Gavignano. Presentato al Museo della Civiltà Contadina il libro dedicato a Padre Angelo Cerbara “Un cappellano eroico” di Piero Capozi

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GAVIGNANO (Eledina Lorenzon) – Nella mattinata di Sabato 22 Dicembre si è tenuto il primo evento culturale al Museo della Civiltà contadina di Gavignano, da poco inaugurato, con la presentazione del libro di Piero Capozi dal titolo “Un cappellano eroico” dedicato alla figura di Padre Antonio Cerbara, primo cappellano militare morto nella Grande Guerra, nato a Gavignano il 30 Aprile1888 e deceduto sul Col di Lana il 23 Ottobre 1915.

Erano presenti, oltre all’autore, il Sindaco Emiliano Datti, lo storico Luigi Roberti, Padre Giuseppe Oddone dei Padri Somaschi, la Presidente della Pro-Loco Paola Proietti e la curatrice dell’evento e Vicepresidente della Pro Loco Emanuela Gagliarducci.

Tanti i cittadini che hanno voluto partecipare all’emozionante incontro per un libro che, come riportato nella quarta di copertina “ tenta di ricostruire la vita di questo cappellano militare attingendo alle molte fonti documentarie, alcune del tutto inedite, alle diverse lettere che scrisse e alle pubblicazioni a lui dedicate”. Un libro delicato ed intimo che parla della vita di un giovane uomo “trascinata insieme a molte altre, nella più crudele e straziante esperienza di massa mai vissuta fino ad allora”: la Prima Guerra Mondiale.

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Toccanti le sue lettere dal fronte nelle quali traspare il suo grande amore e la sua “meraviglia della natura nella sua sublime bellezza”, capace per qualche attimo di far “dimenticare lo straziante stato in cui si trovano i moltissimi giovani soldati”. Scorrevole la lettura che appassiona ed avvince e ci restituisce un’immagine terrificante della Prima Guerra Mondiale che tante giovani vite ha sacrificato. Padre Angelo fu colpito da una granata mentre assisteva i soldati moribondi durante un accanito combattimento mentre, come sempre, era pronto a portare sostegno ed aiuto agli altri.

L’intervento dello storico Luigi Roberti è stato dedicato invece alla vita che si conduceva in Gavignano nel periodo della Grande Guerra, tra fame e miseria e fu solo grazie all’opera delle donne, rimaste sole in paese con gli uomini al fronte, se il paese potè superare tante difficoltà.

Emozionante ed appassionato l’intervento di Padre Giuseppe Oddone dei Padri Somaschi, ordine a cui apparteneva Padre Angelo, nel raccontare la sua vita da giovane seminarista e la sua grande predisposizione ad ascoltare e dare conforto ai fedeli. Animo generoso ed indomito, richiamato alle armi e lasciato il suo lavoro educativo e pastorale, fu spedito nella zona operativa di Col di Lana. Sempre in prima linea accanto ai suoi soldati, fu sacerdote che seppe, forte della sua fede, essere vicino ai soldati sofferenti e modello di ufficiale militare, dando testimonianza fino in fondo del suo amore per la patria tenendo alto il morale del suo battaglione con cui condivise le gioie, i dolori ed i rischi. Padre Cerbara si ispirava al metodo educativo di San Girolamo Emiliani, Fondatore della Società dei Servi dei poveri (Somaschi), che consisteva nel stare accanto ai poveri per conoscerli ed amarli, condividendo le loro fatiche e sofferenze ed applicò alla lettera questo ideale nella sua vita militare.

Il nipote Angelo, a nome di tutta la Famiglia Cerbara, ha dato lettura di un pensiero, scritto dall’altro nipote Luigi, dedicato a Padre Angelo, evidenziando il suo attaccamento alla famiglia e agli ideali religiosi che sempre lo ispirarono.

Emanuela Gagliarducci ha poi letto alcune lettere dal fronte scritte dai soldati in trincea, da cui è evidenziata tutta la sofferenza e l’atrocità della guerra ed il forte desiderio della sua fine ed il ritorno a tempi di pace.

A chiudere l’entusiasmante incontro i ringraziamenti ed i saluti della Presidente Pro Loco Paola Proietti.

Nell’ambito della presentazione, una piccola mostra di oggetti della 2^ Guerra Mondiale di grande interesse, facenti parte della collezione di Marco Ballini, giovane collezionista di Montelanico.

Piero Capozi, laureato in Storia, svolge da anni attività di studio e di ricerca in ambito storico ed archivistico ed è collaboratore dell’Archivio Storico Diocesano “Innocenzo III” di Segni in qualità di archivista e ricercatore.

 

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