17 Maggio 2026
Valle d. Sacco

Inaugurata la mostra dedicata alla Maestra Flora Barchiesi presso la Scuola di Colleferro Scalo [Foto]

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COLLEFERRO (RM) – Grande commozione per l’inaugurazione della Mostra dedicata alla Maestra Flora Barchiesi presso la Scuola di Colleferro Scalo a lei dedicata.

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Dalle notizie raccolte dal Sig. Felice Lozzi, che fu suo allievo, la giovane e bella signorina Flora arrivò a Segni Scalo nel 1908, a seguito dell’istituzione della prima scuola elementare da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, e rimase in servizio per oltre cinquant’anni.
Era una donna eccezionale, tenace e molto preparata ed a lei si rivolgevano tutte le maestre che in quel tempo insegnavano nella scuola elementare, ubicata in quel periodo a Colledoro.

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Non si dedicò solamente all’insegnamento, con altrettanta passione ed abnegazione si impegnò nel sostegno morale e spesso materiale dei cittadini. Durante le incursioni aere, quando suonavano le sirene per dare l’allarme dell’avvicinarsi di squadriglie aeree nemiche, imponeva agli alunni di correre al rifugio antiaereo. Era una donna coraggiosa e sempre pronta ad ogni evenienza, nulla gli faceva paura.

Prima della cerimonia ufficiale, gli alunni della Flora Barchiesi hanno presentato due esibizioni di ginnastica ritmica, cui ha fatto seguito il racconto recitato della nascita di Colleferro e della prima scuola.
Una rappresentanza dell’Orchestra Musicale della Scuola Media Leonardo da Vinci ha poi eseguito alcuni brani musicali.

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Nel prendere la parola il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Colleferro 1,  dott.ssa Antonella Romani, ha espresso il suo ringraziamento ai tanti intervenuti, ma soprattutto al Presidente del Comitato Residenti, Ina Camilli che ha promosso ed organizzato l’evento e lavorato al reperimento e messa in mostra del materiale, ricordando una donna che fu pioniera nella storia della costituenda città di Colleferro e che seppe inculcare in tante generazioni di alunni non solo istruzione, ma il modo di affrontare la vita con onestà e correttezza.

Nel suo intervento Andrea Colaiacomo, nipote della Maestra Flora ha ricordato la nonna, delineandone il carattere indomito e la grande passione per l’insegnamento. Pur non avendola conosciuta personalmente, perché deceduta prima della sua nascita, suo padre le parlava spesso di lei e dei tanti episodi di cui, soprattutto negli anni tremendi della guerra, fu protagonista in aiuto dei tanti bisognosi.

La sig.ra Marisa Alteri, scolara della scuola di Colledoro nel lontano 1933 ha dato la sua testimonianza su com’era la scuola in quei tempi duri, ma nel suo ricordare c’è stata tanta emozione e tanta gioia.

Molto interessante la presentazione della prof.ssa Assunta Viteritti dell’Università La Sapienza di Roma dedicata alla “Scuola Materiale”, un viaggio attraverso gli oggetti e gli spazi della vita scolastica: dai primi dell’ottocento ai nostri giorni, gettando uno sguardo a quella che sarà la scuola del futuro, dove alunni e studenti interagiranno con i nuovi sistemi tecnologici in ambienti aperti che favoriranno l’incontro e lo scambio di idee.

Breve intervento di Felice Lozzi che con parole commosse ha ringraziato la sua Maestra narrando qualche aneddoto della sua vita scolastica, quando per tenerlo buono, essendo un vero monello, lo ammoniva di raccontare tutto al papà, e questa era una minaccia capace di farlo tornare calmo e tranquillo.

A chiusura della manifestazione Ina Camilli ha ringraziato tutti i presenti, dedicando un pensiero particolare a quanti con lei hanno dedicato tempo e lavoro per la riuscita della manifestazione.

È stata poi ufficialmente aperta la Mostra che ha veramente emozionato ed incuriosito il pubblico: è stata infatti ricostruita un’aula così come poteva essere nei tempi della guerra: il vecchio banco di legno, la cartella di cartone, il pennino e calamaio per scrivere, i pochi quaderni ingialliti dal tempo tutti ordinatamente scritti, il registro delle presenze e le temute pagelle.

È stato come immergersi in quel mondo lontano, fatto di tanti sacrifici e tanta miseria, socchiudendo per un attimo gli occhi sembrava quasi di vederla la Maestra Flora che alla nera lavagna scriveva le prime lettere dell’alfabeto o i primi numeri per i tanti bambini che, seduti composti e rapiti dalla sua voce ferma e severa, l’ascoltavano in silenzio.

Una bella mostra da non perdere, un riscoprire le radici e la storia della nostra città e che rimarrà aperta fino al 15 febbraio, dal lunedì al venerdì negli orari di apertura della scuola dalle ore 8.30 alle ore 16.30.

Eledina Lorenzon