Monte S. Giovanni Campano. In un “bunker” avevano allestito una piazza di spaccio di coca, hashish e crack. Padre, madre, figlio e due collaboratori arrestati dai Carabinieri

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MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO – Nella mattinata di oggi, 27 Settembre, i Carabinieri della Compagnia di Sora hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone (PM Dott. Adolfo Coletta), a carico di 5 persone, tutte ritenute responsabili del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e crack”.

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L’attività di indagine ha consentito di appurare che gli indagati avevano allestito in Monte San Giovanni Campano una vera e propria piazza di spaccio presso la loro abitazione, trasformandola in un “bunker” non facilmente espugnabile da parte delle Forze dell’Ordine.

L’operazione conclusa questa mattina con l’esecuzione di 5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari e numerose perquisizioni, rappresenta il risultato di una complessa e articolata attività d’indagine, condotta con l’ausilio di strumenti tecnici e l’esecuzione di numerosi servizi di O.C.P., iniziata da qualche tempo dalla Compagnia Carabinieri di Sora, finalizzata a disarticolare un sodalizio, radicato su quel territorio e dedito allo spaccio di sostanza stupefacente.

I militari operanti accertavano che presso l’abitazione di tre degli arrestati (coniugi e figlio) in Monte San Giovanni Campano si svolgeva da mesi una continuativa attività di “vendita al minuto di stupefacenti”, localizzando una vera e propria “base di spaccio” munita di videosorveglianza, presso la quale gli assuntori delle sostanze illecite avevano agio di recarsi a qualunque ora del giorno e della notte, senza necessità di preventivi contatti o quantomeno “appuntamenti”, per acquistarvi dosi di cocaina, crack ed hashish, dietro pagamento di danaro in contante.

La gestione del “supermarket” era curata principalmente dai coniugi, già tratti in arresto a febbraio 2018 nella flagranza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti poiché trovati in possesso di 33 dosi già confezionate di cocaina e 31 di crack, mentre il figlio e gli altri due collaboravano fattivamente alla “fiorente attività” (uno degli arrestati aveva compiti di intermediario e fornitore delle sostanze proibite destinate allo spaccio al minuto).

L’indagine rientra in una vasta attività di monitoraggio disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone, tesa ad individuare anche attraverso un capillare controllo del territorio tutti quei soggetti dediti allo spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

In totale nel corso dell’attività sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 6 persone, segnalati alla Prefettura quali assuntori 18 persone, sequestrati complessivamente grammi 360 di sostanze stupefacenti del tipo “marjuana, hashish, crack e cocaina”, nonché bilancini di precisione e materiale atto al confezionamento.