Ospedale di Colleferro. Incontro tra dieci Meetup 5 Stelle per fare il punto sulle criticità della Sanità “periferica”…

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Intervento di Miriam Palombo del meetup Colleferro 5 Stelle-630-f

COLLEFERRO (RM) – Giovedì scorso a Colleferro, presso l’ampia sala Ludus della parrocchia di Santa Barbara, alla presenza della senatrice del MoVimento 5 Stelle Elena Fattori, dei consiglieri regionali M5S Silvana Denicolò e Davide Barillari e del consigliere M5S Emanuele Dessì del comune di Frascati, si è svolto un incontro tra i Meetup di alcuni paesi insistenti sull’area dell’Asl Roma 5 e aree limitrofe (Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Cave, Lanuvio, Paliano, Segni, Valmontone, Velletri) per fare il punto sulle criticità dovute alla riorganizzazione dei presidi ospedalieri della zona e per individuare strategie condivise di mobilitazione e di controinformazione sulle scelte in tema di presidio sanitario messe in campo dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dalla sua Giunta.

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Dopo un’ampia panoramica di Daniele Capuano sulle criticità ambientali nella Valle del Sacco e l’esposizione di Miriam Palombo riguardo il progressivo depotenziamento dell’Ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro, ambedue attivisti del Meetup Colleferro 5 Stelle, la parola è passata a Davide Barillari che si è prodotto in un’analisi della complessiva situazione sanitaria regionale dalla quale è emersa la chiara volontà dell’attuale Giunta, come delle passate, di smantellare lentamente le strutture sanitarie pubbliche a vantaggio del settore privato. Anche con interventi dei consiglieri Denicolò e Dessì e di attivisti dei vari Meetup, si è quindi fatto il punto sulla situazione delle strutture sanitarie locali con particolare riferimento all’ospedale di Colleferro, al centro, ormai da qualche anno, di provvedimenti che stanno determinando il lento e progressivo ridimensionamento del nosocomio da struttura di eccellenza a presidio destinato a gestire l’ordinario e a traghettare l’utenza con patologie più importanti, anche se purtroppo molto diffuse nell’area, verso i grandi policlinici di Roma.

La riorganizzazione proposta ed attuata dalla Regione Lazio risulta fallimentare sotto diversi punti di vista, a cominciare dai gravi disagi economici e di spostamento causati all’utenza. L’ospedale di Colleferro, sottodimensionato nell’organico e privato negli anni di alcuni importanti reparti e servizi pur essendo ben servito da due arterie stradali quali via Ariana e via Casilina, dall’autostrada A1, da linee Cotral e dalle Ferrovie, rimane a presidio di un territorio, fin dal 2005 classificato Sin (Sito di Interesse Nazionale), ovvero da sottoporre a bonifica, che, come emerge chiaramente dagli allarmanti studi epidemiologici Sentieri (2011) ed Eras (2012), avrebbe necessità di essere potenziato per poter garantire la sicurezza sanitaria della popolazione di un’area in forte e progressivo degrado ambientale, con altissima incidenza di patologie legate all’inquinamento e allo sfruttamento a cui il territorio è soggetto oramai da un secolo.

I sindaci dell’area sanitaria in questione, principali responsabili, non dimentichiamolo, della sicurezza e della salute della popolazione che rappresentano, hanno saputo mettere in campo negli anni solo iniziative di facciata e infondate rassicurazioni. Alcuna azione incisiva è stata avviata nei confronti delle istituzioni regionali a tutela della salute pubblica. Emerge chiaramente che la politica locale e quella dell’istituzione delegata a pianificare l’organizzazione del settore sanitario, marciano in una stessa direzione. Il chiaro intento ed il risultato dell’azione complessiva delle istituzioni sono unicamente quelli di indirizzare l’utenza verso il settore privato, con l’unico risultato in termini economici di aumentare in modo esponenziale i costi sanitari. Sui cittadini si scaricano i costi e le conseguenze della cattiva gestione della sanità pubblica. Per necessità, spesso imprescindibile, sono costretti a rivolgersi a strutture private per poter ottenere prestazioni sanitarie di prevenzione e accertamento in tempi ragionevoli.

A nulla sono valse finora le iniziative messe in campo attraverso gli strumenti democratici a disposizione della cittadinanza e delle sue rappresentanze (interpellanze, mozioni, manifestazioni, petizioni popolari ecc…), che rimangono comunque gli unici strumenti da poter utilizzare per cercare di far circolare la corretta informazione e per far conoscere gli effetti che le decisioni assunte in Regione hanno sulla vita quotidiana di ognuno.

La politica, ed in particolare, in questo caso, le istituzioni regionali, sono sorde ad ogni richiamo proveniente dai cittadini.

L’unica via d’uscita a questa situazione sembra essere quella di ridisegnare completamente l’organizzazione sanitaria regionale, attraverso una proposta complessiva che coinvolga e razionalizzi in termini di efficienza e di economicità l’intero settore, che venga portata a conoscenza dei cittadini attraverso iniziative di controinformazione e di denuncia delle attuali criticità, per fare in modo che quando sarà il momento di rinnovare i rappresentanti regionali, la cittadinanza possa fare le proprie scelte nella piena consapevolezza che un’alternativa a questo sistema fallimentare di governo c’è ed è possibile.
Proprio a questo è volta l’attività dei consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, insieme ai quali i Meetup locali intendono condurre e condividere le prossime iniziative.
Meetup Colleferro 5 Stelle • Meetup Anagni 5 Stelle • Meetup Artena 5 Stelle • Meetup Carpineto Romano 5 Stelle • Meetup Cave 5 Stelle • Meetup Lanuvio 5 Stelle • Meetup Paliano 5 Stelle • Meetup Segni 5 Stelle • Meetup Valmontone 5 Stelle • Meetup Velletri 5 Stelle

 

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