Emergenza Coronavirus. Il Lazio ha il dato Rt (1,24) più alto d’Italia davanti a Lombardia ed Emilia Romagna. L’Iss: «L’epidemia non è conclusa, serve cautela»

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ROMA – «La situazione a livello del Paese – afferma Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute – continua ad essere buona e l’Rt sotto 1 su scala nazionale.
Naturalmente persistono delle differenze nell’incidenza da regione a regione.
Sono presenti dei focolai anche di una certa rilevanza che indicano che il virus in determinati contesti è in grado di circolare anche rapidamente.
Questi dati ci inducono a mantenere comportamenti adeguati e soprattutto ad identificare e contenere prontamente i focolai che dovessero insorgere come attualmente si sta facendo».

Ebbene, secondo i dati raccolti, il Lazio è la regione con la maggiore contagiosità da Covid19 in Italia, nella settimana dal 15 al 21 Giugno. Secondo il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), l’indice Rt è salito a 1,24 (era 1,12 nel precedente monitoraggio), superando quello di Lombardia ed Emilia Romagna, entrambe con l’Rt a 1,01.
In Umbria l’indice è a 0, con nessun nuovo caso segnalato.

«Nella valutazione settimanale del ministero della Salute – si “difende” l’Ass. Alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato – il valore Rt rimane sopra l’1, ma era inevitabile poiché occorrono due settimane per vedere gli effetti del contenimento dei focolai».

Il “focolaio” al quale ci si riferisce è quello relativo al San Raffaele alla Pisana di Roma che ad oggi ha causato 123 contagi e 6 morti.

E così l’Rt del Lazio è salito ad 1,24, mentre Lombardia ed Emilia e Romagna fanno registrare ex aequo un 1,01. Appena sotto 1 (0,96) si attesta la Toscana, mentre l’Umbria rappresenta l’“isola felice”, essendo l’unica regione con Rt=0.

Ieri, 26 Giugno, solo quattro regioni – Basilicata, Valle d’Aosta, Sardegna e Sicilia – e la Provincia autonoma di Bolzano hanno fatto registrare zero casi.

«L’indice di contagiosità Rt, che nel Lazio è maggiore di 1, potrebbe essere al momento il risultato di una fluttuazione naturale dovuta ai piccoli numeri dell’epidemia, relativi a pochi focolai di Covid-19».
Per il fisico Federico Ricci Tersenghi, dell’Università Sapienza di Roma, la situazione va però tenuta sotto controllo costante perché se l’indice Rt dovesse confermarsi maggiore di 1 per alcuni giorni, fino a una settimana, allora farebbe scattare un campanello di allarme in quando indicherebbe una ripresa dell’epidemia…

 

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