Gavignano. Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days). Successo per l’evento al Museo della Civiltà Contadina
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GAVIGNANO (Eledina Lorenzon) – Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) del 28 e 29 Settembre, il Museo della Civiltà Contadina di Gavignano ha aperto le sue porte ai visitatori ed organizzato un intenso ed interessante incontro nella mattinata di domenica 29 dedicato alla “Musica dei Pastori”.
Ad aprire l’incontro è stata Emanuela Gagliarducci-Presidente della Pro Loco, che ha dato il benvenuto ai numerosissimi visitatori, esprimendo nel contempo i ringraziamenti al Comitato Scientifico ed ai tanti collaboratori per il lavoro svolto che identifica il Museo «in un polo di conoscenza e salvaguardia della realtà territoriale, ivi compreso i patrimonio culturale immateriale e si pone come elemento di coesione sociale e di educazione».
A seguire si è avuto l’intervento del Sindaco Ivan Ferrari che ha sottolineato come le Giornate Europee del Patrimonio siano occasione imperdibile per sottolineare «l’importanza dell’identità storica di un territorio che mette poi in connessione la tutela, il mantenimento e la valorizzazione del patrimonio vero e proprio del nostro territorio non solo a livello regionale e nazionale, ma europeo».
Ha poi proseguito con l’invito a visitare Gavignano, per i suoi paesaggi meravigliosi e per il patrimonio storico che può offrire.
Ha quindi ringraziato a Pro Loco e tutte le Associazioni tutte che si adoperano per un sempre maggiore sviluppo dell’offerta turistica.
In collegamento video, impossibilitata ad essere presente, sono giunti i saluti della Direttrice Scientifica Diana Stanzani che salutando i visitatori presenti ha evidenziato come l’evento programmato nelle Giornate del Patrimonio Europeo sia «un appuntamento corale che ci vede uniti in tutta la nostra comunità non solo a livello regionale e nazionale, ma anche europeo».
Quest’anno le Giornate de Patrimonio Europeo hanno avuto come tema il “Patrimonio in cammino” e dedicare l’evento agli “Strumenti e suoni della cultura pastorale de Lazio Meridionale” ben si inserisce nel tema.
L’incontro è la conclusione di un percorso che si è sviluppato nei mesi passati con diversi incontri e corsi dedicati alla lavorazione del latte, lavorazione della pasta e di gestione della vite che tanto successo hanno riscosso.
In conclusione ha ringraziato tutti i professionisti, la Pro Loco ed i volontari che operano, con grande applicazione e professionalità, per lo sviluppo di questo piccolo museo che, dalla sopravvivenza è arrivato ad una vita molto vivace con incontri ed eventi significativi per far sopravvivere una cultura che è parte della nostra comunità, sottolineando l’importante opera di divulgazione che il Museo offre con attività e progetti didattici rivolti agli istituti scolastici , così che alunni e studenti possano apprendere la storia del territorio in cui vivono.
Sono poi iniziati gli incontri con Emiliano Migliorini, curatore delle collezioni del Museo ed autore del volume “Il Tempo, il Suono–La sezione musicale del Museo della Civiltà Contadina di Gavignano”, che ha rivolto il suo intervento agli “Strumenti musicali della cultura pastorale nell’alta Valle del Sacco”, costituiti soprattutto da flauti di canna ed ulteriori dispositivi sonori afferenti al campo del cosiddetto “strumentario minore”, spesso costituito da oggetti musicali realizzati con materiali non sempre duraturi.
Essi però hanno svolto funzioni importanti nell’ambito della cultura popolare, avendo ruolo di intrattenimento, di accompagnamento al canto e alla danza, diretta espressione di del sapere tradizionale.
L’Etnomusicologo Emilio di Fazio ha illustrato “Musica e strumenti del ceto agropastorale dei Monti Lepini” e raccontato le ricerche nei Monti Lepini da lui effettuate a partire dagli anni ’80 ad oggi, facendo il punto sulle trasformazioni del “paesaggio sonoro” a partire dallo strumentario musicale in uso tra i pastori di questo territorio. Emozione l’apertura della valigia dell’EtnoMuseo Monti Lepini di Roccagorga, un “museo in valigia”, dove sono raccolti oggetti sonori originali, musiche, immagine e suoni del territorio preso in esame.
I musicisti Mattia Dell’Uomo e Simone Frezza, componenti de “I Trillanti” – gruppo nato nel 2013 per cantare e far conoscere gli stornelli ed i canti della Ciociara, zona da cui provengono – hanno illustrato le loro ricerche iniziate dal 2016 nel territorio della Ciociaria, grazie alle testimonianze di alcuni cantori intervistati con particolare riferimento al “flauto di canna”, le sue tecniche di costruzione e le straordinarie sue risorse melodiche.
Il musicista polistrumentista, compositore e ricercatore Alessandro Mazziotti ha chiuso l’evento con un emozionante intervento su “Suoni transumati. La zampogna perduta ed il sistema sonoro dell’Appennino Centrale”, un viaggio tra i percorsi della transumanza alla ricerca di oggetti, strumenti musicali, repertori, tecniche di apprendimento e suoni che hanno caratterizzato il mondo dei pastori del Lazio appenninico.
Interessante la sua ricerca dedicata alla ricerca della presenza della zampogna tra Lazio e Abruzzo, regalando a pubblico brevi interventi musicali.
Un arrivederci ed un invito a visitare questo piccolo, grande museo situato all’interno del Palazzo Baronale, situato nel punto più alto della collina gavignanese.












