Ospedale di Colleferro. 14 “preospedalizzati” in attesa di “bombardamento”. È scomparso il tecnico…

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COLLEFERRO (RM) – Oggi trattiamo di una… incresciosa (?) vicenda che in questi giorni sta facendo impazzire 14 utenti del servizio sanitario regionale, residenti a Colleferro e dintorni.

La questione coinvolge in particolare l’ambulatorio di Urologia dell’Ospedale di Colleferro, ma la problematica riguarda sicuramente tutti i residenti, nell’ambito della intera Asl Rm 5, che hanno bisogno delle medesime cure.
In particolare stiamo parlando del trattamento di “litotripsia extracorporea ad onde d’urto” dei calcoli renali (meglio noto come “bombardamento” o – in termine più tecnico – eswl).

Di cosa si tratta
Al paziente, sdraiato su un apposito lettino, vengono “somministrate” delle onde d’urto indirizzate in modo mirato – grazie ad una ecografia continua “di puntamento” – sul calcolo da frantumare.
Il trattamento dura in media 30-40 minuti e le onde d’urto vengono emesse con una frequenza variabile tra i 60 ed i 120 “colpi” al minuto, in funzione anche della potenza del litotritore.
Il trattamento viene effettuato da un tecnico specializzato in presenza dell’urologo del reparto, e viene somministrato al paziente dopo una preospedalizzazione che prevede tutta una serie di esami del sangue, delle urine, ecografie, etc…

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I fatti
Ebbene, fino a qualche tempo fa, la Asl Rmg aveva in essere una convenzione con un’azienda esterna la quale forniva, a rotazione, il macchinario ed il relativo tecnico, che risultavano essere disponibili presso l’Ospedale “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro ogni 30 giorni. Successivamente i tempi furono “dilatati” ed il litotritore “operava” a Colleferro ogni 45 giorni.

Qualcuno – intorno a metà dello scorso anno – si è reso conto che un litotritore, anche migliore di quello messo a disposizione della ditta esterna, giaceva inutilizzato presso l’ospedale di Tivoli.
Se le informazioni in nostro possesso sono corrette, stiamo parlando di circa 800mila euro di macchinario di proprietà dell’Asl fermo, a fronte di un costoso servizio affidato ad una ditta esterna.
A quel punto si decise – nel quadro di una giusta spending review generale – di cessare la convenzione con l’azienda esterna e di sottoscriverne una con quello stesso tecnico per affidargli l’uso del litotritore di proprietà.
Certo i pazienti dell’intera Asl dovevano recarsi a Tivoli, ma il servizio era comunque assicurato.

Quest’ultima convenzione (con il tecnico) era in scadenza il 31 Dicembre scorso, ma dalla Asl hanno assicurato al reparto il rinnovo e/o, in ogni caso, la risoluzione del problema, al punto che i medici del Uoc di Urologia dell’Ospedale di Colleferro, facendo fronte alle numerose richieste degli utenti, hanno effettuato un “ciclo” di preospedalizzazione su 14 pazienti, fissando la data per il trattamento al 9 Febbraio scorso.

Nei giorni immediatamente precedenti al giorno fissato, i pazienti venivano contattati dagli operatori dell’ospedale di Colleferro per essere informati del fatto che la “seduta” del 9 Febbraio era saltata e rinviata a data da destinarsi.

Ad oggi, 9 Marzo, la data è ancora da destinarsi, mentre i dolori per i 14 preospedalizzati vanno via via aumentando (così come il volume dei loro calcoli), con gli operatori ospedalieri del reparto di Urologia di Colleferro che non sanno cosa rispondere ai pazienti ormai… impazienti.

Qualche “benpensante” sostiene che si tratti di un manovra per favorire strutture private in grado di offrire il trattamento…

Altri che sia l’ennesima, inequivocabile manifestazione, del totale abbandono (da parte della Regione Lazio) in cui versa la Sanità periferica…

Altri ancora – forse i più maliziosi – hanno evidenziato il fatto che questo spostamento, e la conseguente sospensione, del servizio sia – guarda caso – avvenuta proprio mentre si avvicendavano i Direttori generali, da Giuseppe Caroli a Vitaliano De Salazar…

Alcune considerazioni dei… “preospedalizzati”.
«Vuoi vedere che “questo” nuovo non ne sa niente?»
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Oppure: «Vuoi vedere che “questo” nuovo ha cancellato il servizio?».
Ancora: «Non è che quando riattiveranno il servizio non sarà più buona la “preospedalizzazione” fatta (ad oggi) 40 giorni fa?».

Giulio Iannone

 

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