Colleferro. “Regionando sulle Radici 2019”. La Regione Umbria protagonista dell’ultima giornata della kermesse. Interessante il convegno “Le Città Ipogee”

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COLLEFERRO – Domenica 7 Luglio è andata in scena la terza ed ultima giornata della manifestazione “Regionando sulle Radici” dedicata alla Regione Umbria e che ha visto protagonista la città di Narni.

Una giornata intensa e dedicata nel pomeriggio all’importante ed interessante convegno “Le città ipogee” con la partecipazione di esperti, speleologi, appassionati, ma soprattutto associazioni dedicate alla scoperta, valorizzazione e tutela di siti ipogei.

La giornata ha avuto inizio con l’accoglienza delle delegazioni partecipanti al Convegno provenienti da Narni, Orte, Orvieto, Soratte, Castellaneta, Pastena e Collepardo, in Aula Consiliare, da parte del Sindaco Pierluigi Sanna, il Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Stendardo, i Consiglieri comunali Agnese Rossi e Luigi Moratti.
Nel suo breve intervento, il Sindaco Sanna ha espresso il suo ringraziamento a tutti i presenti, sottolineando l’importanza di questo incontro che permetterà di intraprendere nuove ed intense collaborazioni per la divulgazione di luoghi di grande interesse per un turismo sempre più eco-sostenibile e dedicato ai cosiddetti luoghi minori, che possono rappresentare una risorsa per città e borghi a ridosso delle grandi città attrattive.

Il Consigliere Alessandro Bussetti – delegato dal Sindaco di Narni Francesco De Rebotti, impossibilitato ad essere presente – ha presentato i saluti del suo primo cittadino esprimendo i ringraziamenti per aver voluto inserire la Regione Umbria nella manifestazione, evidenziando inoltre l’importanza di un convegno dedicato agli ipogei, che possono rappresentare un valore aggiunto per i centri storici, sempre più a rischio abbandono.

La delegazione di Castellaneta ha fatto omaggio al Sindaco di un cesto con i prodotti tipici della “Città del Mito”, situata nel cuore dell’area che costituisce il Parco naturale regionale Terra delle Gravine.

Dopo un fresco aperitivo ed un pranzo leggero, viste le torride temperature, gli ospiti hanno visitato, accompagnati dal Sindaco Sanna e da Renzo Rossi, i Rifugi di Santa Barbara, rimanendo affascinati dalla particolarità dei luoghi e dalla fatica e tenacia che essi rappresentano e di cui sono testimonianza. Infatti ricordiamo che quelli che oggi noi conosciamo come riparo della cittadinanza dai bombardamenti antiaerei durante la seconda guerra mondiale, furono in origine cave sotterranee di estrazione della pozzolana per la costruzione delle case della nascente Colleferro.
Dopo i Rifugi è stata la volta della visita al Museo Archeologico dove lo stupore e la meraviglia è stata tangibile di fronte alla ricostruzione dell’elephas antiquus in versione naturale ed i vari rinvenimenti esposti nella sala a lui dedicata. Guida d’eccezione il Sindaco in persona che ha illustrato agli ospiti sia i reperti di epoca romana che medioevale.

Alle 17, in perfetto orario, ha avuto inizio il Convegno, uno dei pochi in Italia dedicato ai siti ipogei. Moderatrice dell’evento Ida Cece, che con grande professionalità ha introdotto e presentato i vari relatori.

Il primo relatore ad intervenire è stato Roberto Nini che ha illustrato la città sotterranea di Narni, da poco riportata alla luce, la sua fortuita scoperta e gli interventi ad oggi realizzati per permettere ai turisti di immergersi nella storia e vivere momenti indimenticabili. Con curiosità e caparbietà un gruppo di volontari,attraverso una ricerca capillare su testi anche presso l’Archivio Vaticano e poi scoprire che una parte dei documenti erano stati sottratti da Napoleone e portati in Francia, rientrando in Italia una parte scomparve per essere poi ritrovata a Dublino. Solo una grande volontà ha permesso di accedere a tutta una serie di documentazione per dimostrare come a Narni fosse attiva la Santa Inquisizione.
Molte le novità tra cui la Narni Adventures, un vero e proprio parco avventura ipogeo con ponti tibetani, teleferica e una parete artificiale per arrampicata nel suggestivo scenario di una grotta sotterranea, inaugurata lo scorso aprile per festeggiare i 40 anni dalla scoperta della Narni sotterranea e 25 dall’apertura al pubblico.

A seguire c’è stato l’intervento di Giancarlo Postura che con passione ha parlato della Orte sotterranea.
La sua storia inizia nel 2011 con l’apertura al pubblico della fitta rete di cunicoli che permette di far conoscere la fitta rete di cunicoli al di sotto della città e che per secoli furono abitati. Particolare importanza rivestono gli acquedotti romani e altre interessanti particolarità che consentono una visita guidata di circa tre ore.
L’Associazione Culturale Veramente Orte, che cura le visite guidate, è formata da volontari, ma fin da subito ha allacciato una fitta collaborazione con la Sovraintendenza che ha permesso ricerche archeologiche mirate che hanno portato alla scoperta di un ninfeo rupestre di rara bellezza.

A Tonino Equiani è spettato il compito di parlare di Orvieto, l’etrusca Velzna, “città millenaria sospesa quasi per magia tra cielo e terra che ha svelato un dedalo di grotte nascosto nell’oscurità silenziosa della rupe”.
Le grotte nel corso dei secoli furono di grande importanza per la città, poi nel dopoguerra improvvisamente furono abbandonate decretandone piano piano il degrado, che produsse gravi danni alla parte superiore della città, con crolli ed apertura di enormi voragini nelle strade cittadine e non solo. Un attento e costosissimo lavoro di bonifica che fece superare alla città questo tipo di emergenza.
A questo punto furono individuate alcune grotte di grande importanza dal punto di vista turistico e si dette inizio, grazie alla “Speleotecica srl” alle visite guidate alla Orvieto Ipogea, arricchite dall’esposizione di reperti a testimonianza del lavoro che nelle grotte si svolgeva. Oggi giornalmente una quindicina di persone permette la visita guidati ai turisti con un ritorno economico di grande interesse.
L’Associazione “Amici delle Gravine di Castellaneta” è di recente costituzione e si è occupata inizialmente del Trekking in Gravina, tipica morfologia carsica della Murgia.
Una ricerca capillare e la curiosità di scoprire cosa potesse esserci nel sottosuolo, ha permesso la scoperta di insediamenti rupestri di grande bellezza ed interesse. Case, ambienti di lavoro per la conservazione del vino ed ed una neviera utilizzata per la conservazione del ghiaccio, quindi delle derrate alimentari nei mesi estivi, e di culto con la scoperta di Chiese rupestri come quella di S. Giovanni Battista alla Giudia, portata alla luce a dicembre dello scorso anno.

Gregory Paolucci ha poi ben illustrato il sito “Bunker Soratte” in località Sant’Oreste sul Monte Soratte, nascondiglio super protetto per “documenti, opere e persone” scelto dal Duce Benito Mussolini e la cui costruzione fu eseguita tra il 1937 ed il 1943 impiegando circa mille minatori ed operati italiani che scavarono oltre 4,2 km di gallerie, rinforzate da una camicia in cemento armato spessa oltre un metro e mezzo che raggiunge una profondità di oltre 300 metri sottoterra. Utilizzato parzialmente nel dopo guerra dall’Esercito Italiano fino al 1967, fu poi trasformato in un vero e proprio bunker antiatomico dal Governo Italiano, anche se i lavori rimasero incompleti.
Dal 2001, in varie fasi, il Comune di Sant’Oreste ha riacquisito l’intera area dell’ex zona militare provvedendo ad un vasto intervento di recupero di tutte le strutture esterne e degli ambienti ipogei, realizzati dallo Studio Paolucci Architettura ed Ingegneria, mentre i lavori di miglioramento della fruibilità generale, allestimento e promozione turistica sono curati dall’Associazione Bunker Soratte in convenzione con il Comune di Sant’Oreste..

Gianni Ferraccioli, Commissario straordinario per le Grotte di Pastena e Collepardo, splendide mete della Ciociaria, ha evidenziato, con un filmato, la superba bellezza di queste risorse naturali tra le più suggestive e caratteristiche del Lazio, sia per la maestosità ed il mistero degli scenari, sia per l’estensione delle diramazioni.

A Renzo Rossi è toccato infine il compito di illustrare i Rifugi antiaerei di Colleferro che ricordiamo non furono originariamente costruiti per la finalità per la quale oggi li conosciamo, ma che rappresentarono un primo esempio di “architettura eco-sostenibile”, se permise di trarre dal sottosuolo la pozzolana, materia prima per la costruzione del primo nucleo abitativo della nascente città industriale di Colleferro, senza deturpare, con cave a cielo aperto, il territorio.
Essi offrirono sicuro riparo dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale, poi furono dimenticati, adibiti a fungaia per un certo periodo, e poi di nuovo tornati nell’oblio, furono recuperati ed aperti al pubblico grazie alla passione e determinazione di alcuni volontari spinti dall’amore per la città ed il territorio affinché la polvere del tempo non cancellasse il nostro “giovane” passato. Correva l’anno 1985 quando l’Amministrazione alle prese con i festeggiamenti per il 50° anniversario della proclamazione di Colleferro Comune, ebbe la visita di un anziano signore che proprio a Renzo Rossi espresse il suo dispiacere per non aver incluso i rifugi tra i luoghi della celebrazione.
La sua insistenza e la curiosità di Renzo hanno permesso di attuare una ricerca nella “città di sotto” e scoprire prima i rifugi di Via Roma, poi quelli di Santa Barbara e provvedere, non senza difficoltà, ad un loro sommario restauro per renderli fruibili alle visite di cittadini e turisti.Tanti gli interventi fatti, tanti quellli ancora da fare, ma conforta il sempre maggior numero di visitatori e l’attenzione delle giovani generazioni alla riscoperta del nostro, seppur “giovane” passato.

 

Il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha chiuso l’evento esprimendo soddisfazione ed orgoglio per questo primo convegno che ha dimostrato quanto sia necessario fare rete, confrontarsi, condividere idee e progetti per porre all’attenzione di operatori turistici queste realtà culturali di cui l’Italia è ricca e che possono rappresentare un valore aggiunto e creare prospettive di crescita sia in termini economici che culturali. Consegna a tutti i relatori della riproduzione della “macchinina” ritrovata nei rifugi e riprodotta, grazie a FabLab della Regione Lazio, utilizzando uno Scanner 3D Sense.
Ha poi annunciato nuovi ed importanti progetti che interesseranno i rifugi.

In serata i fantastici Sbandieratori Città di Narni hanno offerto, in Piazzale Unitalsi, uno spettacolo davvero magnifico, colorando e rallegrando con la loro musica ed i loro costumi la serata.
Applauditissima la loro esibizione che ha emozionato il numerosissimo pubblico, affascinato dal loro incedere e dal suono dei loro strumenti. E dopo gli sbandieratori per immergersi ancor di più nell’atmosfera medioevale la “Compagnia de lo Grifone”, grandi ed affermati professionisti che hanno incantato il pubblico con un grande spettacolo di giocoleria di fuoco che ha lasciato tutti a bocca aperta.

 

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