Colleferro. Varato “Europa in Comune”. Uno “sportello” intercomunale per semplificare la programmazione e l’accesso ai finanziamenti europei, nazionali e regionali

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COLLEFERRO – Nel pomeriggio dello scorso 21 Settembre, presso l’Aula consiliare del Comune di Colleferro – con la sottoscrizione di una apposita convenzione – è stato istituito “Europa in Comune”, un ufficio creato “per favorire la gestione associata dei servizi di progettazione, programmazione e accesso ai finanziamenti disponibili per programmi europei, nazionali e regionali”.

Alla costituzione dell’ufficio hanno partecipato i Comuni di Artena, Colleferro, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Labico, Montelanico, Segni e Valmontone. Comune capofila sarà Colleferro.

L’occasione della firma dello schema di convenzione ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei Comuni che hanno aderito e di altri enti che a vario titolo saranno partner collaborativi nel lavoro che svolgerà l’ufficio.

A fare gli onori di casa c’erano il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e l’Assessore Francesco Guadagno con delega ai Fondi U.E.

È stato proprio l’Ass. Guadagno ad introdurre l’incontro.

«Siamo felici – ha detto Guadagno – di poter oggi arrivare a questo risultato grazie alla determinazione di tutti gli amministratori e dei Sindaci che insieme a me hanno coordinato questo progetto. Posso dire che è stato estremamente semplice trovare una sintesi tra tutte le Amministrazioni per quello che riguarda i contenuti propri di questa convenzione.
Abbiamo la convinzione che questa diventi una tavola rotonda alla quale ognuna delle amministrazioni che sottoscriverà il documento avrà la funzione di coordinare il progetto e le varie fasi di tutte le attività che struttureremo nel tempo.
Vorremmo valorizzare tutte quelle peculiarità tipiche di ogni Comune, sia per quello che riguarda il territorio ma anche per quello che riguarda la storia socio-economica che ogni Comune rappresentato vorrà portare come contributo a questo tavolo.
Il percorso non è facile per gli enti che noi rappresentiamo e per questo abbiamo avuto modo di scegliere e di coinvolgere alcuni partner che poi a vario titolo ci supporteranno nella nella presentazione dei bandi.
Per questo ringrazio la presenza di Anci Lazio, nella persona del Segretario Generale Giuseppe De Righi
Arriverà a brevissimo anche la responsabile del dello spazio attivo , la dottoressa Francesca Calenne e Lola Fernandez che è la valutatrice del programma Erasmus Plus della commissione europea in Italia e nonché titolare nel master di Europrogettazione al “La Sapienza” di Roma.
Entrando nel merito del progetto come amministrazione di Colleferro avevamo l’ambizione non solo di mettere in rete i nostri territori ma proprio di connettere le varie amministrazioni affinché questo diventi un’opportunità di sviluppo per tutte quelle persone che decidono di rimanere, di vivere e di investire su questo nostro territorio e quindi tramite i fondi europei di avere una capacità di forte attrazione non solo per chi aveva deciso di fare un altro di strada e quindi andare fuori regione o all’estero ma anche per chi decide proprio dall’estero di tornare, di venire a vivere su questo nostro territorio.
Il percorso è ambizioso. Abbiamo deciso di partire da lontano dal tema della formazione perché siamo convinti che partendo da questa sia all’interno delle nostre strutture amministrative sia per quello che riguarda i cittadini quindi chi vuole può mettere un’altra competenza vicino il suo percorso universitario chi decida di reinventare la propria professionalità e metterla a disposizione di questo nostro territorio, possa trovare uno strumento per mettere a terra dei progetti.
Vorremmo in un secondo momento strutturare un luogo fisico che possa essere d’incontro tra queste varie realtà, gli enti istituzionali, le associazioni, al mondo dell’innovazione tecnologica, delle imprese, dei giovani, proprio per creare queste sinergie che possono essere foriere di uno sviluppo comprensoriale che diventi per noi una vera e propria caratterizzazione come buona pratica da riproporre poi anche su altri territori».

Prima degli interventi dei rappresentanti istituzionali presenti è stato proiettato un filmato [disponibile a questo link •>] nel quale viene illustrato secondo quale strategia vengono erogati i finanziamenti dell’Unione Europea.

In rappresentanza dei vari Comuni aderenti sono intervenuti, in successione, il Sindaco di Carpineto Romano, Stefano Cacciotti, il Sindaco di Gavignano Ivan Ferrari, l’Ass. Elena Ciotti per il Comune di Segni, accompagnata dalla Consigliera comunale Anna Teresa Corsi, il Presidente del Consiglio comunale di Valmontone Mirko Natalizia nonché il Sindaco di Labico Danilo Giovannoli.

Tra gli interventi dei partners, particolarmente interessante è stato quello del Segretario Generale dell’Anci Lazio, Giuseppe De Righi.
«Ciò che state facendo è all’interno di un disegno che stiamo cercando di portare avanti da diversi anni e che rappresenta una modalità attraverso la quale le realtà locali possono trovare le risposte giuste
L’Europa non è solo un salvadanaio. L’Europa è un soggetto che programma prima di tutto. E lo fa nell’interesse di una collettività che sono 350 milioni di persone.
Quindi ha una visione che risponde a logiche che sono sicuramente molto più complesse rispetto a quelle che noi percepiamo in ogni momento. Però i documenti della programmazione Europea scendono fino al livello di ogni singolo Comune ,questo è problema vero. Al di là delle grandi decisioni che si prendono, i fondi vengono poi suddivisi tra i Paesi, poi suddivisi tra le regioni
Ad esempio la Regione Lazio è destinataria di una risorsa che prevede almeno tre fondi: quello per sviluppo regionale, quello per lo sviluppo rurale e quello per lo sviluppo sociale. Tutto questo rappresenta quasi il 60% delle risorse circolanti. Stiamo parlando di interventi che giungono direttamente nella nostra realtà.
Noi abbiamo un sistema produttivo che è uno di quelli più efficaci ed efficienti per cercare di attrarre risorse e cercare di spenderle. In effetti in questo riusciamo benissimo, dove siamo carenti è nella pubblica amministrazione
Il nostro problema finora è stato sempre sui cosiddetti fondi strutturali, che sono quelli che transitano attraverso le Regioni e che dovrebbero poi giungere sui territori attraverso le pubbliche amministrazioni locali.
Fino ad oggi le Amministrazioni comunali si vedevano segnalare l’uscita dei bandi, preparavano il falcone richiesto e lo spedivano.
Voi avete intrapreso la strada che vi conduce a cambiare logica. Bisogna pensare in maniera europea, programmare secondo le politiche europee e sulla base di quelle.
Le Amministrazioni comunali devono tornare a programmare il proprio futuro ad impostare l’attività in quell’ottica.
Anche noi come Anci ci siamo attrezzati al riguardo, con la costituzione di un comitato tecnico-scientifico per la programmazione europea – ne abbiamo qui due componenti colleferrini il dr. Andrea Campagna e il dr. Carlo Fiacchi – per interloquire con la Regione Lazio con la quale è stato sottoscritto un accordo specifico che ha poi portato alla creazione dell’Ufficio Europa regionale con funzionari regionali disponibili sul territorio regionale in vari Comuni. Ce ne dovrebbe essere uno anche presso la Spazio attivo qui a Colleferro…
E come Anci ci occupiamo anche di formazione in tal senso.Proprio in questi giorni concluso un training-camp a Ventotene al quale hanno partecipato 50 amministratori comunali.
Ci sembra ancor più valida una impostazione come quella che avete intrapreso voi in cui sono i Comuni ad auto-organizzarsi ed a costruire una propria dimensione rispetto alla programmazione Europea. Questa iniziativa va esattamente nella direzione tante volte abbiamo difeso.
Stiamo chiudendo con la Regione, proprio in questi giorni, un Protocollo d’Intesa definitivo, al quale prende parte anche “Ifel” (istituto per la finanza degli enti locali), che si basa sostanzialmente su tre aspetti fondamentali: una piattaforma che consenta di avere immediatamente a disposizione non solo i bandi della Programmazione Europea pronti e disponibili, ma anche tutti gli altri bandi regionali e statali nonché tutta la strumentazione necessaria per potervi partecipare; la costituzione di un centro di competenza – per aree territoriali – con il quale il tecnico deputato di ogni singolo Comune possa rapportarsi direttamente per poter partecipare ai bandi; la formazione, con iniziative simili a quella di Ventotene ottimizzate ad hoc e con la costituzione di “comunità di pratica” con corsi ai quali potranno partecipare funzionari comunali, impiegati o addetti agli uffici, ma anche amministratori comunali.
In particolare sulla vostra iniziativa “Europa in Comune” voglio aggiungere: 1 – credeteci ed investiteci sopra; 2 – datevi una struttura con un tecnico che sia responsabile costantemente di questa operazione; 3 – investiteci anche con risorse politiche, cioè inseritevi anche un responsabile politico che coordini tutta questa operazione. Altrimenti non funziona. Da ultimo sarebbe bene instaurare un rapporto continuo con il nostro comitato tecnico-scientifico».

A seguire sono intervenute la d.ssa Francesca Calenne di Lazio Innova – Spazio Attivo presente in Piazza Berlinguer (Via degli Esplosivi) e la d.ssa Lola Fernandez, valutatrice per la Commissione Europea del programma Erasmus e responsabile di “Europrogettazione” presso l’Università “La Sapienza di Roma”.
«Al discorso fatto fin qui – ha affermato la d.ssa Fernandez – vorrei aggiungere alcuni elementi.
In primo luogo il ruolo dei giovani in questa iniziativa e come secondo elemento la complementarità dei fondi.
Adesso si parla costantemente del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dei fondi strutturali che in realtà rappresentano il 70% dei fondi.
Ma poi c’è un altro 30% che dovrebbe andare ad aggiungersi a quella programmazione più tipicamente a ricaduta nazionale, in questo caso con i fondi diretti, che alle volte sfugge.
Ora ci sono i fondi Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e la programmazione di lungo periodo.
Ma in quel 30% l’amministrazione pubblica locale potrebbe essere molto “creativa” e sicuramente la creatività chi la può meglio portare se non i giovani? A loro va dato il giusto ruolo ed in questo ambito l’Università “La Sapienza” potrebbe aiutarvi a fare questo attraverso una metodologia che adottiamo già da tempo con i laboratori esperienziali. Gli studenti di alta formazione e quelli dei master di primo e secondo livello vengono coinvolti nei laboratori esperienziali che vengono messi a disposizione dell’amministrazione pubblica locale per sviluppare progetti anche di una certa complessità per accedere ai fondi diretti, cercando di coinvolgere i giovani direttamente in quella progettazione, di renderli attivi protagonisti.
Noi siamo a disposizione. Ci piacerebbe molto poter integrare il vostro accordo con un accordo di partnerariato con “La Sapienza” e quindi andare ad integrare quelle aree della formazione che, senza sovrapposizione con il grandissimo lavoro che sta facendo Anci, possiamo andare a completare questo. Apriamo un dialogo, vediamo come si può fare perché tutte le forze non sono mai abbastanza in questo momento così importante».

Importante e significativo è stato poi l’intervento conclusivo del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.
«Innanzitutto grazie a Francesco (Guadagno ndr) per il lavoro svolto fin qui. I Sindaci sono forti se sono forti le loro squadre…
E poi grazie a tutti i Comuni che ci hanno creduto.

Dire ai Comuni di questa zona di creare un Ufficio Europa è una sorta di “metafora”. Noi a volte non abbiamo i fondi per firmare i mandati di pagamento per qualsiasi cosa. Siamo alla canna del gas, come probabilmente il 95% dei comuni italiani e questo l’Anci lo sa bene.
Però siamo anche abituati a tirarci fuori dalle paludi con le nostre mani.
La cosa che potrebbe essere percepita è che un’iniziativa del genere, sia una iniziativa di marketing.
Perché poi dal sottoscrivere una convenzione al portare a compimento l’operazione ce ne passa.
Io però racconterei una storia diversa, una storia di un territorio che fa delle operazioni che sembrano di marketing ma poi, puntualmente, le porta a compimento, perché noi abbiamo detto che avremmo fatto Minerva, come società pubblica per la gestione dei rifiuti, non ci credeva nessuno, ma poi l’abbiamo fatta. Abbiamo detto che avremmo chiuso gli impianti inquinanti per il trattamento dei rifiuti come comunità territoriale, non ci credeva nessuno, ma l’abbiamo detto e l’abbiamo fatto.
Abbiamo detto che saremmo intervenuti sull’urbanistica e sulle progettazioni condivise, nessuno ci credeva, e l’abbiamo fatto.
Quindi noi siamo un territorio che quando parla viene creduto poco, ma poi fondamentalmente, sul lungo periodo, porta a casa i risultati.
Quindi anche questa che, a chi magari è in malafede, può sembrare un’operazione di marketing, fatta su questo territorio invece, ha assunto una concretezza particolarmente importante perché di solito noi, poveri – siamo poveri, lo abbiamo detto all’inizio – però capoccioni, e testardi per alcuni versi, possiamo mettere in campo un qualcosa che – con quelle poche risorse e quei pochi dipendenti che abbiamo – porti ai risultati voluti, anche grazie alle collaborazioni che a volte basta anche semplicemente cercare.
Siamo abituati a cercarci la possibilità di crescere e di far crescere i nostri territori, tutti insieme.
Al di là delle differenze politiche e/o culturali.
Nessuno ci ha fusi, nessuno ci ha messi tutti in un unico calderone. Ci siamo abituati da soli alla collaborazione. Abbiamo iniziato ad andare ciascuno alle processioni dell’altro e ci siamo ritrovati insieme su tutto.
E da questo punto di vista è evidente che magari tra qualche anno ci troveremo in questa stessa aula, come nelle aule consiliari degli altri Comuni, a parlare dei problemi che ognuno di noi ha.
Penso che le opportunità dei fondi europei Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), qui dentro, almeno qui dentro, ma sono certo anche fuori da qui, non sfuggano a nessuno.
Ognuno di noi qui ha una serie di problemi che io conosco, perché poi ci conosciamo tutti. Problemi che non sarebbe mai stato possibile risolvere in un periodo normale se non ci fosse stata questa grande opportunità.
Questa è una grande opportunità per il nostro territorio che noi non abbiamo intenzione di non sfruttare.
Non deve esistere la possibilità di mandare i soldi indietro. Io sono abituato che al 31 Dicembre svuoto anche i capitoli della biblioteca, passo in ragioneria e faccio impegnare tutto ciò che è impegnabile, perché siamo stati abituati a lavorare con poco.
Questa opportunità non è soltanto, lo ribadisco, un annuncio, ma è un qualcosa di concreto che si metterà in campo e che, come consigliava l’Anci, avrà anche assegnate delle risorse umane ed economiche che gli permetteranno di portare a casa dei risultati concreti.
L’auspicio è quello di ritrovarsi al più presto e di cercare di captare più risorse possibili, non nel senso del “salvadanaio”, come si diceva prima, perché io mi sento cittadino europeo e penso che l’Europa sia soprattutto una questione politica e culturale di fratellanza tra i popoli, poi può essere anche un’opportunità di crescita.
Però tante volte ci siamo accorti che non è proprio così scontato sentirsi cittadini europei, a volte ci sentiamo cittadini europei soltanto quando ci chiamano a votare per le elezioni europee perché non abbiamo poi altri contatti veri e propri.
Questa volta invece noi siamo pronti per tentare di cogliere questa occasione…».

 

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