Coreno Ausonio. Due morti ed un ferito dopo la sparatoria nell’impianto della Tirreno Marmi
CORENO AUSONIO (FR) – Due fratelli sono morti, ed un’altra persona è rimasta ferita in modo grave, in una sparatoria avvenuta in una cava di Coreno Ausonio all’alba di oggi, 7 Novembre.
La sparatoria è avvenuta prima delle 7 in un impianto di frantumazione della Tirreno Marmi srl situato a sud del piccolo centro ciociaro, in via Passeggera.
A rimanere a terra senza vita, due fratelli Amilcare e Giuseppe (Pino) Mattei di 41 anni e 51 anni, titolari della società, residenti a Castelforte (LT), i quali – secondo le prime ricostruzioni – dopo essere stati allertati dall’allarme telefonico sul cellulare, si sarebbero recati presso la sede con lo scopo di sorprendere gli autori dei ripetuti furti di gasolio registrati all’interno dell’impianto. Alla vista dei ladri si sarebbe originata la sparatoria finita nel sangue. I due fratelli sono stati raggiunti al petto da diversi colpi d’arma da fuoco.
Questa è una delle prime ipotesi su quanto accaduto. Ci si augura che informazioni più dettagliate possano essere fornite dal ferito Giuseppe Di Bello, 35enne di Coreno, che verrà ascoltato dai Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo e dagli agenti della Squadra Mobile di Frosinone coordinati dal Magistrato di turno del Tribunale di Cassino.
Il Di Bello, raggiunto da sei colpi di pistola, è stato trasportato in ospedale a Cassino e poi trasferito in eliambulanza all’Umberto Primo di Roma, dove è in prognosi riservata.
Via via che le indagini proseguono, emergono ulteriori particolari.
Tra le ipotesi, oltre al tentativo di furto, i Carabinieri non escludono un lite, poi degenerata, a causa di vecchi rancori, tra i titolari della cava ed il terzo uomo, il Di Bello…
I fratelli Mattei sarebbero stati uccisi, con una pistola calibro 7,65, probabilmente proprio dal Di Bello che nel frattempo è stato posto agli arresti per duplice omicidio. I corpi delle vittime sono stati messi a disposizione della Procura di Cassino che ne ha disposto l’esame autoptico.
Nel corso della sparatoria sarebbero stati esplosi 25 colpi in tutto da 3 pistole – delle quali due legalmente detenute dagli imprenditori – ritrovate sulla scena del crimine.
[IN AGGIORNAMENTO]
Il comunicato ufficiale dei Carabinieri
Il 7 Novembre 2014, alle ore 06,30 circa, in Coreno Ausonio, in un’area adiacente l’impianto di frantumazione marmi di proprietà della società “Gpr Marmi Srl”, ubicato in località Aurito, un operaio della predetta ditta nel recarsi al lavoro, rinveniva riversi a terra, i corpi dei fratelli Giuseppino e Amilcare Mattei, rispettivamente di anni 51 e 41, amministratori della predetta società nonché del 35enne Giuseppe Di Bello allertando i soccorsi.
Sul posto intervenivano immediatamente i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Pontecorvo unitamente a quelli della Stazione di Ausonia nonché personale del 118 di Cassino. Il personale medico intervenuto, constatava l’avvenuto decesso dei fratelli Amilcare e Giuseppino e trasportava presso l’Ospedale Civile di Cassino il 35enne rimasto ferito, successivamente elitrasportato presso l’Ospedale Umberto I di Roma.
La preliminare attività investigativa, faceva ipotizzare un tentativo di furto di carburante da parte del Di Bello che veniva sorpreso dai fratelli Mattei allarmati dal sistema di allarme collegato ai propri telefoni cellulari.
Successivamente, ne scaturiva un conflitto a fuoco conclusosi a distanza ravvicinata che causava il decesso dei due fratelli e il ferimento del 35enne.
Sul posto veniva repertato e posto sotto sequestro il sottonotato materiale:
– 2 taniche in plastica;
– un tubo in gomma della lunghezza di 2 m. circa;
– 2 mini fari portatili;
– 3 pistole semiautomatiche marca Beretta di cui una calibro 7,65, una calibro 9×21 ed una calibro 9, due delle quali, regolarmente detenute dai fratelli Mattei;
– 15 bossoli calibro 9×21, 3 calibro 9 e 4 calibro 7,65.
Considerando le dinamiche omicidiarie desunte, i militari operanti, procedevano all’arresto nella flagranza di reato di Giuseppe Di Bello, ritenuto responsabile di “tentato furto aggravato, ricettazione, duplice omicidio e porto abusivo di arma clandestina”.
L’arrestato, è attualmente ricoverato e piantonato presso il Policlinico Umberto I di Roma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le salme venivano trasportate presso la camera mortuaria dell’Ospedale Civile di Cassino per i conseguenti rilievi autoptici disposti dall’Autorità Giudiziaria procedente.













