Gavignano. Presentato nella Biblioteca “Ex Falegnameria” il libro “Sfogliando una fiamma. Storia letteraria dei Carabinieri” di Emilio Limone

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GAVIGNANO (Eledina Lorenzon) – Sabato 6 Novembre è stato presentato, nella splendida cornice della Biblioteca allestita nell’Ex Falegnameria a Gavignano, il libro dal titolo “Sfogliando una fiamma. Storia letteraria dei Carabinieri” di Emilio Limone, Maresciallo dei Carabinieri effettivo all’Ufficio Stampa del Comando Generale e giornalista pubblicista.

Il saggio, che si avvale della Prefazione del Generale di Corpo d’Armata Gaetano Angelo Maruccia, è edito da Ianiei.
L’evento è stato promosso in collaborazione con l’Associazione “Arte – Libera Mente”, presieduta da Fulvio Nunnari.

All’evento era ovviamente presente l’autore, visibilmente emozionato per essere tornato tra amici, infatti per circa due anni ha ricoperto proprio a Gavignano l’incarico di Comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

La presentazione del libro è stata introdotta da Ettore Zanca, scrittore, docente di storytelling sportivo e, giornalista, opinionista calcistico per radio e tv; relatrice è stata la d.ssa Alessandra Necci, giornalista, scrittrice, critica letteraria e docente universitaria.

Erano presenti in sala il Sindaco di Gavignano Ivan Ferrari, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Colleferro Cap. Vittorio Vittorio Tommaso De Lisa, il Comandante della Stazione Carabinieri di Gavignano Luogotenente Carica Soeciale Gaetano Sodano, il Dott. Stefano Folli editorialista del quotidiano “La Repubblica”, Tommaso Di Niso, Presidente dell’Associazione Carabinieri in congedo di Colleferro, ed un pubblico numeroso e caloroso.

Il saggio, suddiviso in tre capitoli – “La letteratura nei secoli fedele”, “I Carabinieri nati dalla fantasia dello scrittore” e “Gli omaggi agli eroi in uniforme” – offre una panoramica della storia dell’Arma dei Carabinieri, istituita nel 1814 per volontà di Vittorio Emanuele I di Savoia, Sovrano di Sardegna, molto prima quindi dell’unificazione d’Italia, evidenziandone i momenti più eroici, cruenti, ma anche di grande solidarietà di cui i Carabinieri sono stati protagonisti, capaci di scrivere pagine di grande sacrificio e di valore.

L’Arma dei Carabinieri è passata indenne attraverso più di due secoli, investita del titolo di “Benemerita”, cioè un’istituzione capace di assicurare il vivere civile degli Italiani, rimanendo fedele ai principi di fedeltà verso la Nazione, forte dei suoi valori quali onore, lealtà, fedeltà, dovere e del suo “saper amalgamare il prestigio del passato e l’avanguardia della modernità”.

Il volume evidenzia come la figura del Carabiniere, proprio per la sua presenza capillare in ogni angolo d’Italia, dal piccolo borgo alla grande città, e la sua quotidiana familiarità con i cittadini, abbia rappresentato e rappresenti per gli scrittori un’inesauribile fonte per raccontare storie, dare visibilità a vicende capaci di appassionare i lettori dall’Ottocento ai nostri giorni.

Analizzare la figura del “Carabiniere” nella letteratura italiana, e motivandone le ragioni, è uno dei temi trattati nel saggio, evidenziando come una delle prime note apparizioni dell’Arma nella letteratura è in uno dei romanzi per l’infanzia più noti come Pinocchio dove il burattino rincorso da Geppetto viene acciuffato da un Carabiniere e, proseguendo nella vicenda, viene anche arrestato in quanto creduto colpevole del ferimento di un compagno, ma riesce con furbizia a fuggire alla cattura.

Anche Giovanni Verga nella sua “Vita dei campi” pone in risalto la figura dell’Arma in lotta con il Brigantaggio in un periodo controverso del Meridione italiano.
Venendo a tempi a noi più vicini si ricordano scrittori come Leonardo Sciascia con “Il giorno della civetta” e l’indimenticabile figura del Capitano Bellodi, Andrea Vitali ed il suo Maresciallo Maccadò, Comandante della Stazione di Bellano, Roberto Mistretta con il suo Sottufficiale Saverio Bonanno le cui vicende tanto successo hanno avuto in molte nazioni di lingua tedesca.

Una menzione particolare è per “I racconti del Maresciallo” di Mario Soldati che da vita al personaggio del Maresciallo Arnaudi, quarantenne siciliano trapiantato in Piemonte che si destreggia tra cacciatori di frodo, debiti di gioco e traffico di valuta, che incontrò la popolarità non solo dei lettori, ma anche del pubblico televisivo grazie ad uno sceneggiato in bianco e nero del 1968.
Intensi i personaggi descritti nelle storie di Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli e Roberto Riccardi ed Andrea Camilleri.

Molti anche i Carabinieri con la passione per la scrittura come il Gen. Roberto Riccardi il cui estro letterario ha dato vita al personaggio del Tenente Rocco Liguori, incrollabile nella sua volontà di sete e giustizia.

Emozionanti, inoltre, sono stati gli interventi di Ettore Zanca, che ha raccontato, coinvolgendo emotivamente il pubblico, episodi capaci di far sorridere, ma anche dolorosi come l’assassinio del Generale Carlo Alberto della Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo.
Un ricordo appassionato e commovente dei tanti, troppi Carabinieri uccisi in terra di Sicilia.

Appassionato e avvincente è stato anche l’intervento della d.ssa Alessandra Necci, una vera e propria «lectio magistralis” sull’importanza dell’Arma dei Carabinieri, da sempre presenza capillare sul territorio e punto di riferimento nella storia del nostro Paese, per il loro senso di appartenenza e la loro capacità di aggregazione. Un legame indissolubile lega il popolo italiano all’Arma dei Carabinieri, sempre pronti a trasmettere garanzia di tranquillità collettiva.

“Nei secoli fedele” è il motto dell’Arma dei Carabinieri, coniato dal Capitano Cenisio Fusi nel 1914, per il primo centenario dell’Arma in sostituzione del precedente, “Usi obbedir tacendo e tacendo morir”, versi tratti da una poesia di Costantino Nigra.
È indubbio che l’Arma dei Carabinieri sia stata partecipe di tutti i mutamenti dell’Italia, rappresentando garanzia “della pubblica e privata sicurezza”, affrontando i momenti difficili seguendo sempre un percorso fatto di fedeltà alle Istituzioni e di servizio alla collettività.
Ieri come oggi trasmette valori e fiducia e resta il filo conduttore per il futuro perché “la storia dei Carabinieri è la storia d’Italia e la storia d’Italia è la storia dei Carabinieri”.

A rendere ancora più magica l’atmosfera della Biblioteca, luogo dell’anima e di cultura, è stata la lettura di alcuni brani del libro a cura del giovane e bravissimo attore Diego Colaiori, che ha emozionato e conquistato i presenti.
Ampio spazio è stato poi lasciato alle tante domande e curiosità del pubblico, chiudendo con il firma copie con dedica dell’autore.

Prossimo appuntamento in Biblioteca per l’11 Dicembre con lo scrittore Giulio Ronzoni, con il suo “Non è ancora buio”, edito da Porto Seguro.

 

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