Colleferro. “Sold out” alla Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi” per la presentazione del libro “La Resistenza sui Monti Lepini”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – È stato presentato Martedì 21 Aprile alla Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi’ di Colleferro il libro “La Resistenza sui Monti Lepini”, non una semplice raccolta di date, ma il risultato di un lungo lavoro di ricerca che racchiude gli atti del Convegno svoltosi a Cori nel 2024, che riunisce testimonianze e ricostruzioni storiche del periodo bellico della seconda guerra mondiale sui territori dei Monti Lepini, offrendo un organico contributo storico alla memoria del nostro territorio.
Presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, il Presidente Compagnia dei Lepini Quirino Briganti, la Presidentessa della locale sezione A.N.P.I.-La Staffetta Partigiana-Amalia Perfetti, il Presidente I.S.A.L.M. – Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale – Gioacchino Giammaria, il Blogger e saggista Roberto Salvatori e la storica Isabella De Renzi, accolti da un pubblico partecipe ed appassionato, tra cui gli studenti del corso serale dell’I.T.I.S. “Stanislao Cannizzaro” di Colleferro, un sold out della biblioteca.
Obiettivo della presentazione, che ha toccato già molte città e paesi del territorio e che proseguirà nei prossimi mesi, è trasformare la memoria in un patrimonio vivo e condiviso, offrendo uno spaccato, ad oggi poco conosciuto e molto frammentario, delle azioni militari e partigiane messe in campo, ma anche gli aspetti sociali e le pratiche religiose del tempo ed il dramma degli Internati Militari Italiani, offrendo una visione inedita della vita sui Lepini durante la Seconda Guerra Mondiale nell’81° anniversario della Liberazione.
Ad aprire l’evento l’intervento di Quirino Briganti che ha illustrato come il libro abbia l’intento di comprendere cosa sia accaduto e quale ruolo abbiano rivestito nei nostri territori, durante la lotta di liberazione nazionale, la resistenza a cominciare dall’8 Settembre 1943 al 25 Aprile 1945.
Dopo un excursus sull’avvento del fascismo in Italia, l’entrata in guerra, le vergognose leggi razziali, i rastrellamenti, è entrato nel vivo del tema del libro, «la nascita della resistenza tra le macerie di un’Italia spaccata in due: al Sud gli eserciti al comando del governo Badoglio, al Nord i tedeschi con un governo fascita comandato da Mussolini.
Su tutto il territorio nazionale regnavano lo squallore, il degrado, la popolazione subiva spesso rastrellamenti con una tracotanza dei reparti fascisti. Con lo sbarco di Anzio e Nettuno il 22 Gennaio del 1944 la guerra investì i nostri territori e coinvolse la popolazione in un evento particolarmente cruento. Nel nostro territorio la guerra di liberazione alla disgregazione dello stato e la presa di una coscienza antifascista. Molti furono i gruppi partigiani e, seppure la loro azione partigiana non può essere paragonarla a quella del Nord, ci fu una presenza organizzata diffusa in rapporto anche con le Forze Alleate, che fu e deve essere considerata “resistenza”, come deve essere considerata resistenza passiva dei cittadini, delle forze armate, di molti settori del clero, una resistenza diffusa che oggi dobbiamo valorizzare e contestualizzare».
Ha poi proseguito elencato una serie di episodi eroici, bombardamenti che interessarono il territorio con tanti morti civili, la discesa in campo delle truppe algerino-marocchine che attraversarono il nostro territorio lasciando segni drammatici, fino alla liberazione della città di Roma il 4 giugno 1944. Anche il nostro territorio ha quindi pagato un alto prezzo per giungere alla libertà e non dobbiamo disperdere il valore della costituzione, così come alla Resistenza ed ha concluso ricordando le parole del Presidente della Repubblica: “La resistenza fu una rivolta morale, il fondamento etico della Nazione e non c’è equivalenza possibile tra la parte che allora sosteneva gli occupanti nazisti e lla parte invece che ha lottato per la pace, l’indipenza e la libertà”
L’intervento del Sindasco Pierluigi Sanna ha preso lo spunto da una profonda riflessione sulle motivazioni che spingero migliaia di giovani, uomini e donne dai contesti sociali e culturali diversi, combatterono, anche a costo della vita, animati da un sogno di libertà e democrazia che non avevano mai conosciuto, essendo nati sotto il periodo fascista, ma che lottarono nella speranza di dare alle generazioni future un mondo libero.
Il modo migliore per rendere loro omaggio è ricordarli, attraverso la memoria possiamo onorare il loro coraggio e comprendere pienamente il valore della libertà e della democrazia.
Ha quindi concluso: «Ringrazio chi ha lavorato a questa pubblicazione, li ringrazio perché è un modo per consegnare l’eternità a quelle ragazze e quei ragazzi».
Ha fatto quindi seguito l’intervento della Prof.ssa Amalia Perfetti che ha evidenziato come il libro sia estremamente interessante ed apra tanti spunti e stimoli di nuova ricerca, uno spaccato non solo di gesta armate, ma anche come viveva la popolazione nei nostri territori, soprattutto con riferimento alle rappresaglie e gli stupri subite dalle donne, ferite che a distanza di anni restano ancora impresse nella mente e nell’anima, storie che, per molti decenni, rimaste nell’oblio e che oggi più che mai, con i testimoni che vanno pian piano scomparendo, debbono essere portate alla luce e tramandate alle generazioni future.
Si sono poi succeduti gli interventi di alcuni degli autori del libro a cominciare da Gioacchino soffermandosi sulle azioni militari e partigiane dando ampio spazio su dinamiche, protagonisti e dislocazione delle formazioni partigiane sul territorio.
La storica Isabella De Renzi ha dedicato il suo intervento alla relazione “Invocare la pace: fede e comunità nei Lepini durante il secondo conflitto mondiale: pratiche religiose forme di spiritualità popolare in tempo di guerra”, con particolare riferimento al Centro di Documentazione del Vaticano, affidato all’allora Mons. Montini, diventato poi Papa con il nome di Paolo VI. Il centro diventò poi “Ufficio Informazioni del Vaticano Prigionieri di guerra”, che consta di ben 2.349 fascicoli, dove sono raccolte le richieste delle famiglia alla ricerca dei loro cari dispersi o le lettere dei soldati al fronte che scrivevano alle famiglie per informarle del loro stato, inviandole al Vaticano che provvedeva poi, in collaborazione con la Croce Rossa, a smistarle alle parrocchie di competenza.
A chiudere gli interventi Roberto Salvatori che ha parlato della sua Relazione su “Bande Partigiane tra la Valle del Sacco, i Monti Ernici e i Lepini”, portando alla luce un numero straordinario di persone che parteciparono alla lotta partigiana, persone per lo più sconosciute, che oggi riacquistano, a pieno titolo, la loro identità e il giusto posto nella storia del nostro territorio.
Uno spaccato sulle attività clandestine di militari e gruppi di cittadini che diedero vita ad atti di sabotaggio, propaganda antinazista, recupero di armi e munizioni, azioni armate e attività informativa a favore delle forze alleate.
In chiusura Quirino Briganti, che ha curato la Prefazione, ha voluto ringraziare il Sindaco Pierluigi Sanna per l’ospitalità e gli illustri relatori presenti, elencando i nominativi di quanti hanno contribuito, con le loro relazioni, al libro: Antonio Parisella, Pier Giacomo Sottoriva, Giancarlo Onorati, Clemente Ciammaruconi, Michelangelo Leva, Italo Campagna, Pietro Vitelli, Piero Cascioli, Serena De Marsanich e Luigi Roberti.























