Ospedale di Colleferro. I Sindaci hanno chiesto un incontro urgente con Zingaretti. Tante le iniziative di protesta…

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COLLEFERRO (RM) – Come riportato in un nostro precedente articolo •>, presso l’Ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro sono cessate da ieri, 1° Luglio, le accettazioni destinate ai Reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria e Neonatologia. Ed il 6 Luglio i reparti verranno definitivamente chiusi…
Mentre vanno ancora avanti le raccolte di firme (una petizione online qui •> e banchetti qui •>) per opporsi alla decisione dello spostamento dei reparti in questione, e dopo la lettera dei Sindaci del Comprensorio che abbiamo pubblicato qui •>, abbiamo notizia del fatto che è stato chiesto, nella giornata di ieri, da parte dei Sindaci del comprensorio, un incontro urgente con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e con il responsabile della cabina di regia della Sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

In attesa di aggiornamenti riguardo la eventuale convocazione dell’incontro, diamo comunicazione del fatto che altre iniziative sono state messe in campo.
Nel pomeriggio di oggi (con un video diffuso sui social network visibile qui •>) il candidato Sindaco Silvano Moffa, dimessosi dalla carica di Consigliere comunale, ha chiamato a raccolta i cittadini per una “catena umana” da “stendere” intorno all’Ospedale di Colleferro a partire dalle ore 18.

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Nel contempo un’altra lista, che non ha espresso consiglieri comunali (Impegno Comune), ha diffuso un manifesto (leggilo qui •>) nel quale si comunica di aver affidato ad AreaConsumatori un’azione di esposto/denuncia, indirizzata alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura della Corte dei Conti, «nei confronti del Presidente Zingaretti (Commissario ad acta della Sanità della Regione Lazio) e del Dott. D’Amato (responsabile della cabina di regia del Servizio Sanitario Regionale), in merito alla imminente soppressione dei reparti di ginecologia, ostetricia, neonatologia e pediatria dell’ospedale di Colleferro e al loro trasferimento presso Palestrina».

Sembra quasi che l’immaginario collettivo sia rimasto sorpreso dalla messa in atto di quanto in fondo previsto da mesi. In molti hanno sempre creduto che l’assurdità della decisione della chiusura di quei reparti potesse in qualche modo far tornare sui propri passi coloro che operano nella stanza dei bottoni.
La stessa elezione a Sindaco di Pierluigi Sanna era sembrata come un’ulteriore rassicurazione in tal senso, vuoi per la parte politica rappresentata, vuoi per la capacità di “opporsi”, più volte dimostrata.
Evidentemente “opporsi” non era sufficiente, o comunque non lo è stato: la “macchina schiacciasassi” che si è messa in moto sembra andare avanti senza un vero e proprio “conducente”…

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Alessio D’Amato

L’incontro del 24 Giugno con il Direttore Sanitario Aziendale Domenico Bracco era una farsa: non è servito nemmeno a prendere un’ora in più di tempo, nonostante accordi presi in precedenza prevedevano la “riapertura di una finestra” per rivalutare la decisione…
E così, se il comunicato diramato dai Sindaci del comprensorio, a valle di quell’incontro, si riferiva genericamente al “Direttore Sanitario Aziendale”, nel comunicato di ieri quella figura prendeva un nome: Domenico Bracco appunto.
Evidentemente non era lui l’interlocutore valido, ma qualcuno, quel giorno, ha deciso di mandare lui, a chiara manifestazione della scarsa importanza percepita dell’argomento.
Evidentemente l’interlocutore non è nemmeno lo stesso Direttore Generale dell’Asl RmG Giuseppe Caroli, se i Sindaci del comprensorio decidono di chiedere un incontro urgente con chi, in materia di Sanità, sta sopra (Zingaretti, D’Amato) di lui… Proprio lui che – molto probabilmente – ha scelto l’interlocutore da “opporre ai Sindaci” quel 24 Giugno…
Vuoi vedere che non servirà a nulla anche incontrare il responsabile della cabina di regia della Sanità regionale Alessio D’Amato?
E magari, così come il 24 Giugno scorso, i Sindaci del Comprensorio verranno nuovamente presi in giro anche dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti?

Ha un senso che, già il 26 Giugno scorso, i consiglieri regionali del Pd Mauro Buschini, Daniele Leodori, Simone Lupi e Massimiliano Valeriani scrivevano in un comunicato stampa: «Serve una maggiore riflessione prima della chiusura dei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia del Parodi Delfino, come stanno chiedendo in queste ore i sindaci di Colleferro, Pierluigi Sanna, e dei Comuni del comprensorio (Segni, Paliano, Gavignano, Carpineto Romano, Valmontone, Montelanico, Gorga e Labico). Come, del resto, era già stabilito dagli accordi presi in precedenza con la Asl RmG.
Era stato concordato, infatti, di effettuare una ulteriore verifica delle prestazioni dei reparti al 30 ottobre prossimo. L’accelerazione che, invece, sembra profilarsi sulla loro chiusura entro i primi giorni di luglio, potrebbe rivelarsi una scelta unilaterale affrettata e portare a conseguenze negative per un territorio e un’intera comunità»?.

Un’altra ipotesi sembra prendere consistenza: non si tratta di un problema politico, né – tantomeno – di una questione legata alla prestazione di un servizio sanitario di primaria importanza… Si tratta esclusivamente di una scelta di tipo economico, perché da sempre l’economia va a braccetto con la politica e se i politici nulla possono, significa che l’“economia”, questa volta, ha preso il sopravvento. Resta da vedere poi se tale scelta economica avrà un senso per le tasche del Servizio Sanitario Regionale o per le tasche di altri…

Sul fronte della protesta, purtroppo, come spesso accade, si percepisce la sensazione di un certo… “scollamento” tra le varie iniziative.
Il fatto che siano partiti e/o uomini politici a metterle in atto sembra “dividere” i cittadini, come se aderire all’una od all’altra iniziativa potesse significare, in qualche modo, anche una “scelta di campo”…

Riteniamo davvero che la Sanità in generale, e la questione dello spostamento di quei reparti in particolare, non possano e non debbano essere strumentalizzate…

È il caso di creare una “cabina di regia” che in qualche modo unisca le forze dissenzienti e le indirizzi verso un unico fine. Una “cabina di regia” da contrapporre a quella istituzionale della Sanità regionale, facendo leva non certo su campanilismi o non meglio precisati “umori popolari”, ma su dati reali, situazioni oggettive, sia sul fronte della qualità del servizio sanitario offerto anche a “corollario” di quei reparti, sia sul fronte delle difficoltà alle quali si andrebbe ad esporre l’utenza.

Il tutto nello stesso interesse dell’Asl RmG che con questa operazione vedrebbe solo ulteriormente diminuire le nascite all’interno delle sue strutture, dovendo poi pareggiare i conti con altre Asl che avranno “servito” i suoi residenti…

Certo ci sembra difficile che – dopo quanto sta accadendo in questi giorni, e con l’evidenza mediatica di una scelta impopolare e soprattutto irragionevole come quella messa in atto – l’utenza del comprensorio Asl RmG6 e dei Comuni della Provincia di Frosinone interessati, vadano a “servirsi” presso l’Ospedale di Palestrina.
La maggior parte sceglierà Roma, la rimanente andrà a Frosinone…

Giulio Iannone

 

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