Il consigliere regionale Santori torna sulla questione degli ospedali di Colleferro e Palestrina

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ROMAIl Consigliere regionale del Gruppo misto Fabrizio Santori, dopo aver visitato stamattina l’Ospedale “Coniugi Bernardini” di Palestrina, torna sulla questione dei reparti chiusi al “Leopoldo Parodi Delfino” di Colleferro (Ostetricia/Ginecologia e Neonatologia/Pediatria) ed accorpati con gli omologhi di Palestrina.
Lo fa con una nota stampa diffusa nel pomeriggio alla luce dell’ispezione effettuata in mattinata a seguito delle numerose segnalazioni e denunce rivolte dai cittadini e dalle associazioni di tutela dei pazienti..

«Con lo spostamento dei reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria da Colleferro a Palestrina, la Asl Roma G viola le normative basilari del sistema di emergenza sanitaria che prevedono l’obbligo di disporre di alcuni reparti collegati al pronto soccorso.
Ad oggi una donna o un bambino con delle complicanze che si rivolgono al presidio di Colleferro per un’urgenza, devono necessariamente essere trasferiti nella struttura di Palestrina, che si trova a mezz’ora di strada. Tempo che può rivelarsi vitale nei casi più urgenti. A causa di questa malagestione, su Palestrina i numeri degli interventi sono raddoppiati, ma le strutture e i mezzi sono rimasti gli stessi di prima. Mi sono reso conto personalmente che, tra i vari problemi, manca la rianimazione, la camera operatoria non è attiva h24, manca il reparto UTIC, non ci sono culle termostatiche, viene utilizzato il letto ortopedico per fare il taglio cesareo e il centralino risponde solo h12».

«Non a caso – prosegue Santori – i sindaci di Montelanico, Gavignano, Colleferro, Segni, Piglio, Paliano, Gorga, Valmontone, Carpineto Romano, Serrone, Anagni e Artena hanno impugnato davanti al Presidente della Repubblica l’atto aziendale della Asl Roma G avallato dal presidente della Regione Lazio Zingaretti, denunciando le gravissime decisioni assunte in maniera arrogante dall’amministrazione regionale. Chi ha deciso tutto ciò non può non assumersi tutte le responsabilità di casi di malasanità».

«È inaccettabile che il destino dei cittadini sia appeso ai giochi di potere dei partiti che governano la Regione Lazio. Sosterremo con forza le legittime motivazioni di migliaia di cittadini che hanno firmato la petizione per chiedere una sanità giusta ed attenta alle reali esigenze del territorio. Riteniamo ingiuste le decisioni assunte dalla direzione generale della Asl Roma G.
Per questo motivo mi rivolgerò al ministro della salute Beatrice Lorenzin affinché venga rispettata la normativa sull’emergenza sanitaria, alla Corte dei Conti per indagare sul presunto risparmio nello spostamento di questi reparti e al presidente della commissione salute al Consiglio Regionale Rodolfo Lena al fine di convocare una seduta urgente per fare chiarezza su queste decisioni e restituire serenità a tutti i cittadini che vedevano nel presidio di Colleferro un punto di riferimento fondamentale».

 

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