La ’ndrangheta ai Castelli. Sequestrati beni a Rocca di Papa. La Squadra Mobile arresta tre soggetti legati alla pericolosa cosca Molè di Gioia Tauro

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ROCCA DI PAPANelle prime ore della mattinata di oggi, 11 Luglio, è stata effettuata un’operazione di polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Roma (Operazione “Gioia Tauro ai Castelli”), coordinata dalla locale Procura Distrettuale Antimafia, che svela la penetrazione della ‘ndrangheta in importanti strutture ricettive a Rocca di Papa.

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Agenti della Polizia di Stato della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal pm Giovanni Musarò, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, a carico di tre soggetti legati alla pericolosa cosca Molè di Gioia Tauro (RC), in quanto responsabili di intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori in concorso, finalizzato ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. 

Sono finiti in carcere il 57enne Agostino Cosoleto, suo figlio 32enne Francesco e Teodoro Mazzaferro di 61 anni.
Agli arresti domiciliari Maria Luppino di 49 anni.

Stando a quanto accertato dagli investigatori, il padre si sarebbe avvalso del figlio Francesco per nascondere la proprietà e la piena disponibilità della società “Il Casale srl”, (le cui quote sono state oggi sottoposte a sequestro preventivo insieme alla struttura alberghiera “Il Redentore” di Maria Luppino, più altri immobili) al fine di eludere eventuali disposizioni di misure di prevenzione patrimoniali da parte dell’autorità giudiziaria.

Contestualmente è stato anche eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni, società, ditte ed immobili, situati a Rocca di Papa e Gioia Tauro, per un valore di circa 4 milioni di euro.

 

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