Colleferro Scalo. Inaugurato il murale dedicato a Matteotti: «La verità è l’unica arma che abbiamo contro la menzogna!»
[soliloquy id=”190959″]
COLLEFERRO SCALO (Eledina Lorenzon) – È stato inaugurato nella mattinata di Giovedì 5 Giugno a Colleferro Scalo, lo stupendo murale, frutto di un percorso iniziato nello scorso ottobre, nell’ambito della Mostra dal titolo: “Matteotti chi? Un filo rosso lungo cento anni”, curata da Rossella Menichelli per ricordare il Centenario dell’assassinio di Matteotti .
Il murale rientra in un P.C.T.O. (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) che, per la prima volta, ha unito studenti e studentesse degli istituti del territorio: I.I.S. Liceo G. Marconi di Colleferro, Istituto Tecnico S. Cannizzaro di Colleferro, I.I.S. Di Via Gramsci con le sedi di Segni-Colleferro-Valmontone .
Accolto inizialmente con qualche riserva, i ragazzi e le ragazze, in corso d’opera, si sono appassionati – grazie soprattutto alla guida dello Street Artist Stefano Bove, in arte ZHEW, che ha saputo sollecitare le giuste corde della condivisione, delle emozioni e della bellezza – nel realizzare un’opera che rappresenta il risultato di un percorso collettivo intriso di bellezza.
Un percorso che ha instaurato anche un rapporto tra gli studenti e le studentesse e la comunità di Colleferro Scalo, i cosiddetti “scaligeri”, che li hanno accolti con grande calore e simpatia.
Stefano Bone è artista e docente di disegno e storia dell’arte, fautore della Street art relazione, ha recentemente presentato nella Biblioteca R. Morandi il libro “Tutti a cercare fiori tra le macerie – Manifesto della Street Art Relazionale”, capace di coinvolgere nei suoi laboratori bambini, giovani ed adulti, in “luoghi dove nasce l’opera collettiva. Luoghi di rispetto e di ascolto, ma anche di risate, di gioco ed azione” .
I ragazzi e le ragazze hanno saputo, con entusiasmo, fare gruppo, presentare progetti e decidere come realizzare l’opera per un’arte attiva, dove ogni partecipante è parte integrale per “creare musei a cielo aperto, informali per scelta e determinazione, vigili custodi della bellezza locale”.
Scrive Stefano nel suo libro: “Robe da pazzi? No roba da creativi, veri, seri, che lasciano al caso solo quello che vogliono, che studiano per fare o, meglio ancora, che si allenano per fare. L’allenamento alla creatività è un lavoro-gioco, per tutti e per sempre”.
Erano presenti alla cerimonia il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, Il Vice Sindaco Giulio Calamita, l’Ass. Diana Stanzani, i Consiglieri Maddalena Renzi, Umberto Zeppa e Mario Cacciotti ed ancora Elena Matteotti, Stefano Bove – Street Artist e Rossella Menichelli curatrice della Mostra “Matteotti chi?” e Coordinatrice del Progetto, i Dirigenti Scolastici Antonio Sapone, Maria Benedetti e Daniela Michelangeli, i Docenti e le Docenti Tudor PCTO, gli studenti e le studentesse aderenti al progetto e tanti alunni della Scuola Primaria, Autorità religiose sia della Chiesa Cattolica che della Moschea, Le Autorità militari : la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia locale, e tanti tanti cittadini.
[soliloquy id=”190958″]
Tanti gli interventi istituzionali: ha iniziato l’Ass. Diana Stanzani che ha sottolineato «il valore di un lavoro che giunge alla conclusione di un percorso molto lungo per un’idea importante culturalmente e politicamente significativa, relativa ad un momento storico particolarmente importanti per noi Italiani. È stato un percorso di manutenzione della memoria nell’arte, una novità per noi, una scommessa vinta!».
Particolarmente toccanti sono state le parole di Elena Matteotti, figlia di Giacomo, che ha espresso tutta la sua emozione per il meraviglioso risultato finale del murale che ha seguito sin dal suo inizio.
Nel suo intervento ha espresso orgoglio e gratitudine per l’opera, ringraziando quanti hanno collaborato alla sua realizzazione e ha poi aggiunto:
«Questo murale racconta una storia che per anni ho ignorato. Mi auguro che tanta gente si fermi qui davanti e che voglia sapere, che sia incuriosita, che si faccia delle domande e che continui a raccontare, non solo la storia di Giacomo e Velia, ma di tante altre storie, che diventi insomma un luogo di incontro e di partecipazione che è la cosa più importante».
Ha poi letto due lettere scritte da Velia al marito Giacomo, lettere piene di sentimento, ma anche timore per quanto poi si è avverato, l’assassino del marito il 10 Giugno 1924.
Emozione anche per le testimonianze degli studenti che hanno espresso le loro sensazioni e riflessioni sul lavoro svolto. Un lavoro che li ha portati a conoscere Giacomo Matteotti attraverso la lettura del carteggio con la moglie Velia, scoprendo, attraverso l’arte, gli aspetti della sua vicenda storica, ma soprattutto umana.
Il Sindaco ha espresso la sua soddisfazione e dell’Amministrazione tutta per l’ottimo risultato raggiunto, un’occasione per conoscere a fondo la figura di Giacomo Matteotti che difficilmente si approfondisce nei testi scolastici.
La scelta di questo luogo alla fine è risultata la scelta migliore , un luogo particolarmente significativo per la nostra città essendo stato il primo nucleo abitativo intorno alla nascente fabbrica. Un luogo dove l’incontro tra la grande storia e la piccola storia si è intrecciato in modo indissolubile.
Sui muri di questo fabbricato, che è stato anche presidio del Sindaco durante la lunga lotta per la chiusura dell’inceneritore di Colleferro, ed è oggi, grazie alla disponibilità di Don Christian Medos Parrocco della Chiesetta di San Gioacchino, luogo di sperimentazione in cucina per i ragazzi speciali dell’Anffas Lazio, associazione che opera per costruire un mondo in cui le persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro-sviluppo e le loro famiglie possano vedere i propri diritti rispettati e resi pienamente esigibili, sarà oggi e per sempre visibile a quanti transiteranno per Via Romana, riaperta al traffico cittadino, sia veicolare che pedonale, il murale dedicato a Giacomo Matteotti, segno concreto ed indelebile della creatività e forza d’animo delle nuove generazioni, manifesto indiscusso di quella Street-Art relazionale capace di creare contatto tra artista e comunità, di raccontare storie attraverso i muri.
Nella piccola piazza che circonda la Chiesa di San Gioacchino è stata allestita una mostra di disegni degli alunni della Scuola Primaria classe 3A G.P.D. – I.C. “Margherita Hack”, i poster della Graphic Novel “Tempesta – L’ultimo discorso di Giacomo Matteotti”, disegni Vittorio Serrenti e sceneggiatura di Ilaria Rezzi ed all’interno del fabbricato una serie di libri , disegni ed elaborati sulla figura di G. Matteotti.
Poi i ragazzi della Scuola Media G. Mazzini hanno dato vita ad una performance e con un filo rosso tutti in fila hanno circondato il fabbricato per poi dare inizio alla cerimonia del taglio del nastro tricolore a cura del Sindaco Pierluigi Sanna e della sig.a Elena Matteotti tra gli applausi di tutti i presenti, accompagnato dall’esecuzione dell’Inno d’Italia eseguito dal Gruppo romano “Irish Spinners”.
La manifestazione si è conclusa con la distribuzione di una brochure pieghevole, voluta e realizzata dagli stessi studenti, corredata di un QR code che consente di accedere a contenuti multimediali che raccontano l’intero progetto e le sue tappe.
Ricordiamo la frase che campeggia sull’ingresso dell’edificio: «La verità è l’unica arma che abbiamo contro la menzogna!».












