Colleferro. Un Consiglio straordinario sul consorzio dei rifiuti “Minerva”. L’Ass. Calamita risponde a tutte le perplessità dell’opposizione

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COLLEFERRO – Nella tarda mattinata di ieri, 5 Maggio, al termine della seduta consiliare “memorabile” – nella quale sono stati approvati all’unanimità i progetti preliminari per la riapertura di Via Romana e per la sistemazione del percorso “3C” [qui l’articolo •>] – il Consiglio comunale si è nuovamente riunito in seduta straordinaria – su richiesta presentata dai consiglieri comunali di opposizione Aldo Girardi, Chiara Pizzuti, Andrea Santucci e Riccardo Nappo – per affrontare alcune questioni riguardanti il neonato Consorzio di gestione dei rifiuti “Minerva Ambiente Scarl” che, lo ricordiamo, serve i Comuni di Colleferro, Capranica Prenestina, Carpineto Romano, Gavignano, Genazzano, Gorga, Labico, Nemi e Segni.

Le perplessità sollevate da quei consiglieri riguardavano sostanzialmente l’allontanamento – a soli 4 mesi dall’insediamento – del Direttore Generale Fabio Ermolli -, un paventato “buco” nei conti dell’azienda di 150mila euro e la ricapitalizzazione della stessa per un milione di euro.

A prendere la parola sull’argomento è stato il consigliere Girardi, primo firmatario della richiesta, il quale dopo alcune considerazione sugli eventi che hanno caratterizzato i primi mesi di attività del Consorzio, ha sostanzialmente posto una serie di quesiti che sintetizziamo di seguito.

Anejo - Agostino BalziAnejo - Agostino Balzi

  • Perché la scelta di Fabio Ermolli era stata tanto decantata?
  • Perché è stato allontanato?
  • Chi prenderà il suo posto?
  • Perché l’Amministratore Unico Alessio Ciacci – tra l’altro in Minerva a “mezzo servizio” perché impegnato anche in una società di Massa Carrara – e che risponde dell’amministrazione e del bilancio, è ancora al suo posto?
  • La “collaborazione” con le società “Volsca” e “Marino Servizi” – tra l’altro aziende concorrenti – ci riportano a scenari già visti con dirigenti posti come cavalli di Troia a dirigere Lazio Ambiente. Ci troviamo di nuovo nel circolo vizioso dei partiti?
  • E perché un aumento di capitale di un milione di euro?

Chiamato a rispondere alle domande è stato l’Assessore all’Ambiente Giulio Calamita il quale punto per punto ha risposto ai quesiti proposti.

«Non sta accadendo nulla di eclatante – ha esordito Calamita – ad iniziare dalla scelta di Fabio Ermolli: era – tra i 19 candidati che hanno partecipato al bando – il più titolato, considerata anche le rinunce per via del compenso previsto che evidentemente non è paragonabile a ruoli analoghi in società o consorzi ben più grandi.
È entrato come consulente per poi essere nominato Direttore Generale con un periodo di prova di sei mesi (iniziato il 1° Dicembre-ndr) che si è interrotto al quarto perché Ermolli non rispondeva alle necessità dell’azienda. L’amministratore unico Ciacci ci ha rappresentato dei dubbi che abbiamo condiviso e quindi siamo stati capaci di tornare indietro su una scelta fatta, perché le cose vanno verificate poi sul campo.

“Volsca” e “Marino Servizi non sono in conflitto di interessi o concorrenti con Minerva perché cambia l’ambito territoriale e perché quelle aziende non hanno interesse ad espandersi dalle nostre parti.

Quanto alla nostra “fretta” di partire – ha continuato Calamita – era legata alle dinamiche strutturali.
Per un’azienda in start up ci sono dei costi obbligatori da sostenere e la fase dell’affidamento della gestione dei servizi da Lazio Ambiente a Minerva è andata ben oltre i sei mesi previsti, anche perché abbiamo dovuto rivedere servizi offerti che creavano perdite su base annua di 6/700mila euro.
Pur essendo stata costituita sul finire del 2018, in effetti Minerva ha iniziato ad operare oltre un anno dopo.
Nel 2019 l’azienda ha fatturato ai Comuni il solo mese di Dicembre.

Il “buco” non è di 150mila euro, come si è detto, ma di 90mila (spalmato su 9 Comuni), e non si tratta certo di un buco o di una perdita strutturale, ma di semplici dinamiche organizzative tra l’altro non imputabili a nessuno, né ad Ermolli né a Ciacci…

Non abbiamo sbandierato le informazioni relative a queste vicende semplicemente perché non si tratta di nulla di particolare. E soprattutto perché non vogliamo dare preoccupazione ai dipendenti i quali vengono regolarmente pagati, anche prima della scadenza.

Possiamo già dire che a guardare i bilanci mensili, questi sono in attivo – seppur di qualche migliaio di euro – ma finché non vengono codificati negli atti, parlare di cifre non ha senso…

L’aumento di capitale fino ad un milione di euro (a fronte dei 66mila iniziali) non serve per ripianare debiti, che non ci sono, ma per evitare di ricorrere a prestiti – con conseguente pagamento degli interessi – per i necessari investimenti evitando di pagare inutili noleggi… È una libera scelta che i Comuni potranno fare.

Il fatto poiha concluso l’Assessore all’Ambienteche Ciacci sia anche amministratore di altre importanti società è una garanzia. Evidentemente si tratta di una persona preparata nel gestire aziende di questo tipo e che gode di tutta la nostra fiducia. Garanzia totale ed assoluta tranquillità anche per le 120 persone che lavorano in Minerva e per le loro famiglie…».

 

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