Frosinone. Un capannone di Via delle Dogane pieno di bevande scadute ed alimenti mal conservati. Nas, GdF ed Asl chiudono l’attività

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FROSINONENel pomeriggio di ieri, 22 Agosto, a Frosinone, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della locale Compagnia, unitamente a quelli del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina, al personale della locale Compagnia della Guardia di Finanza e dell’ Asl di Frosinone (Servizio Veterinario – Ispezione Alimenti), eseguivano un mirato controllo in un capannone ubicato in via Delle Dogane, utilizzato da una misteriosa società operante nello stoccaggio e distribuzione all’ingrosso di bevande e prodotti alimentari.

Dall’attività ispettiva venivano rilevate irregolarità relative alla conservazione dei prodotti destinati all’alimentazione delle persone, atteso che circa 15mila bottiglie di acqua minerale di varie marche erano depositate all’esterno dell’edificio ed esposte al sole senza alcuna protezione.

Invece all’interno della struttura, tra l’altro priva dei requisiti igienico/strutturali, erano custodite circa 40mila bottiglie tra birra, bibite varie e succhi di frutta, di svariate marche, non più commercializzabili in quanto scadute, mentre in un vecchio congelatore risultavano essere state collocate circa 300 confezioni di prodotti surgelati tra crocchette, ali di pollo ed hamburger di varie marche, non conservate come previsto.

Di particolare interesse risultava la grande mole di rendicontazione extra-contabile e fiscale presente nel caotico locale adibito ad ufficio, acquisita dalla Guardia di Finanza per gli accertamenti del caso.

Le operazioni si concludevano con il sequestro dell’acqua, delle bevande scadute e degli alimenti mal conservati e con il deferimento in stato di libertà per “cattivo stato di conservazione di bevande ed alimenti – mancanza di requisiti igienico/strutturali”, di un 32enne di origini campane residente nel capoluogo ciociaro, legale rappresentante della società, già censito per reati di contraffazione e frodi contro l’industria nazionale ed introduzione nello stato di prodotti falsi.

Si provvedeva inoltre all’adozione del provvedimento di chiusura dell’attività da parte dell’Autorità Sanitaria intervenuta, nonché alla segnalazione alla competente Direzione Territoriale del Lavoro di un operaio risultato non regolare.

 

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