2 Settembre 2026
Provincia di LatinaVideo

Gaeta. Cocaina e staffette tra Napoli e il Sud pontino. Sei misure cautelari per la rete di spaccio smantellata dai Carabinieri

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GAETA – Una strada a doppio senso, ma di sola andata. Quella che collegava l’area metropolitana di Napoli al litorale pontino, percorsa da staffette che trasportavano cocaina destinata ad alimentare un mercato dello spaccio radicato nel territorio di Gaeta e nei comuni limitrofi.

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Nelle prime ore della mattina di oggi, Lunedì 20 Luglio, i militari della Compagnia Carabinieri di Formia e della Tenenza di Gaeta hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di sei persone gravemente indiziate, a vario titolo, di detenzione, trasporto e cessione di sostanze stupefacenti.

L’operazione rappresenta l’approdo di una complessa attività investigativa avviata nel 2023, che ha coinvolto complessivamente quindici persone e ha portato, nel corso delle indagini, a quattro arresti in flagranza e al sequestro di circa 250 grammi di cocaina.

Le indagini – condotte dalla Tenenza Carabinieri di Gaeta con il supporto della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Formia, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino – hanno consentito di ricostruire una fitta rete di rapporti tra i soggetti coinvolti, documentando una pluralità di condotte di approvvigionamento, trasporto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina.

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L’attività investigativa, sviluppata nel corso del 2023, ha interessato complessivamente quindici persone, ma l’istruttoria ha portato a ritenere sussistenti i presupposti per l’applicazione di misure cautelari solo nei confronti di sei di esse.

Il sistema: approvvigionamento a Napoli, distribuzione a Gaeta
Determinante ai fini dell’esito delle indagini è stato il ricorso a un articolato sistema di intercettazioni telefoniche e ambientali, supportato da servizi di osservazione, controllo e pedinamento e da attività di videoripresa. Questi strumenti hanno consentito agli investigatori non solo di documentare le singole condotte contestate, ma anche di risalire ai canali di approvvigionamento, di ricostruire i rapporti gerarchici e operativi tra gli indagati e di comprendere le modalità di cessione della droga.

Il quadro emerso è quello di un gruppo organizzato che poteva contare su stabili canali di approvvigionamento nell’area metropolitana di Napoli, dai quali la cocaina veniva periodicamente reperita per essere trasportata nel territorio del sud pontino. Alcuni degli indagati svolgevano il ruolo di staffetta, curando il trasporto dello stupefacente dal Napoletano fino a Gaeta, dove parte del gruppo risultava stabilmente domiciliata. Da qui veniva organizzata la successiva distribuzione al dettaglio, che avveniva principalmente nel Comune di Gaeta e nei comuni limitrofi, attraverso una rete di contatti consolidata con gli acquirenti.

Le modalità operative, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano finalizzate a rendere più difficoltosa l’attività di controllo delle Forze di polizia, con accorgimenti studiati per eludere i controlli e garantire la continuità del traffico illecito. Un meccanismo che, grazie al lavoro dei Carabinieri, è stato interrotto.

Le misure cautelari: obbligo di dimora e obbligo di presentazione
All’esito del procedimento cautelare, il Gip del Tribunale di Cassino ha disposto, per i sei indagati, due diverse tipologie di misure, calibrate in base al diverso ruolo e alla diversa pericolosità degli stessi.

L’obbligo di dimora, la misura più afflittiva tra quelle applicate, è stato disposto nei confronti di tre indagati di 59, 44 e 56 anni.
L’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, misura meno restrittiva che impone agli indagati di presentarsi periodicamente alle autorità, è stato invece disposto per un 35enne, un 36enne e un 30enne.

Quattro arresti in flagranza e 250 grammi di cocaina sequestrati
Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno eseguito quattro arresti in flagranza di reato, che hanno fornito un ulteriore riscontro alle risultanze investigative emerse attraverso le intercettazioni e i servizi di osservazione. Gli arresti, avvenuti in fasi diverse dell’attività investigativa, hanno riguardato episodi di detenzione e cessione di stupefacenti documentati in tempo reale dagli investigatori.

Complessivamente, nel corso dell’intera attività investigativa, sono stati sequestrati circa 250 grammi di cocaina, una quantità che, seppur non enorme, conferma la continuità e la sistematicità dell’attività di spaccio condotta dal gruppo. Ogni sequestro, per gli inquirenti, rappresentava un tassello di un mosaico più ampio, che oggi ha portato alla disarticolazione dell’intera rete.

L’impegno dell’Arma contro il traffico di droga nel sud pontino
L’operazione di questa mattina si inserisce nel costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e nel contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, un fenomeno che nel territorio del sud pontino continua a rappresentare una delle principali emergenze in materia di sicurezza. La presenza di canali di approvvigionamento stabili provenienti dall’area metropolitana di Napoli, uno dei principali hub del traffico di droga del centro-sud Italia, rende il litorale pontino un territorio particolarmente esposto al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata e dello spaccio diffuso.

L’attività condotta dalla Tenenza di Gaeta e dalla Compagnia di Formia, con il coordinamento della Procura di Cassino, dimostra come le indagini di lungo periodo, supportate da strumenti tecnologici avanzati e da un approccio sistematico alla ricostruzione dei rapporti tra gli indagati, possano portare a risultati concreti nella lotta al traffico di droga. Un lavoro complesso e silenzioso, che spesso si svolge lontano dai riflettori, ma che è fondamentale per restituire legalità e sicurezza ai territori.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come prevede l’ordinamento italiano, gli indagati sono presunti innocenti fino a una eventuale condanna definitiva, e potranno in ogni fase del processo esercitare il diritto di difesa, anche attraverso la proposizione di istanze e memorie difensive. Le misure cautelari disposte dal GIP non costituiscono un anticipo della pena, ma strumenti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in attesa della definizione del processo.

 

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