Colleferro. Treno-Freccia il cane salvato dalla Polfer, curato dalla Clinica Veterinaria Velletri e coccolato dall’Acta… non ce l’ha fatta

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  • 30 Giugno. Salvato dagli agenti della Polfer di Colleferro

COLLEFERRO (RM) – Treno-Freccia non c’è la fatta. Il suo piccolo cuore non ha retto. È morto stamattina a seguito di un arresto cardiaco.

Treno-Freccia, il cane di “nessuno” diventato, per uno sleale gioco del destino, il cane di tutti. Il cane la cui storia ha appassionato decine di migliaia di visitatori del nostro sito.

Investito da un treno in transito nella stazione di Colleferro lo scorso 30 Giugno, era stato raccolto dagli agenti della Polfer ed affidato alla Clinica Veterinaria Velletri.
Treno-Freccia ha combattuto come un vero guerriero ma, il suo corpo, stanco e debilitato, non ce l’ha fatta.

Quanti anni aveva Treno-Freccia? Come aveva vissuto fino a quel maledetto 30 Giugno? Un paio d’anni circa. Chissà! Forse qualcuno si era preso cura di lui, forse! Nessun cane nasce randagio. Ma Treno-Freccia lo era diventato, suo malgrado!

Aveva forse vissuto ai margini della nostra città, elemosinando un po’ di cibo o magari cercando fra discariche e cassonetti. Aveva cercato compagnia, il calore di una carezza umana.

Treno-Freccia aveva conquistato il cuore dei lettori di Cronachecittadine.it e di molti altri, i volontari dell’Associazione Crusaders per la Tutela degli Animali (Acta) gli sono stati accanto in questi giorni, avevano sperato di potergli dare un futuro diverso da quello vissuto fino ad ora.

«Peccato – ci dicono quelli dell’Acta– peccato sia finita così! Ieri ci ha chiamato la clinica avvisandoci che le condizioni di Treno-Freccia erano peggiorate! In questi giorni ha ricevuto l’amore e la vicinanza di molti di noi.
Un’unica consolazione, quella che, almeno nei suoi ultimi giorni di vita e nonostante le sue condizioni, Treno-Freccia ha ricevuto le attenzioni che, forse, non aveva mai ricevuto in tutta la sua breve vita.
Ma la morte di Treno-Freccia deve farci riflettere. Un cane randagio non muore quasi mai di morte naturale… Muore di stenti, di solitudine, a seguito di un incidente come è successo a Treno-Freccia.
C’è molto da fare per combattere il fenomeno del randagismo. Non è un fenomeno imbattibile. È solo il frutto di una serie di errori umani. Non dobbiamo rassegnarci, dobbiamo crederci… Altrimenti Treno-Freccia sarà soltanto uno dei tanti, non il primo e sicuramente non l’ultimo!
C’è una bellissima leggenda, la leggenda del Ponte dell’Arcobaleno. Si dice sia stata tramandata dagli Indiani d’America. La leggenda narra che quando un animale muore… raggiunge quel Ponte e gli animali vecchi, malati, feriti o a cui è stato fatto del male, lì, su quel Ponte, tornano ad avere vigore, salute e si uniscono agli altri per correre e giocare tutti insieme.
Ecco! Ci piace pensare che Treno-Freccia abbia già raggiunto quel luogo ed ora non abbia più nulla da temere. Ciao treno-Freccia, sii felice ora e perdonaci per non averti “trovato” in tempo.
Ciao, piccolo angelo – Riposa in Pace».

 

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