8 Dicembre 2025
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. “Ricordi, aneddoti e… poesie” un viaggio profondo nelle radici che Remo Fagiolo dedica alla città

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO – Nell’ambito dei festeggiamenti per la Santa Patrona, il 4 Dicembre alle ore 16:30 presso la Sala Ripari del Museo Archeologico di Colleferro ci sarà un evento unico nel suo genere, nell’anno del 90esimo anniversario della nascita della Città, si racconterà Colleferro attraverso gli occhi, le parole, gli aneddoti e le poesie di chi ha vissuto con profondo attaccamento la storia di questo territorio.

Sarà un viaggio tra la memoria e il sentimento, dove la parola diventa inevitabilmente un ricordo e il ricordo una bellissima poesia.

Farmacia Comunale Colleferro ScaloFarmacia Comunale Colleferro Scalo

Per capire a volte la storia di un luogo, di un posto è necessario fare un passo indietro e cogliere la storia vera dei personaggi che hanno vissuto e camminato negli anni passati…

Remo Fagiolo è stato uno di quei personaggi che vale oggi la pena conoscere, anche solo attraverso un racconto o un ricordo: «Mio padre Remo Fagiolo – ci ha raccontato la figlia Angela – nel lontano 1943, il 27 Settembre sposò Anna Lorenzi e nei primissimi anni di matrimonio vissero a Segni ma, agli inizi degli anni 50’ mio padre Remo iniziò ad intravedere un futuro lavorativo e commerciale in una Colleferro in veloce espansione e per questo motivo decise insieme a mia madre di trasferirsi qui. In quegli anni già erano nati i miei primi sei fratelli: Assunta, Graziella, Antonietta, Ettore, Vittorio e Mario….
Poi nel 1954 nacqui io e fui la prima figlia colleferrina, seguita poi da Stefano, Flora, Paolo e Lorenzo.
La famiglia era cresciuta, eravamo 11 figli e con una famiglia così numerosa crebbero anche le responsabilità e l’impegno che mio padre dovette mettere nel lavoro.
La svolta arrivò ben presto perché in quegli anni, agli inizi del 1950, aprì il suo primo esercizio commerciale in via Latina.
Era un lavoro duro, erano gli anni delle prime “pizzicherie” dove tutti i prodotti venivano pesati ed incartati in cartocci di carta paglia e mio padre Remo era abilissimo nei calcoli, velocissimo nelle somme tanto da dimostrarsi da subito un uomo oculato e un attento commerciante. Intorno agli anni 60’ ingrandì così il suo commercio, cogliendo il cambiamento in atto e aprì in via Leonardo da Vinci il primo supermarket della zona, mantenendo sempre gli altri due punti vendita, uno su Corso Filippo Turati che affidò alla figlia primogenita Assuntina e l’altro in via Latina dove mise a lavorare un praticante di sua fiducia.
Passarono gli anni e insieme ai suoi fratelli, anch’essi commercianti decise di gestire due supermercati a Roma e così, tutte le mattine Remo partiva da Colleferro alla volta di Roma e tutte le sere tornava casa dalla famiglia, la sua numerosa famiglia che ogni sera, alla stessa ora lo attendeva per la cena… quello, ricordo bene, che era un momento importante un momento durante il quale ci si raccontavano le giornate.
Il tempo passava e il lavoro era sempre al primo posto: noi figli crescevamo e con estrema dedizione verso quei valori che ci avevano trasmesso nel tempo avevamo affiancato papà Remo e mamma Anna nella quotidianità con responsabilità e serietà, nonostante alcuni di noi ancora erano impegnati nello studio.
Arrivarono poi gli anni 70’ e papà decise con mamma di rilevare la gestione dell’Hotel Ristorante Astoria e quel nuovo progetto ricordo, assorbì tutti noi per ben 20 lunghi anni finché poi, come la vita insegna, le strade iniziarono a separarsi e noi figli prendemmo ognuno una strada diversa, in anni in cui non mancarono di certo le gioie ma anche tanti dolori ma mio padre riuscì con grande spirito a superare ogni avversità.
Da lì, gli anni trascorsero velocemente, i miei si trasferirono in una casa sulla via Carpinetana, mio padre iniziò pian pianino ad alleggerirsi da tutti quegli impegni lavorativi che non lo avevano mai lasciato e così, grazie ad un po’ più di tempo a disposizione e di tranquillità Remo si dedicò allo studio letterario e alla sistemazione e riordinazione delle sue tante poesie scritte nel corso degli anni su quella carta di reciclo e sui tovagliolini…
Sistemò tutto fino a pubblicare ben tre libri: “Cose sèri, scherzi i passónate”, “Tutto San Bruno” e “ Tra lume i llustro”.
Per Remo – ha concluso la figlia Angela – la famiglia era tutto, la famiglia è stata al centro dei suoi pensieri; lui amava riunirla soprattutto in occasione delle feste importanti.
L’esempio dei nostri genitori è impresso in noi e tramandato così, in modo puro, alle nostre rispettive famiglie.
….Tanto finisce tutto a tarallucci e vino!….
Così diceva Remo Fagiolo!».

Anni nostalgici e ricordi indelebili di una famiglia che ha contribuito a rendere Colleferro quella che è oggi.
I racconti e tutti gli aneddoti di Remo Fagiolo vi aspettano il 4 Dicembre nella Sala Ripari per un viaggio nel tempo …. Non toppo lontano.

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