Processo per l’omicidio Willy Monteiro Duarte. Arringhe difensive. Gabriele Bianchi: «Non l’ho toccato nemmeno con un dito». La sentenza il 4 Luglio

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COLLEFERRO | PALIANO | ARTENA – Come annunciato, oggi, 26 Maggio, davanti la Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone – dove si sta svolgendo il processo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte – era la volta delle arringhe degli avvocati Mario e Massimiliano Pica in difesa dei fratelli Bianchi.

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Prima ancora di avviare l’udienza, e lasciare la parola ai difensori dei fratelli Bianchi, il Presidente della Corte d’Assise di Frosinone dr. Francesco Mancini ha subito annunciato che la sentenza slitterà al 14 Luglio.

È stata anticipata al 4 Luglio la lettura del dispositivo di sentenza per il processo sulla morte di Willy Monteiro Duarte.
Il Presidente della Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone dopo aver fissato la data al 14 Luglio ha deciso di anticiparla di 10 giorni.

L’udienza si è poi aperta con una dichiarazione spontanea rilasciata da Gabriele Bianchi: «Willy non l’ho toccato nemmeno con un dito. Io non sarei stato in grado, nemmeno se lo avessi voluto, di fare quello di cui mi si accusa. Willy merita giustizia come la merita la sua famiglia. Vorrei poter tornare a quella maledetta notte e cambiare tutto. Io sogno ancora di tornare dalla mia famiglia e crescere mio figlio».

Nella requisitoria il Pm Francesco Brando – che per i Bianchi ha chiesto l’ergastolo – aveva descritto i fratelli come persone «al centro in passato di vicissitudini processuali. Conosciuti come pericolosi e che praticano Mma, il più violento tra gli sport di contatto che richiede una certa accortezza da chi lo pratica e conosce le conseguenze dei colpi.
La prestanza fisica, la preparazione atletica acquisita vengono utilizzate come arma per imporsi e prevaricare sugli altri soggetti, coi quali entravano in contatto per annientare il contendente e metterlo in una condizione di impossibilità di reagire, senza pensare alle conseguente dei colpi e indifferenti alla minorata difesa della vittima..».

Le arringhe difensive stanno puntando a smontare l’attendibilità delle testimonianze analizzandole una per una e da diversi punti di vista. Lo scopo sembrerebbe quello di arrivare ad un’esame delle rispettive posizioni degli accusati “oltre ogni ragionevole dubbio”.
I legali della difesa hanno annunciato che l’arringa proseguirà anche nel pomeriggio, motivo per cui l’udienza relativa alla sentenza è stata fissata per il 14 Luglio.

Intanto il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna – presente anche questa mattina in aula (ricordiamo che il Comune di Colleferro si è resa parte civile nel processo) – dichiara: «Credo che tutti noi ci aspettiamo che la pena giusta – perché noi chiediamo una pena giusta – sia quella chiesta dal pubblico ministero».
Sanna, in un’intervista in video (a seguire) rilasciata a fanpage.it, spiegando anche il motivo della sua presenza alle udienze, ha anche affermato: «Volevo che la famiglia prima di tutto, e i ragazzi che si sono alternati in udienza per testimoniare, non si sentissero soli. Ho sempre pensato che la mia presenza li rassicurasse, è un dovere civico nei loro confronti».
Proprio a proposito dei genitori di Willy ha anche aggiunto: «Una cosa più di tutte mi ha colpito: la volontà netta, nitida e subito chiara di onorare la memoria del figlio non semplicemente per il grande dolore del distacco, ma come monito agli altri ragazzi, come occasione di insegnamento per loro…».