prima e dopo l’arrivo degli Americani, e i roccaprioresi periti in quei tristi giorni. In più, noi, abbiamo conservato nel tempo il ricordo del grande artista russo, Gregorio Maltzeff, vissuto a Rocca Priora per circa 30 anni, e abbiamo chiesto, insistentemente, all’illustre storico, prof. Renato Lefevre, scomparso dieci anni fa, di ritrovare lo “Statuto del 1547”, firmato da Costanza Bentivoglio dei Savelli, introvabile dal 1870, perché inviato a Roma, in originale, e mai restituito.
Inoltre, abbiamo conservato la memoria di tantissimi altri avvenimenti, attraverso migliaia di nostri articoli, pubblicati su : “Il Messaggero” fin dal 1953, su “Cronache Cittadine” e “Castelli Romani”.
Dobbiamo anche ricordare quanto scritto per 60 anni, dal giornalista, Luigi Vinci di Giuseppe, profondo conoscitore del territorio per la sua professione di Agrimensore, nominato Commissario Prefettizio all’arrivo degli Americani e primo Sindaco eletto nel dopoguerra, con il paese distrutto e da ricostruire. I suoi primi articoli, da Corrisponente, risalgono agli anni ’20 del secolo scorso, pubblicati su vari giornali e su “Il Messaggero”, fino alla sua partenza per la Seconda Guerra Mondiale. Al ritorno, scrisse, in contemporanea, per Il Tempo, Il Popolo, Momento Sera, Giornale del Mezzogiorno e altri ancora. I suoi articoli, varie migliaia, archiviati, costituiscono la “Memoria” di quanto è avvenuto, non solo nel secolo scorso, ma anche nel passato, a Rocca Priora.
Ora, ricordiamo i temi che verranno trattati nel corso dell’anno, e fondamentali per la storia e la memoria del paese: i Feudatari Savelli e lo Statuto del 1547; la Camera Apostolica con la raccolta della neve e il trasporto del ghiaccio a Roma; la Chiesa Parrocchiale “Maria Assunta in Cielo” con il suo Museo; il Santuario Madonna della Neve con i suoi grandi quadri “in esilio”; il Vescovo Francesco Giacci, vero benefattore di Rocca Priora; il” Museo all’aperto”, con oltre venti opere del grande e famoso scultore, Mario Benedetto Robazza, la cui opera maggiore è dedicata a “L’Inferno” di Dante Alighieri. E’ realizzata ad altorilievo su 18 pannelli, per una superficie complessiva di ben 92 metri quadrati, ed è unica, nel contesto artistico mondiale. Proseguiamo con gli artisti che hanno lavorato a Rocca Priora: Gregorio Maltzeff, Duilio Cambellotti, Memo da Modica e Antonio Nalin; la Banda Musicale Corbium; il Direttore d’Orchestra e brillante compositore, Francesco de Masi; il patrono San Rocco e il compatrono San Sebastiano; la frazione Colle di Fuori dalla nascita; le due Guerre Mondiali; le Sagre del Narciso; lo storico Lago Regillo, le Sorgenti e l’Acqua Regilla; l’economia del passato e l’Ospedale Cartoni, vera fortuna economica per il paese; lo Sport dal dopoguerra; l’enogastronomia locale; la ricettività, e la stessa e reale storia di Rocca Priora, che, ancora oggi, dalle sue abitazioni, situate nella parte più antica del centro storico, e da sempre definito la “Cina roccapriorese”, invia messaggi concreti dai secoli passati.
Questi messaggi li abbiamo ricevuti grazie all’amore che i nostri concittadini, Luigi GinoTisbi, Angelo Pucci, Luciano Martini, Enzo Fatelli, Gelsino Martini, Roberto Emili, presidente degli Scrittori locali, ed altri, nutrono per il paese nativo. Il primo messaggio viene da un affresco, situato all’interno di una abitazione. Si tratta di una “Madonna con Bambino”, attentamente visionato dall’artista e noto restauratore, Ercole Petrarca. Purtroppo, manca completamente della parte centrale, e nelle zone visibili troviamo soltanto gli occhi della Vergine e le mani che reggevano il Bambino, fattori questi che limitano molto le possibilità di restauro. Petrarca, ha precisato, inoltre, che potrebbe risalire al 1400 – 1500, e, per l’altezza in cui è posizionato, è probabile fosse situato su un piccolo altare e nella casa vivesse un Sacerdote.
Il secondo messaggio arriva da una lapide, inserita all’esterno del muro perimetrale di un’abitazione. Il marmo, di piccole dimensioni, forse cm 28 x 18, come si può vedere dalla foto (qui sopra), riporta, scolpita in alto, la data: “1554” e, al di sotto, il nome “Cola D Fez”. Mentre eravamo alla ricerca di notizie in merito, chiarimenti li abbiamo avuti da Francesco Corvesi. Infatti, per le cose strane della vita, anche Francesco, autore di un importante libro per la storia di Rocca Priora: “Il Feudo Camerale di Rocca Priora nello Stato Pontificio del XVIII secolo”, nato dal desiderio di conoscere le “radici” della sua famiglia, e venuto nel nostro centro per partecipare ad un incontro, organizzato dal Comune per Scrittori locali, nota e fotografa la scritta, che, di fatto, a lui dice molto. Infatti, a pagina 53 del suo libro, è scritto che Cola Freza il 14 Ottobre 1564 era presente alle “Costituzioni e Riforme dello Statuto di Rocca Priora del 1547”, effettuate da Bernardino Savelli, alla presenza dei Massari e altri uomini.
Notizia che ci comunica la sera stessa, e che pone fine alle varie ipotesi fatte in merito. Come vediamo, a distanza di secoli, il passato torna per far conoscere quelle famose “radici”, necessarie per programmare il futuro. Certamente, questo anno 2015, interamente dedicato alla conoscenza di quanto è avvenuto nel corso dei secoli, e che ha segnato, “nel bene e nel male” la vita del paese, conserverà e preserverà, nel tempo, la sua “Memoria storica”, e permetterà ai cittadini e alle nuove generazioni di conoscere, finalmente le loro “radici”.
Proprio questa conoscenza servirà a far amare di più Rocca Priora, e a farne conoscere le sue bellezze naturali, artistiche, ricettive, e anche gastronomiche e dolciarie. Doti, che con l’aiuto di tutti, potranno farle riavere un futuro, che attualmente non ha. Futuro che potrà tornare positivo incentivando, attraverso visite guidate, il ritorno dei turisti, da lungo e breve raggio, e necessario per rialzare la languente economia del paese. Ricordiamo, poi, che Rocca Priora, per la sua storia, nel corso dei secoli può essere definita “Città di guerra” all’epoca dei Romani, di cui era saldo avamposto, “Città di villeggiatura” dopo la Seconda Guerra Mondiale, ed ora, soprattutto, “Città d’arte” per il “Museo all’aperto”, con le sculture uniche al mondo, del grande Maestro, Mario Benedetto Robazza, legato al nostro paese da amore filiale.
Proprio da questo grande patrimonio artistico, unito anche al patrimonio del Museo parrocchiale e all’amore che i roccaprioresi nutrono per il paese nativo, si deve ripartire per ridare nuova vita all’antica “Corbium” e un futuro ai nostri giovani.
Siamo sicuri che quanto programmato dall’Assessorato alla Cultura per il 2015, porterà certamente al risveglio culturale del paese, che andrà, però, incrementato con visite guidate anche per alunni e cittadini, accompagnati da guide, non solo preparate culturalmente, ma che abbiano pure un grande amore per Rocca Priora. E, anche la Scuola deve fare la sua parte, facendo conoscere agli alunni, fin da piccoli, la storia del luogo dove vivono e insegnare ad amarlo.
Luciana Vinci














