Colleferro. Toccante e partecipata la “Giornata del Ricordo” rivissuta nella Sala Konver in memoria del “poliziotto” Leopoldo Sangiorgi [FotoeVideo]

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COLLEFERRO (RM) – Promossa dall’Istituto Comprensivo Colleferro 2 in collaborazione con la Polizia di Stato – Commissariato di Colleferro e patrocinata dal Comune di Colleferro, si è celebrato, presso la Sala A. Ripari, con la partecipazione di tantissimi studenti, il “Giorno del ricordo”, istituito con legge n. 92 del 30/03/2004 “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

L’evento è stato dedicato alla figura di Leopoldo Sangiorgi, Guardia di Pubblica Sicurezza, nato a Carpineto Romano catturato il 2 Maggio 1945 dai partigiani jugoslavi nel Commissariato di Polizia di Via Cologna a Trieste, dove prestava servizio.

Ufficialmente disperso, anche se quasi certamente ucciso nella stessa Trieste ed il suo corpo gettato nella foiba dell’Abisso Plutone di Basovizza (TS), come centinaia di altri Italiani fatti prigionieri.

Ad aprire l’incontro – cui hanno partecipato il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, ed i Sindaci di Carpineto Romano e di Gavignano, i familiari di Leopoldo Sangiorgi, Damiano Ricci, nipote di Leopoldo Sangiorgi, lo storico Vincenzo Maria de Luca, Mons. Luciano Lepore, l’Isp. Sup. della Polizia di Stato Massimo Bruni, il Comandante della Stazione Carabinieri di Colleferro Lgt. Paolo Bernabei – è stato il Presidente del Consiglio dell’I.C. Colleferro II Aldo Girardi il quale – dopo i saluti alle Autorità presenti – ha evidenziato l’importanza della manifestazione quale momento di conoscenza e riflessione su fatti dolorosi del nostro passato che servono per migliorare il futuro e non c’è luogo migliore della scuola per questa attività.

La Dirigente Scolastica d.ssa Marika Trezza – dopo essersi associata ai saluti ed ai ringraziamenti – ha sottolineando come l’Istituto abbia messo in campo iniziative rivolte a diffondere la conoscenza dei fatti e a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario ed artistico degli Italiani di Fiume, d’Istria e delle Coste dalmate.
Ha poi aggiunto che «L’evento si inserisce in un più ampio percorso che cerca di far comprendere ai nostri studenti la storia dell’Italia e dell’Europa di questi ultimi settant’anni da un punto di vista non consueto, non convenzionale, perché li mette a confronto realmente con personaggi che sono vissuti nelle nostre terre e che hanno partecipato a scrivere le pagine di storia che conoscono.
Altro importante obiettivo della giornata è stato quello di allargare gli orizzonti culturali degli studenti, mettendoli a confronto con le testimonianze e con i relatori esperti per far sì che il loro percorso di crescita possa essere libero e personale, capace di riflessione critica ragionata, che è alla base del nostro maxi progetto di istituto “bambino oggi, cittadino domani».

Si sono poi susseguiti gli interventi dei Sindaci, dell’Isp. Sup. Massimo Bruni (più avanti il suo intervento in video •>), e di Damiano Ricci, nipote di Leopoldo Sangiorgi, il quale con grande emozione ne ha raccontato la vita familiare e militare.

«È importante rammentare la storia – ha affermato il Sindaco Pierluigi Sanna rivolgendosi agli studenti che gremivano la sala – perché ogni passo che fate nel vostro presente e nel vostro futuro dovete farlo consapevolmente rispetto a quello che è accaduto nell’ultimo conflitto mondiale che è parte integrante della vostra vita e del passato che non avete vissuto. C’è un passato che non si vive personalmente ma fa parte della nostra vita. È il passato che ci raccontano i nostri genitori ed i nostri nonni tutto il resto è storia, quella che si studia sui libri. Ma quel passato che hanno vissuto i nostri familiari fa parte della nostra vita, della nostra esperienza e a nostra volta lo passeremo ai nostri figli ed ai nostri nipoti… Quindi c’è un passato che si studia, ed un passato che fa parte della vita personale di ognuno di noi.
Il passato dell’ultimo conflitto mondiale con le sue tragedie, con le sue particolarità, fa parte del passato personale di una generazione come la vostra che forse sarà l’ultima ad ascoltare dalla viva voce dei propri nonni, il dramma della Seconda Guerra Mondiale e nello specifico di questa mattina del dramma delle Foibe e della loro storia.
Quello di parlare alle scuole credo sia il metodo più giusto per trasmettere tutto il senso dello sforzo che il nostro popolo ha profuso nel liberarsi e nel chiudere quella pagina terrificante del conflitto mondiale, con i campi di concentramento e tutte le cose che abbiamo ricordato anche nel mese di Gennaio, e nel far nascere una Repubblica unica, libera, democratica, nella quale la dignità e la libertà dell’uomo sono state per tanto tempo al primo posto fa parte dell’indirizzo più importante che si possa dare alla scuola…».

 

A Vincenzo Maria de Luca – che da alcuni anni si dedica allo studio dei tragici avvenimenti che furono le foibe, l’esodo e le mutilazioni territoriali, successive al secondo conflitto mondiale, che sconvolsero letteralmente l’italianità di terre come la Venezia Giulia e l’Istria – è spettato il compito di illustrare ai ragazzi cosa abbiano rappresentato “le foibe”, attraverso la proiezione di uno stupendo cortometraggio, “L’altra storia”, autoprodotto nel 2007 dalla compagnia teatrale “Prima Quinta” in collaborazione con “Move Movie” di Roma ed il Comune di Palo del Colle, nel quale è narrata la vicenda di un bambino che trova una vecchia fotografia con il volto di donna e sulla quale è riportata la parola “Foibe”.
La sua curiosità lo porterà a chiedere agli adulti il significato di quella parola, senza ottenere risposta. Sarà il nonno, sopravvissuto a quella tragedia, a raccontargli quella pagina di storia a lungo negata, che deve però essere riportata alla memoria degli Italiani con obiettività ed onestà intellettuale.

Alcuni studenti hanno poi letto l’intervento dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco, una poesia del Direttore del Museo Archivio Storico di Fiume Marino Micich e testimonianze degli esuli.

La manifestazione si è svolta grazie alla preziosa collaborazione della Polizia di Stato, Commissariato di Colleferro, del Comando della Compagnia dei Carabinieri di Colleferro e all’impegno di tutti i docenti, in modo particolare del Prof. Stefano Gelsomini da sempre appassionato di storia locale e curatore di testi con la raccolta di testimonianze della seconda guerra mondiale dei nostri territori, raccolte dagli studenti.

Una giornata intensa, emozionante e commovente capace di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della storia del nostro Paese nella sua pienezza, per farle crescere nel rispetto della dignità umana di qualsiasi etnia questa sia, un’opportunità per riflettere sulla sofferenza prodotta dall’odio e sulle migrazioni forzate che sono la realtà dei nostri giorni.

Eledina Lorenzon

 

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