Pomezia. «Respira autonomamente» il poliziotto 53enne di Torvajanica in terapia intensiva allo Spallanzani. Lieto fine di una profilassi travagliata…
POMEZIA | TORVAJANICA – Le condizioni del poliziotto di Torvajanica, in forza al Commissariato di P.S. di Spinaceto, ricoverato in terapia intensiva allo Spallanzani, migliorano in maniera significativa: «respira autonomamente».
Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato in un tweet questa mattina: «Il poliziotto di Pomezia respira autonomamente. Ne siamo felici. L’ho comunicato personalmente al Questore di Roma una volta appresa la notizia dal direttore sanitario dell’Istituto Nazionale Malettie Infettive Lazzaro Spallanzani. Un grazie agli operatori delle Forze dell’Ordine per il contributo straordinario che stanno dando. Ho appreso inoltre nello stesso momento dal Direttore generale della Asl Roma 6 che è guarito anche il figlio del poliziotto isolato a domicilio e questa è davvero un’ottima notizia».
La storia del sovrintendente di 53 anni di Torvajanica è diventato ben presto un caso “simbolo”.
Simbolo dell’insufficienza di alcuni procolli, dell’esposizione straordinaria attiva e passiva alle quali sono sottoposti gli operatori delle Forze dell’Ordine e della considerazione dei “link” familiari, spesso sottovalutati.
Si era messo in malattia il 25 Febbraio scorso. Il giorno successivo aveva contattato il 1500, ma per l’avvio della profilassi, secondo i protocolli, c’era bisogno di un link con la Cina o con le zone contagiate del nord.
Le sue condizioni non miglioravano, così il poliziotto, mascherina in faccia, si rivolgeva al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Pomezia. Anche qui manca il “link” e non c’è disponibilità di tamponi…
La febbre iniziava ad alzarsi ed il 29 Febbraio iniziavano anche le difficoltà respiratorie…
Riflettendo in famiglia (moglie e due figli di 20 e 18 anni) ci si ricorda che la figlia più grande, il 14 Febbraio era stata ad un concerto dei Jonas Brothers al Mediolanum Forum di Milano.
Finalmente scatta la profilassi: esiste un “link”.
La moglie chiama il 118 ed il poliziotto viene trasferito al Policlinico Gemelli, tampone positivo e trasferimento allo Spallanzani. In quarantena, perché positivi, i familiari: moglie, due figli, fratello, cognata e nipote, tutti residenti a Torvajanica. In seguito alla positività del figlio 18enne, studente liceale del liceo Pascal di Pomezia, venne immediatamente sgomberata la scuola in orario di lezione.
Poi la lunga terapia intensiva.
Oggi la bellissima notizia: «Respira autonomamente…». Ed il figlio non è più positivo…
Possiamo solo immaginare come abbiano trascorso questi giorni i familiari del poliziotto ed in modo particolare la figlia 20enne, inconsapevole “link” di una morte sfiorata…
Un abbraccio (virtuale) a tutti loro e soprattutto al poliziotto.













