Ponte di Nona. 52enne morì in ospedale giorni dopo il pestaggio fatale. Arrestati dai Carabinieri i presunti autori

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PONTE DI NONA – I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 2 indagati, R. di 21 anni e C. G. L. G. di 20 anni, già detenuti, ritenuti responsabili, sulla base di nuovi elementi probatori emersi, della morte di un 52enne.

L’uomo morì nel marzo scorso, dopo un lungo periodo di degenza in ospedale dove era stato ricoverato a seguito del violento pestaggio subìto da parte di esponenti della violenta organizzazione criminale operante nel quartiere “Ponte di Nona”, ad Est della Capitale, già disarticolata nell’ambito dell’operazione denominata “Salvezza”, con l’arresto di 15 indagati accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, sequestro di persona a scopo di estorsione, estorsione, rapina, ricettazione, tentato omicidio.

Ed invero, scrive il Gip: «reato…maturato nell’ambito dell’attività di spaccio organizzato del sodalizio criminale capeggiato da Ruben Russo… sodalizio all’interno del quale vigono ruoli e regole di condotta ben precisi la cui osservanza è garantita mediante un sistema sanzionatorio consistente in comportamenti violenti, per lo più pestaggi, posti in essere dai vertici del sodalizio criminale… al Moriconi venivano contestati due tipi di condotte contrarie alle finalità dell’associazione, da un lato il ripetuto abbandono del posto di lavoro come pusher/vedetta, circostanza che metteva in pericolo l’attività dell’associazione, dall’altro risultava un ammanco di denaro proveniente dall’attività di spaccio di cui il Moriconi era ritenuto responsabile».

Le indagini hanno consentito di appurare come l’organizzazione fosse solita a tali prassi, procedendo a sistematici pestaggi dei manchevoli ed alla “chiusura” degli stessi all’interno di un sottoscala dove, senza acqua né cibo, erano costretti ad estenuanti turni di spaccio.

Entrambi gli indagati risponderanno di omicidio preterintenzionale in concorso, Russo come mandante, Garcia come uno degli esecutori, poiché, come scrive il giudice per le indagini preliminari nel provvedimento restrittivo: «in concorso tra loro, con atti diretti a consumare il reato di lesioni personali aggravate … (…)… colpendo più volte con calci e pugni e con l’uso di una mazza da baseball al capo ed al corpo Moriconi Luigino cagionavano a quest’ultimo gravi lesioni personali al cranio provocando uno stato di coma e cagionandone la morte intervenuta il 2 Marzo 2020».

Gli indagati, portati rispettivamente a Regina Coeli e a Rebibbia, restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

(Adn Kronos)

 

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