Colleferro. Tanti visitatori e tanto interesse per la mostra “Il Dovere” organizzata dall’Archivio Storico del Comune, Centro di Documentazione “Renzo Rossi”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stata un successo per la mostra – organizzata all’Archivio storico del Comune di Colleferro, Centro di Documentazione “Renzo Rossi” – dal titolo “Il Dovere – Giornale di Colleferro – Pubblicazione quindicinale dello Stabilimento B.P.D. 1918-1919”, che si è chiusa Venerdì 30 Maggio.
Inaugurata il 15 Maggio scorso, l’evento si è sviluppato nell’ambito del Progetto “Ci vediamo in Archivio”, finanziato con contributo Regione Lazio, L.R. 24/2029, Piano 2025) ed ha visto la presenza di Annalisa Cicciotti-Bibliotecaria e Responsabile dell’Archivio, di Sandro Magnosi, ideatore e curatore della Mostra, con l’intervento dell’archivista Roberto Battistelli.
Hanno collaborato all’evento i volontari Giorgio Negrin, Maurizio Cataldo, Luigi Marozza.
Erano presenti il Sindaco uscente Pierluigi Sanna e il Vicesindaco Giulio Calamita, oggi Sindaco della città.
Nella sua introduzione Annalisa Ciccotti ha molto brevemente illustrato l’Archivio ed il Centro documentazione , evidenziando come non sia solo luogo di raccolta documenti od oggetti, ma rappresenti invece una realtà estremamente dinamica e legata non solo alla dimensione della memoria storica, ma ad ogni aspetto della vita quotidiana e possano rappresentare sempre più occasione di incontro e conoscenza delle radici della città.
L’Archivio storico ed il Centro di documentazione sono luoghi di memoria e di identità culturale in cui i cittadini possono riconoscersi, entrare in questi luoghi ci fa sentire a casa nostra e ci dà la possibilità di dialogare con il passato, riallacciare i fili della storia e persino la propria identità in un processo di memoria collettiva da lasciare alle generazioni future.
Renzo Rossi che, in periodi dove il culto della memoria non era davvero prioritario, ha messo insieme una mole incredibile di documenti, oggetti, manifesti, sia della vita pubblica che industriale riuscendo a salvarli dal macero ed oggi il suo sogno, da alcuni creduto utopia, è diventato una splendida realtà di cui sarebbe stato davvero fiero. Il suo essere “rigattiere di memoria” ha prodotto una serie incredibile di testimonianze per ascoltare il respiro del tempo, quello andato, le cui tracce possiamo trovare con gli scritti e gli oggetti.
Nel prendere la parola l’ideatore e curatore Sandro Magnosi ha illustrato come è nata l’idea della mostra che ha avuto la finalità primaria di creare un legame tra passato e presente, ei rivolgersi soprattutto ad alunni e studenti per facilitare le loro conoscenze con le fasi della nascita e lo sviluppo della città.
Ha poi evidenziato come la scoperta della pubblicazione del giornale “Il Dovere” sia avvenuta, quasi per caso, dallo storico e scritto Silvano Tummolo alla Biblioteca Centrale di Firenze, che ha dato poi vita ad una pubblicazione dal titolo “Colleferro di Roma” (correva l’anno 1918…), . soffermandosi poi, con brevi cenni, sulle origini della fondazione della Bombrini Parodi Delfino, avvenuta nel 1912, per passare poi ad inquadrare il periodo in cui “Il Dovere” inizia le pubblicazioni nel Luglio del 1918, proprio a ridosso della fine della Grande Guerra, illustrando le date salienti della sua nascita.
“Il Dovere” inizia le pubblicazioni il 18 Luglio 1918. La direzione è situata in Palazzo Odescalchi a Roma, mentre la redazione si trova a Segni Scalo.
Il direttore è Italo Sulliotti, originario di Imperia e destinato ad essere prima inviato de «La Stampa» e, dal 1933 direttore de «L’Italia Nouvelle», organo bilingue del fascio francese parigino e, infine, de «La Gazzetta del Lunedì» di Genova. Il gerente responsabile è Guido Gnaucci.
Il Dovere costituisce un esempio di house organ aziendale, di cui uno dei primi esempi in Italia, se non il primo, fu la Rivista Fiat, il cui primo numero uscì nel maggio del 1913, per proseguire fino al 1915 e poi riprendere nel 1923. ”
Nonostante la sua breve vita, cesserà infatti le pubblicazioni probabilmente nel Marzo del 2019 con il n. 14, stando ai numeri a nostra disposizione , anche se è pensabile che vi furono ulteriori pubblicazioni, “Il Dovere presenta fin da subito caratteristiche diverse rispetto al periodico della FIAT, poiché non ha un taglio tecnico e neppure pubblicitario, bensì un’impostazione mirata a cementare la nuova comunità di Colleferro.
La struttura de “Il Dovere” è molto chiara: poche pagine (2 o 3), dedicate alle questioni nazionali e internazionali e alla cronaca di Colleferro.
All’archivista e storico Roberto Battistelli il compito di illustrare, con un suo intervento dal titolo “Patriottismo e Disciplina «Il Dovere», amico e consigliere dell’operaio, nell’Italia del primo dopoguerra” gli otto mesi di pubblicazione che possono sembrare pochi, ma che hanno trasmesso quello che era il clima, l’attualità del periodo riportando notizie di livello nazionale, il piano di trasformazione degli stabilimenti atti ad entrare nella nuova e vitale fase di rinnovamento dell’attività industriale, il pericolo della Russia Sovietica, la riapertura delle classi delle scuole elementari nel luglio del 2018, articoli dedicati alla «salute e bellezza» delle donne operaie e dei loro figli, l’invito alla pulizia della persona e per la propria salute, articoli che si dedicano al modo di combattere tifo e tubercolosi a cura del Dott. Vincenzo Stella, l’avvio della “Tessera annonaria” per poter accedere al magazzino della Bpd o mangiare al ristorante o alla mensa operaia.
Non mancavano poi notizie di costume come compleanni od onomastici dei dirigenti o nascite dei figli. Molto si insiste nelle pagine del giornale sulla Disciplina, a quei tempi prioritaria tanto da leggere sulla prima pagina del 5 settembre : «In questo Stabilimento non c’è posto per chi non ha alta la coscienza di servire la Patria».
Ha quindi concluso il suo interessante ed intenso intervento evidenziando l’importanza della pubblicazione: «capace di esprimere la particolarità del contesto della valle del Sacco in cui una fabbrica si proponeva di modellare la realtà territoriale e sociale in cui era inserita. Ragione per cui, l’obiettivo non fu tanto quello di pubblicizzare verso l’esterno quello che la BPD aveva fatto, quanto piuttosto di creare un vincolo comunitario tra capi e operai, tra la fabbrica e il contesto urbano in fieri».
“Il Dovere” ha avuto il grande merito di dare una descrizione di «una Colleferro solo all’apparenza “minore”, che suscita nei lettori giovani e meno giovani, di volta in volta interesse, nostalgia, curiosità, ammirazione per quei personaggi evocati e per i fatti raccontati, per quei protagonisti della nostra breve, ma intensa storia…» (dalla Presentazione del libro Colleferro di Roma di S. Tummolo a cura della Prof.ssa Graziana Mazzoli, allora Ass. alla Cultura del Comune di Colleferro).
La mostra ha suscitato grande interesse tra gli insegnati delle scuole che hanno effettuato visite guidate in collaborazione con il curatore ed i volontari dell’Archivio che saranno a disposizione anche nelle prossime settimane, viste le tante prenotazioni arrivate.


















