Il Punto di Vista di Gian Luca Cardillo. Se ne è andato a 86 anni. Mons. Andrea M. Erba il Vescovo amato da tutti!

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ERBA Andrea Maria

 

Gianluca-CardilloIl Punto di Vista
di Gian Luca Cardillo

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La scomparsa di Mons. Andrea Maria Erba, beneamato Vescovo emerito della Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni, ha lasciato decine e decine di migliaia di fedeli (e non solo) assai costernati ed affranti per tutto quello che questo sant’uomo ha fatto in termini di opere,con grande e fortissima umanità ed intensa spiritualità.

Il suo motto episcopale, infatti, era “In uno spiritu” che ben si appropriava alla sua intima essenza e al messaggio evangelico della vocazione episcopale imperniata sui dettami caritatevoli della umiltà e della misericordia. Non solo per questo, nel lontano 1988 Sua Santità Giovanni Paolo II gli impose la berretta violacea ponendolo da subito, per le sue altissime doti morali e religiose, alla guida di una delle diocesi più importanti e prestigiose di Santa Romana Chiesa allora retta dal Cardinale titolare Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI.

L’insediamento da Vescovo nella Cattedrale di San Clemente in Velletri, per Mons. Erba, nato nella brianzola Biassono (Mi), rappresentò di sicuro un “esordio” più che felice in un clima festoso e giubilare che già lasciava presagire quello che sarebbe stato un futuro roseo ed assai ricco di proficui rapporti con tutti i fedeli e le istituzioni a vari livelli del vastissimo comprensorio a sud della Capitale.

Quel freddo pomeriggio di Gennaio del 1989 c’eravamo anche noi ad ascoltare la solenne omelia d’ingresso episcopale densa di parole e significati di totale apertura e di solidarietà verso il prossimo. Senza enfasi alcuna, senza paroloni e fronzoli, senza “pompa magna” ma solo con grande umanità, semplicità e apertura totale al dialogo; ingredienti questi, che segnarono sempre il suo straordinario percorso spirituale con le nostre genti. E questa “gente” gli volle veramente bene e dimostrandolo attraverso una continua e spontanea ammirazione accompagnata da un rispetto filiale spontaneo e verace.

Tutti potevano tranquillamente “andare da lui” in ogni momento della giornata a chiede consigli e, soprattutto, ausilio in tante “direzioni”. Egli, se poteva, dava una mano a tutti con il cuore e con la consapevolezza di aver aperto negli animi dei suoi fedeli una breccia che avrebbe potuto produrre soltanto altro bene, proprio come una “catena di montaggio” di positività in nome del Bene supremo di Nostro Signore Gesù Cristo.

Lo conoscemmo personalmente proprio in occasione del suo ingresso in San Clemente, in una saletta attigua alla sacristia, al termine della Santa Messa. Eravamo insieme all’amico Giulio Iannone.
Si volle soffermare a lungo con noi con grande cordialità e simpatia: «Voi – ci disse sorridendo Mons. Erba – siete giornalisti? Anche io sono un giornalista iscritto all’Albo e collaboro da anni con tanti giornali e riviste oltre ad Avvenire e all’Osservatore Romano…». Ci sentimmo subito “colleghi” (si fa per dire!).
Qualche anno dopo quell’incontro diventammo grandi amici tant’è che Mons. Erba divenne una delle firme più prestigiose (con una sua rubrica settimanale fissa dal titolo “Due parole con voi…”) sul giornale Cronache della Provincia. Fu un successo per numero di lettori e di consensi per gli argomenti trattati.

In seguito Andrea Maria Erba ebbe modo di partecipare e presiedere numerosi incontri culturali organizzati dall’Acas, ivi compresa la prima edizione del Premio Internazionale della Stampa “Cronache Cittadine” e le varie scuole di Giornalismo a livello universitario da noi ideate ed organizzate. Egli rappresentava una vera e propria guida spirituale, un saggio e sicuro “consigliere” verso il quale affidarsi sempre incondizionatamente e senza paure di sorta.

Quanto bene gli abbiamo visto fare! Quante parole benevole pronunciare! Quanto perdono! Quanta misericordia!
A lui, grande studioso, scrittore (autore di centinaia e centinaia di impegnativi volumi), storico, storiografo, fine e sensibile conoscitore delle umane vicissitudini, il Santo Padre affidò il delicatissimo compito di esaminare e “portare” tutta la documentazione relativa alla “postulante” Causa di Beatificazione, prima, e santificazione, poi, dell’allora venerabile Padre Pio da Pietrelcina. Ruolo che seppe svolgere con grande zelo, umanità, trasparenza e soprattutto obiettività, sempre al di fuori dei riflettori e con grandissima riservatezza.
Poi, circa dieci anni or sono, dopo una seria malattia, si ritirò comunicando le proprie dimissioni anche per raggiunti limiti di età. Si ritirò a Roma presso la casa dei Barnabiti, ordine religioso di appartenenza, continuando a scrivere e pubblicare altri interessantissimi ed originali libri… Sempre attaccato al suo “gregge”, ogni tanto amava tornare a Velletri e in modo particolare a Segni.

I solenni funerali si sono svolti a Velletri nella stessa Cattedrale (gremita di fedeli) che molto tempo prima lo aveva ricevuto come Buon Pastore di Cristo.

Addio carissimo eterno amico Vescovo e “collega” giornalista!

Gian Luca Cardillo

 

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