17 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro si racconta. Immagini, letture, musiche e canti… Straordinario spettacolo al Teatro Vittorio Veneto per i 90 anni della città

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Domenica 23 Novembre al Teatro Vittorio Veneto di Colleferro è andato in scena uno spettacolo di straordinaria bellezza e suggestione dal titolo “Colleferro si racconta: immagini, letture, musiche e canti” dedicato alle celebrazioni ai 90 anni dalla fondazione del Comune di Colleferro.

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L’evento, patrocinato dal Comune di Colleferro, e con il contributo della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha visto in scena la Corale Polifonica G.B. Martini, Gli Archi dell’Accademia Filarmonica Tuscolana, primo violino Silvia Vicari, The iSwingers Vocal Quartet, Pianoforte M° Andrea Bosso, Chitarra M° Stefano Spallotta, Fisarmonica Adriano Annnovazzi, Direzione artistica del M° Massimo di Biagio.
Video ed immagini a cura di Nadia Capoleoni, letture a cura di Fiorella Belli e Leonardo Romboli.

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Erano presenti il Sindaco Pierluigi Sanna, il Consigliere comunale Umberto Zeppa, Mons. Luciano Lepore e un pubblico numeroso e caloroso, che ha sfidato il clima gelido della serata.

Lo spettacolo si è snodato nella narrazione della storia della città attraverso la lente del teatro tra un mosaico di immagini, aneddoti, letture, poesie, musiche sublimi e canzoni d’epoca e attuali per regalare al pubblico un caleidoscopio di emozioni e suggestioni, il tutto unito dal filo rosso della memoria per un racconto attraverso le voci e i gesti di tutti coloro che nel tempo hanno segnato questo lungo e non facile percorso.

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Presentato da Elena Giuliani, Presidentessa della Corale, lo spettacolo ha avuto inizio con il brano “La Catedral” uno dei più famosi e conosciuti di Agustin Barrios Mangorè, autore peruviano (1855-1944), eseguita dal M° Stefano Spallotta.

A seguire la stupenda “Non ti scordar di me” , canzone composta da E. De Curtis su testo di D. Fornò, proprio nel 1935, anno in cui la città di Colleferro diventò Comune.
Sono state quindi interpretate :

“Pinguino Innamorato”, canzone del 1939, molto censurata nel periodo fascista, eseguita da “The iSwwingers Vocal Quartet, elaborazione del M° M. Di Biagio

“Adagio for strings“ di Samuel Barber ed eseguita per la prima volta nel 1938 da Arturo Toscanini alla direzione della NBC Symphony Orchestra; eseguita per l’occasione dagli Archi dell’Accademia Tuscolana ;

“Canzoniere Italiano”, motivi popolari e d’autore dalle regioni italiane, eseguito dalla Corale Polifonica G.B. Martini, alla fiarmonica Adriano Annovazzi, Elab. M. Di Biagio dedicata a Colleferro, dove più accenti sono diventati città;

“Una sirena che viene dal mare”, splendida canzone con ideazione e testo di Nadia Capoleoni, Musica e Arr. M. Di Biasio eseguita da Valentina Accatti, Nadio Campaleoni e Pierluca Possami, accompagnati dagli Archi dell’Accademia Filarmonica Tuscolana, al Pianoforte Andrea Bosso. Una canzone che pone in risalto il suono della sirena, simbolo che ha accompagnato lo sviluppo della città industriale, scandendo con il suo suono i ritmi anche della vita quotidiana della cittadinanza, mattina, mezzogiorno e sera e nei momenti tragici e dolorosi, come quello dello scoppio del ’38 e non solo.

Particolarmente toccante è stato il brano “Lacrimosa” (da Requiem) di W. A. Mozart eseguito dalla Corale G.B. Martini con gli Archi dell’Accademia Filarmonica Tuscolana, mentre venivano trasmesse le immagini degli incidenti occorsi nella fabbrica, preceduto dalla lettura della bella poesia del poeta segnino Remo Fagiolo dal titolo “La maleica in fiamme” , che ricorda appunto un accadimento verificatosi nella città, fortunatamente senza vittime. .

Emozionante è stata la visione del cortometraggio, premiato in numerosi festival, “Rifugi” di Luca Cutini, realizzato proprio nei Rifugi Antiaerei di Colleferro, gentilmente concesso dal regista.

Mentre in video scorrevano le immagini dell’occupazione di fabbrica del 1950, il Chitarrista Stefano Spallotta eseguiva il famosissimo brano “El Pueblo Unido” di Sergio Ortega, una canzone di resistenza e unità del popolo cileno, un simbolo della lotta per il ritorno alla democrazia tanto in Cile, quanto nel resto del mondo.

Poi non poteva mancare un brano a simboleggiare il futuro di Colleferro, tutto rivolto allo spazio, con la canzone “L’astronave che arriva” di S. Caputo, per l’esecuzione de “The iSwwingers Vocal Quartet”, Arr. M. Di Biagio.

Prima dell’ultimo brano c’è stato l’intervento del Sindaco Pierluigi Sanna che ha espresso i suoi complimenti per uno spettacolo straordinario, e ha rimarcato come Colleferro sia città in continuo mutamento che porta la cultura al centro della comunità.
Una città che sa riprendersi dalle ferite e trasformare le difficoltà in un’energia nuova, alimentando ed ampliando una bellezza che irradia su tutto il territorio .

Ha quindi aggiunto: «Ci fa emozionare la combinazione tra musica ed immagini, vi faccio davvero i complimenti per questa iniziativa, al di là di tutti i titoli, a cui io sono poco affezionato, ma debbo dire che questo anno del Novantesimo è stato un anno intenso ed emozionante.
Il 7 Dicembre ci sarà la Traviata e molto altro ancora…».

Ultimo brano in programma Here’s to you di E. Morricone (musica) – J. Baez (testo) brano musicale pubblicato nel 1971, come parte della colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti”, diretto da Giuliano Montaldo.

La Presidentessa Elena Giuliani, ha letto le parole di questa canzone ricordando come sia stata un inno contro le ingiustizie.

Il testo recita così:

“Questo è per voi Nicola e Bart ,
riposate in pace nei nostri cuori,
l’ultimo e finale momento è vostro
quell’agonia è il vostro trionfo”

Ha poi aggiunto che «anche Colleferro ha vissuto un’altra ingiustizia, non dei tribunali, ma dell’odio e dell’indifferenza. A Willy Monteiro Duarte che ha scelto il coraggio disarmato dedichiamo queste parole:
Il suo gesto ha risvegliato il bisogno di sentirsi una comunità che rifiuta la violenza, che vuole vivere in un mondo più sano, che sceglie l’umanità e riscopre i valori. Willy per noi rappresenta la Colleferro di oggi, multiculturale, solidale e viva!».

Poi le note di “Here’ to you” hanno inondato il teatro coinvolgendo il pubblico tutto che a fine esecuzione si è sciolto in un lungo, appassionato e caloroso applauso!