Colleferro. Una partecipazione più sentita del solito per la Processione del Corpus Domini per la prima volta lungo Via Romana
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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Si è celebrata ieri, 22 Giugno, a Colleferro la Festa del Corpus Domini che quest’anno ha assunto un carattere particolarmente sentito ed evocativo per la città che quest’anno compie i suoi 90 anni dall’istituzione a Comune, avvenuta il 13 Giugno 1935.
Fulcro centrale della celebrazione è stata la piccola chiesa di S. Gioacchino a Colleferro Scalo, prima chiesa della nascente città, la cui costruzione ebbe inizio nel 1899 e portata a termine nel 1923., dove si è tenuta la celebrazione della S. Messa officiata dal Parroco Don Christian Medos e Don Franco Fagiolo, unitamente a tutti i Parroci delle Parrocchie della città: Don Marco Fiore e Don Luciano Lepore per la Parrocchia di S. Barbara, Don Augusto Fagnani per la Parrocchia di San Bruno, ed i Diaconi delle tre parrocchie.
Erano presenti il Sindaco Pierluigi Sanna ed i Consiglieri Luigia Fagnani ed Umberto Zeppa oltre ad Autorità civili e militari.
La piazzetta antistante la chiesetta era gremita di fedeli a dimostrazione di quanto la celebrazione del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo sia profondamente sentita.
La processione, un rito antico capace di rinnovarsi di anno in anno nella partecipazione e nel significato profondo, ha unito la comunità in un cammino scandito dai canti liturgici e dal profumo dell’incenso. Il Santissimo Sacramento, portato in ostensione sotto il baldacchino ha Don Christian, ha attraversato per la prima volta la riaperta Via Romana, un tragitto che ha rappresentato e rappresenta il cuore lavorativo della città.
Un’emozione unica attraversare il cuore della città industriale trasformandola per un periodo di tempo breve, ma significativo in un luogo di preghiera e raccoglimento.
E proprio nel benedire questo luogo Don Christian Medos ha avuto parole di grande intensità: «Il luogo del Vangelo era un luogo deserto, anche noi camminando per questa strada ci sembrava di forse di essere in un deserto, in un luogo non abitato.
È la prima volta che portiamo Gesù Eucarestia in questa strada, dentro questa strada ,in un luogo dove sacramentalmente non è mai entrato, ma sicuramente Gesù ha abitato qui dentro nel cuore di tante donne e tanti uomini che si sono nutriti della fede, che si sono nutriti della sua parola, che hanno ricevuto l’Eucarestia domenicale e che poi venivano a svolgere il loro lavoro quotidiano qui. Il nostro ricordo e la nostra preghiera per tutte queste persone che ci hanno insegnato a vivere, che ci hanno insegnato la fede ed i valori portanti della vita.
Poi una preghiera speciale e la benedizione per tutti i lavoratori di ieri, ma soprattutto per quelli di oggi, per tutti quelli che faticano nel mondo del lavoro, per tutti quelli a cui non vengono riconosciuti i loro diritti fondamentali nel mondo del lavoro, per tutti quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, per tutti quelli che il lavoro non lo trovano, per tutti quelli che si sono infortunati, ecco su tutti chiediamo la benedizione del Signore, possano davvero sentire la forza di Dio, la presenza di Dio, l’amore di Dio nella loro vita».
Commovente ed intenso è stato anche il momento di riflessione, prima di arrivare al Sagrato della Chiesa Madre di Santa Barbara, nella Piazza Bianca dedicata a Willy Monteiro Duarte, luogo significativo per la comunità che rappresenta una ferita sempre aperta, dove Don Christian ha chiesto al Signore «di benedire tutti i ragazzi ed i giovani della nostra città e del mondo intero, affinché possano sentire che il suo amore è più forte del male, che il suo amore sa sanare anche quelle ferite più profonde, li affidiamo con la nostra preghiera al Signore»
La processione si è poi snodata attraverso Piazza Italia per raggiungere il Sagrato della Chiesa di Santa Barbara per la benedizione finale.












