“Operazione Family” della Polizia di Stato. 7 arresti per furto aggravato in una famiglia di giostrai a Viterbo [Video]

Nola Ferramenta outfitNola Ferramenta outfit

[vsw id=”gHk5a5H1grw” source=”youtube” width=”615″ height=”375″ autoplay=”yes”]

 

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

VITERBOGli uomini della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Viterbo alle prime luci dell’alba di oggi, 25 Marzo, hanno dato esecuzione a 7 misure di custodia cautelare, relative ad un’indagine che ha interessato altrettanti individui responsabili dei reati previsti dagli artt. 110 – 624-625 c.p. e art. 55 Dlgs.231/07.

In particolare a sei di questi è stata notificata un ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre ad un’altra indagata la misura dell’obbligo di dimora.

Ecoerre-Poliambulatorio_SpecialisticoEcoerre-Poliambulatorio_Specialistico

POLIZIA VITERBO- Operazione Family

I provvedimenti cautelari in questione, derivano da un’articolata attività investigativa iniziata negli scorsi mesi e condotta dalla locale Squadra Mobile.

Indagine che è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo, nel corso della quale sono stati realizzati numerosi servizi di pedinamento e osservazione a distanza, su soggetti dediti alla commissioni di reati contro il patrimonio, attivi nel centro cittadino ed in alcune località della provincia viterbese.

Soggetti tutti imparentati tra loro, discendenti da storiche famiglie di giostrai viterbesi, di origine nomade. In particolare gli indagati avevano messo in piedi un’efficace attività delinquenziale, finalizzata a commettere furti su auto e negli esercizi commerciali.
Con una precisa divisione di compiti, attuando un controllo capillare del territorio, dopo aver seguito le vittime, previa effrazione si impossessavano delle borse lasciate incustodite nelle auto. Parallelamente, entravano in diversi esercizi commerciali, e dopo aver distratto i gestori, si impossessavano dei portafogli o del contenuto delle casse.

Si accertava anche l’indebito utilizzo di carte di pagamento (bancomat e carte di credito) in quanto in diverse occasioni le vittime avevano lasciato il codice “pin” tra gli effetti personali che veniva utilizzato per realizzare illeciti prelievi di somme di danaro.

Nella fase finale delle indagini, venivano realizzati diversi riconoscimenti fotografici e acquisiti diversi filmati di sistemi di videosorveglianza che fornivano ulteriori riscontri per accertare la responsabilità penale degli indagati.

[vsw id=”3LzhyqJwuAo” source=”youtube” width=”615″ height=”375″ autoplay=”no”]

 

[vsw id=”tovM3RCCiQ4″ source=”youtube” width=”615″ height=”375″ autoplay=”no”]