Ospedali. I parti di Luglio a Palestrina sono stati 77! Ma la Asl RmG continua a prendere in giro gli utenti. Ecco perché!

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PALESTRINA | COLLEFERRO (RM) – Torniamo sulla questione relativa all’accorpamento dei reparti di Ostetricia/Ginecologia e Neonatologia/Pediatria dell’Ospedale Leopoldo Parodi Delfino di Colleferro con gli omologhi dell’Ospedale “Coniugi Bernardini” di Palestrina.

Ci torniamo perché, come portale di informazione locale indipendente, non ci piace fare il “copia e incolla” dei comunicati stampa e nemmeno “spegnere il cervello” quando facciamo il nostro lavoro.

Per quanto riguarda la storia del numero dei parti registrati presso l’Ospedale di Palestrina, dal 6 al 31 Luglio scorsi, siamo andati personalmente a chiarircela, visto che dall’ufficio stampa dell’Asl RmG sono arrivati comunicati contrastanti (richiamiamo al riguardo l’articolo sull’argomento pubblicato qui •> ieri).

Ebbene sappiamo che i parti all’Ospedale di Palestrina dal 1° Luglio al 31 Luglio sono stati 77.
Al 30 Giugno erano 260 (a Colleferro erano arrivati a 220) ed al 31 Luglio erano 337.

Bene. Benissimo! Adesso ci chiediamo su quali informazioni il dr. Giuseppe Caroli, Direttore Generale dell’Asl RmG, ha basato le notizie divulgate nell’ormai famigerato comunicato del suo ufficio stampa del 29 Luglio.

In quel comunicato Caroli sciorina dati – evidentemente a caso – con una dovizia di particolari, ancor più sconcertante alla luce dei risultati della nostra specifica ricerca…
Il 29 Luglio Caroli afferma (per l’intero comunicato si legga qui •>): «Dal 6 Luglio scorso, momento dell’accorpamento dell’attività ostetrica e neonatologica di Colleferro e Palestrina all’interno dello Stabilimento di Palestrina, fino ad oggi i numeri parlano da soli. Il punto nascite ha registrato 20 parti spontanei, 15 tagli cesarei, 18 interventi ginecologici tra Day Hospital e ordinari, 115 consulenze di Pronto Soccorso e 51 preospedalizzazioni.
8 mamme sono proprio di Palestrina, 6 di Valmontone, 3 sono arrivate da Zagarolo e 3 da Genazzano. Hanno scelto i Coniugi Bernardini anche 2 donne di Carpineto Romano, 2 di Paliano e 2 di Artena».

Quindi, se la matematica non è un’opinione, 20+15=35!
Nel comunicato diramato dall’ufficio stampa dell’Asl RmG ieri (11 Agosto) si legge che i parti (dal 6 al 31 Luglio) sono stati 71: «Per quanto riguarda il numero dei parti si evidenzia che dal 6 Luglio c.a., decorrenza dell’accorpamento, al trentuno luglio c.a., sono stati effettuati in estrema sicurezza 71 parti con un trend sicuramente in crescita con una notevole diminuzione dei tagli cesarei primari».

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Supponiamo ora che il comunicato del 29 Luglio, per quanto dettagliato e preciso, e per quanto mai smentito, sia stata una… “svista” (?).

Approfondiamo allora il comunicato di ieri.

In quel comunicato si afferma: «• Le sale parto sono due con annessa sala operatoria dedicata all’ostetricia in modo esclusivo».
Questo è FALSO! La sala parto è solo una. E non esiste una sala operatoria dedicata all’ostetricia in modo esclusivo. O meglio: esiste, ma non è mai stata attivata!

In quel comunicato si afferma: «• Le sale operatorie dello stabilimento, sono due [a Colleferro ce ne sono 4 tutte operative-ndr], oltre a quella dedicata alla ginecologia, una per l’elezione ed una per l’urgenza attiva h24».
FALSO anche questo! Nessuna delle due sale operatorie è operativa h24: dalle ore 20 vi è la reperibilità (una infermiera è presente, l’altra è reperibile), quindi non si può affermare che si tratti di un’operatività d’urgenza h24, ma h12».

In quel comunicato si afferma: «• La presenza del cardiologo è assicurata dalle otto alle venti, ed è presente anche la guardia anestesiologica h24».
FALSO! Qualche giorno fa una gestante dopo il parto, intorno alle 17 (+ o – 1 ora) ha avuto una forte tachicardia. Il conseguente elettrocardiogramma è stato refertato da un medico internista… Dov’era il cardiologo?

In quel comunicato ci sono altre affermazioni che riteniamo quanto meno “imprecise”, ma non avendo potuto approfondirle in modo altrettanto accurato, (per ora) evitiamo correttamente di farvi alcun riferimento, anche per non ingenerare nell’opinione pubblica umori e considerazioni che potrebbero nuocere all’immagine della Sanità pubblica che noi abbiamo in altissima considerazione.
Non altrettanto alta considerazione ci sembra di riscontrare nel “modus comunicandi” del dr. Caroli e/o del suo ufficio stampa (al quale ci auguriamo non vengano imputate responsabilità altrui…).
Sì perché fortunatamente le capacità professionali del dr. Domenico Stalteri (Direttore Sanitario dell’Ospedale di Palestrina) non si misurano certo con le affermazioni riportate in calce al medesimo comunicato di ieri («È doveroso, infine, precisare che le esternazioni e le opinioni personali del Direttore Sanitario dello Stabilimento (Domenico Stalteri – ndr), peraltro non richieste e non autorizzate, in quanto espresse in violazione degli obblighi comportamentali, non costituiscono manifestazione di volontà dell’Azienda che ha proceduto, nello stabilimento di Palestrina come negli altri aziendali, in piena conformità con le indicazioni e le strategie organizzative sancite dai provvedimenti regionali»).

Per quanto fin qui evidenziato, abbiamo la sensazione che il dr. Caroli sia… come dire… un po’ distante dalla realtà che è chiamato a dirigere.

E quella distanza, in momenti clou, è stata proprio fisica, non solo professionale.
Ci ricordiamo tutti quando il neo eletto Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, insieme ad altri Sindaci del comprensorio, “occupò” i reparti di Ostetricia/Ginecologia e Neonatologia/Pediatria dell’Ospedale Leopoldo Parodi Delfino.
In quell’occasione non fu Caroli a venire sul posto a parlare con i Sindaci (era altrove. In ferie?).
Venne (o fu inviato) il Direttore Sanitario Aziendale Domenico Bracco che prese degli impegni che poi non furono rispettati… Sostanzialmente prese in giro i Sindaci (o i loro rappresentanti) dei Comuni di Colleferro, Segni, Paliano, Gavignano, Carpineto Romano, Montelanico, Gorga e Labico. Non tanto e non solo loro personalmente, quanto soprattutto le comunità che rappresentano!

Quando poi qualche titolato dirigente medico gli chiese un incontro per discutere della questione, Caroli non lo ha voluto incontrare, “girando la patata bollente” alla Cabina di regia della Sanità del Lazio… E finì così, con l’“aglietto” •>

Diciamola tutta: abbiamo la sensazione che – alla luce delle previste valutazioni che il Commissario Straordinario alla Sanità per il Lazio (il Presidente Nicola Zingaretti) avrebbe effettuato sui dirigenti delle Asl entro fine estate – Caroli ad ottobre potrebbe non ricoprire più l’attuale incarico…

Ed ancora, per quanto fin qui evidenziato, siamo con il Presidente della Commissione regionale Salute, Rodolfo Lena (ed oggi abbiamo appurato che non era lui a dare i numeri •>), quando chiede il potenziamento dell’Ospedale di Palestrina.

Sì perché, checché se ne dica, quella struttura (almeno per quanto riguarda la neonatalità in tutti i suoi aspetti) è al collasso.
E se la sanità pubblica agli abitanti dell’Asl RmG6 (Colleferro, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni, Valmontone,) ha detto Palestrina sì, Colleferro no, ora delle due l’una: o torna sui suoi passi o eleva l’Ospedale di Palestrina agli standard di sicurezza che (“nel suo piccolo”) l’Ospedale di Colleferro garantiva e garantisce tutt’oggi!

Un’ultima considerazione riguarda la questione del rapporto tra il numero dei parti cesarei primari e quelli naturali (approfondiremo anche questo).
Su questo aspetto ci chiediamo: ma i medici che prestavano servizio presso il reparto di Ostetricia di Colleferro, non sono ora a lavoro presso l’Ospedale di Palestrina? C’è un motivo particolare per cui a Colleferro decidevano per un parto cesareo invece che un parto naturale e a Palestrina no?
Ci rendiamo conto che chiedere al Dg Caroli una riflessione (o una ricerca?) approfondita sull’argomento sarebbe inutile…

Giulio Iannone

 

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