Nell’ambito del “Progetto continuità” dell’IC Colleferro 1, incontro con l’autore: Luciana Breggia ed il suo “Il Giudice alla rovescia” [Foto]

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COLLEFERRO (RM) – Attivato anche quest’anno il “Progetto continuità” presso l’Istituto Comprensivo Colleferro 1 che ogni anno coinvolge gli studenti delle classi V della scuola primaria e le classi I della scuola secondaria di I Grado “Leonardo da Vinci”, che hanno intrapreso un percorso didattico condiviso, che rappresenta uno dei pilastri del processo educativo e costituisce il filo conduttore che unisce i diversi ordini di scuola con l’obiettivo di attenuare le difficoltà che, a volte, si presentano nel passaggio.

Oggetto delle attività d’insieme quest’anno è stata la lettura del libro dal titolo “Il Giudice alla rovescia” di Luciana Breggia, che Venerdì 3 Marzo, in occasione de “l’incontro con l’autore” è stata ospite dell’Istituto Comprensivo 1, dialogando ed interagendo con gli studenti.

Luciana Breggia è nata a Viterbo e vive ora a Firenze. Ha lavorato a Milano in uno studio di avvocati prima di entrare in magistratura nel 1985. Oggi è Presidente di sezione al Tribunale di Firenze. Autrice di saggi giuridici, è particolarmente impegnata sul tema della mediazione dei conflitti. Il libro, pubblicato da Einaudi è supportato dai bellissimi disegni di Barbara Cantini.

La scelta del libro è stata motivata dal desiderio della Dirigente Scolastica d. ssa Antonella Romani e dei Docenti coinvolti nel progetto per trasmettere ai ragazzi i valori di “legalità” e “giustizia”.
Attraverso la lettura delle cinque brevi storie di fantasia narrate nel libro, che prendono però spunto dalla realtà di tutti i giorni, gli studenti hanno potuto riflettere come molto spesso è l’egoismo a guidare le nostre scelte, mentre sarebbe facile arrivare alla soluzione dei problemi cercando soprattutto di comprendere, ed a volte accettare, punti di vista diversi dal nostro senza che questo ci costi sacrificio.

Tutto ha inizio con l’arrivo del Giudice di Pinocchio, in un paesino dove gli abitanti trovano ogni pretesto per litigare: un albero che pare minacciare il tetto della casa vicina, una ragazza che per troppa fame ruba salsicce, un’antenna che toglie visuale al panorama, i colori che spariscono dal banco e due fratelli che si contendono da anni un pezzo di terra, pur possedendo interi campi. Il Giudice, con grande calma, invita gli abitanti a riflettere ed analizzare le varie situazioni aiutandoli a trovare soluzioni che rendano tutti contenti e, come succede nelle favole, le scelte migliori sono quelle dettate dal cuore e dall’apertura verso l’altro . Il “Giudice alla rovescia” lascerà quindi il villaggio, soddisfatto perché la giustizia è diventata patrimonio dei suoi abitanti.

Nei tre incontri che si sono succeduti nella mattinata di Venerdì, ognuno della durata di circa un’ora, il primo presso il Plesso Carlo Urbani, e due presso la Gpd, i ragazzi hanno letto le storie che maggiormente li hanno colpiti o affascinati, ed hanno presentato il risultato dei lavori, frutto delle diverse attività didattiche nei laboratori di scrittura creativa ed artistica: dai riassunti alle poesie o filastrocche, dai disegni ai cartelloni, ad interessanti dvd che sono stati proiettati. Durante gli incontri gli alunni dei due ordini di scuola, hanno dato vita ad un dibattito interessante che li ha portati, insieme ed in continuità formativa, a riflessioni personali sui temi affrontati nelle diverse  storie.

Tante e diversificate le domande rivolte all’autrice che ha inizialmente spiegato ai ragazzi il complesso lavoro del Giudice, che spesso deve affrontare cause difficili ed emettere sentenze che influiscono sulla vita delle persone. Ha poi risposto, con grande disponibilità, alle tante curiosità dei ragazzi.
La domanda più curiosa è stata di Francesco che ha chiesto “quale fosse il caso più strano che l’autrice, in veste di giudice, avesse dovuto affrontare, e Luciana Breggia ha risposto sottolineando «tanti sono stati i casi nella mia carriera che al momento non ricordo quale sia stato il più singolare», prendendo solenne impegno di inviare quanto prima, via e-mail, il “caso più strano” sottoposto al suo giudizio.
Ad ogni fine incontro immancabile la richiesta all’autrice di autografare la loro copia del libro, un’ulteriore dimostrazione del grande successo dell’iniziativa.

Eledina Lorenzon

 

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