Più che “Fase 2”, è una “Fase 1b”. I provvedimenti adottati e le reazioni su: scuole, messe, sostegno ad imprese e famiglie…

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LA “FASE 2” fa ripartire l’Italia all’insegna della prudenza e della gradualità ed il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 Aprile dispone lo scadenzario delle riaperture delle attività sul territorio nazionale, anche se il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prof. Silvio Brusaferro avverte: «Pronti a nuovi stop se i contagi risalgono».

La necessità di emanare un Dpcm ieri era evidentemente dettata dal fatto che alcune delle “riaperture” sono previste proprio a partire da oggi, 27 Aprile.
Infatti oggi riaprono i cantieri pubblici e le aziende con attività di export, ma la vera “Fase 2” – che ci sembra essere al massimo un “Fase 1b” – scatterà il 4 Maggio, con una diversa libertà di movimento ma sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza.
Il Presidente Conte ha giustificato tanto anticipo nel comunicare le nuove disposizioni rispetto alla data del 4 Maggio, proprio per consentire agli italiani di “metabolizzare” e far propri i comportamenti da tenere nella cosiddetta “Fase 2”…

Proprio il 4 Maggio – con specifici protocolli di sicurezza – potranno ripartire: i cantieri privati, il take-away per i cibi da asporto, l’attività motoria individuale anche distante da casa, gli allenamenti degli sportivi professionisti per le discipline individuali, i parchi e i giardini pubblici.

Dal 4 Maggio sarà possibile far visita ai parenti (ed ai fidanzati), ma non saranno permesse le riunioni di famiglia.
Resta il divieto di spostamento al di fuori della regione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.
Chi si è trovato lontano da casa al momento del lockdown potrà farvi ritorno.
Si potranno fare i funerali ma non le messe…
Le mascherine avranno un prezzo imposto di 0,50 euro.
Basterà un clic per rinnovare il bonus alle partite Iva (ma molte non hanno ancora ricevuto nemmeno il primo).

Incomprensibile poi il fatto che il Presidente del Governo Giuseppe Conte – nella conferenza stampa di presentazione del decreto di ieri sera – non abbia mai nominato il termine “AUTOCERTIFICAZIONE”, né fatto riferimento alla app “IMMUNI” e nemmeno ad “ASSEGNO”…
Di questi termini non se ne fa menzione nemmeno nel testo del Dpcm [qui la versione integrale •>].
Rimane sospesa anche la possibilità di raggiungere le seconde case.

Il fatto che continuerà ad essere necessaria l’autocertificazione, i più lo “leggono” nella frase «… rimarranno, per quanto riguarda gli spostamenti all’interno delle Regione, le motivazioni: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute […] soltanto aggiungiamo la possibilità di spostamenti mirati per far visita a congiunti…».

Numerosi amministratori locali, a diversi livelli, hanno confermato questa interpretazione – la qual cosa renderà necessaria una quinta edizione del modulo relativo – ma non sono pochi ad ipotizzare che potrebbe, in qualche maniera, anche essere condizionata all’uso dell’App “Immuni” ed ovviamente alle informazioni personali in essa contenute.

Sul provvedimento sono state numerose le manifestazioni di dissenso e le polemiche.

 

Diversi Ministri hanno parlato di “poco coraggio” da parte dell’esecutivo, ma c’è anche chi è entrato nel merito

«Ci aspettavamo onestamente un’operazione più coraggiosa: si poteva, si doveva osare di più», afferma il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali di Italia Viva Teresa Bellanova in una intervista a “la Repubblica”.
«La parola assegno non è stata pronunciata durante la conferenza stampa, ma la parola assegno è la figura fondamentale e, dal mio punto di vista, irrinunciabile per la gestione di questa fase» ha affermato il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti in un’intervista radiofonica.
«Che fine ha fatto il Piano Colao per le riaperture? Il Governo l’ha ignorato? Settimane di riunioni della task force ma nessuna soluzione applicata per luoghi di culto, bar e ristoranti, asili e centri estivi, seconde case, negozi. A rischio i diritti e la sopravvivenza economica», ha scritto su twitter il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi.

 

Stesse critiche anche sul fronte dei Governatori regionali e dei Sindaci

Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni: «Sulla scuola e su come le famiglie dovranno organizzarsi siamo delusi, non abbiamo ancora capito cosa succede, abbiamo chiesto un ulteriore incontro alla ministra Azzolina che mi auguro avvenga questa settimana, altrimenti dopo il cartellino giallo tiro fuori il cartellino rosso.
Abbiamo capito che l’apertura delle scuole comporta un rischio evidente, ma vogliamo capire col governo quali saranno gli strumenti a sostegno delle famiglie e abbiamo bisogno di linee guida e risorse per riaprire i centri estivi».

Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia: «bisogna ancora cercare di limare un sacco le regole. Ancora non si è entrati nel merito di alcuni problemi che secondo me sono assolutamente fondamentali, come per esempio l’obbligatorietà o meno dell’uso delle mascherine, come faranno i genitori a tenere casa i riparo bambini se entrambi lavorano, essendo chiusi tutti gli asili nido e le scuole e anche presumibilmente i centri estivi…».

Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana: «Sulle messe, hanno ragione i vescovi: si facciano in sicurezza.
Penso che si potesse fin da subito senza aspettare il 4 Maggio, fare di più per le attività fisiche individuali all’aperto, per i bambini, per gli anziani e per tutti noi. Se c’è l’obbligo delle mascherine spetta allo Stato garantirle e erogarle ai cittadini. Infine, si sarebbe potuto graduare le aperture regione per regione tenendo conto del quadro epidemiologico».

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano: «Vi segnalo che a Milano ci sono 120 mila nuclei familiari con bambini fino a 14 anni. Ecco non è chiaro come li aiuteremo e quello è importantissimo».

Categorica anche la reazione della Conferenza Episcopale Italiana (Cei)

Così i Vescovi.

«Sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto”. Le parole del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nell’intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire arrivavano dopo un’interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della CEI, il Ministero e la stessa Presidenza del Consiglio.

Un’interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria. Un’interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale.

Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.

Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia.

I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale».

Questo il quadro del provvedimento settore per settore.

EDILIZIA: dal 27 Aprile ripartono le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e per la difesa dal dissesto idrogeologico.
Al Ministero delle Infrastrutture è stato firmato un protocollo che prevede un serie di precauzioni: misurazione della temperatura prima dell’accesso al cantiere, accesso contingentato a mense e spogliatoi, pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni.
Sempre il 27 Aprile riparte il commercio all’ingrosso funzionale ai settori dell’export e all’edilizia.
Dal 4 Maggio partono tutte le attività di manifattura, il commercio all’ingrosso e i cantieri privati. In attesa sarà possibile preparare gli ambienti di lavoro.

TAKE AWAY – Dal 4 Maggio le attività di ristorazione potranno riaprire per il “Take-away” e sarà quindi consentito andare a comprare cibo da asporto, da consumare a casa o in ufficio.

SPORT: può ripartire l’attività motoria individuale anche distante da casa. Dal 4 Maggio via libera anche ad allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra l’orientamento è quello di attendere il 18.

PARCHI E GIARDINI PUBBLICI: riapriranno il 4 Maggio. L’orientamento è di permettere che all’aperto possa stare vicino un numero molto limitato di persone se componenti di una stessa famiglia. Resteranno chiuse le aree per i bambini.

NEGOZI E PARRUCCHIERI: Il commercio al dettaglio ripartirà il 18. L’obiettivo è evitare che ci siano orari di punta, prevedendo aperture e chiusure diverse fra le varie attività.
Per parrucchieri ed estetisti la riapertura è prevista il primo Giugno.

RISTORANTI E MUSEI: I musei riaprono il 18 Maggio. I ristoranti il primo Giugno. La Federazione italiana pubblici esercizi ha approvato un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.

MEZZI PUBBLICI: Il servizio pubblico dovrà essere potenziato nelle ore di punta. Le linee guida allo studio prevedono inoltre: termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto (dai treni alle navi, dagli aerei a bus e metro) distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali

SPOSTAMENTI: dal 4 Maggio sarà possibile far visita ai parenti, ma non saranno permesse le riunioni di famiglia. Resta il divieto di spostamento al di fuori della regione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”

FUNERALI: nessun via libera alle messe. Dal 4 Maggio saranno permessi i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto, per un massimo di 15 persone.

SCUOLA: Gli studenti non torneranno sui banchi fino a Settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere “in presenza, ma in piena sicurezza” gli esami di Stato.

 

Regioni in ordine sparso

In Lombardia da mercoledì possono riaprire i mercati alimentari scoperti, il Veneto e le Marche permettono il take away per il cibo, mentre in Toscana da oggi possono riaprire le aziende dei distretti tessili, in particolare quello di Prato, per la manutenzione dei macchinari.
In Friuli Venezia Giulia, da oggi, oltre al via ai take away, ci si potrà allontanare da casa per attività sportive e saranno possibili interventi di manutenzione sulle imbarcazioni.
In Liguria via libera da oggi a cibo da asporto, negozi di abbigliamento per bambini, toelettatura animali.

 

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