Colleferro. Progetto “C’è chi legge”. Presentato nella Biblioteca comunale “Riccardo Morandi” il libro tattile “L’albero del riccio”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Nell’ambito della rassegna “Il Maggio dei libri”, campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, la Biblioteca comunale “Riccardo Morandi” di Colleferro ha organizzato il 22 la presentazione della versione del libro tattile “L’albero del riccio” e il 23 un emozionante laboratorio per la costruzione di un libro tattile.
Un evento che nasce dal Progetto “C’è chi legge” per un ecosistema della lettura accessibile, finanziato dal Centro per il libro e la lettura e co-finanziato dal Comune di Colleferro che si è svolto da maggio 2024 a giugno 2025 e che ha visto la collaborazione di diversi patner, territoriali e specializzati.
“C’è chi legge” punta a rendere la Biblioteca accessibile, potenziando la promozione della lettura ed i servizi bibliotecari insieme alle persone cieche e ipovedenti del territorio.
Erano presenti all’evento di Venerdì 23 Maggio Elvira Zaccagnino – Edizioni La Meridiana e Fabio Fornasari – direttore artistico del Museo Tolomeo dell’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna.
Non hanno mancato di essere presenti per un saluto il Sindaco Pierluigi Sanna ed il Vicesindaco Giulio Calamita, oggi Sindaco della città.
Nel suo intervento introduttivo Eva Castellucci ha portato il saluto di Egizia Cecchi-Responsabile della Biblioteca, impossibilitata ad essere presente.
Ha riassunto il Progetto “C’è chi legge” e ringraziato Andrea Loche, referente insieme a Gianluca Prioreschi dell’UIC rappresentanza di Colleferro, Riccardo Girardi, socio UICI che ha portato all’attenzione della Biblioteca dell’edizione tattile de L’albero del riccio, Luisa Tedesco e Giulio Pantellini, soci UICI che hanno collaborato a C’è chi legge e tutto il pubblico presente.
La parola poi a Elvira Zaccagnino – direttrice di Edizioni La Meridiana, casa editrice che nasce a Molfetta del 1987 con un progetto editoriale di grande spessore che mira a focalizzarsi sulla pubblicazione di testi incentrati sulla pace, sull’educazione e allo sviluppo sociale. Nonostante le difficoltà ad inserirsi in un ambito editoriale dominato dalle grandi case editrici, La Meridiana ha saputo diventare punto di riferimento editoriale è uscita vincente nonostante tutto, diventando un punto di riferimento editoriale, conquistando un suo posto di grande interesse.
Nel suo intervento ha illustrato l’ iter, non facile, che ha interessato la nascita del libro tattile, con inserti in Braille “L’albero del riccio”, che è frutto dell’impegno, passione e lavoro dei detenuti della Casa di Reclusione di Turi (Ba), ideato e coordinato in collaborazione con la Cooperativa Sociale Zorba, nell’ambito del Progetto “ConTatto” con il sostegno del Garante regionale dei diritti dei detenuti della Regione Puglia
“L’albero del riccio” è una delle tante storie che parlano di animali e di vita quotidiana che Antonio Gramsci, figura centrale del Novecento, scriveva ed inviava per lettera ai suoi figli Delio e Giuliano,una favola scritta da Gramsci nel suo periodo di detenzione, fu infatti arrestato e carcerato dal regime fascista, proprio nel carcere di Turi.
Fabio Fornasari ha dedicato il suo intervento a raccontare come i detenuti hanno da subito abbracciato il progetto e vi si siano dedicati con grande impegno, lavorando con fogli colorati, carta da forno e alluminio, cartoncini, tessuti, tappetini in feltro, pannolenci morbidi di canapa, rafia, diversi tipi di colla, tempere acriliche e tanti altri materiali differenti, ma la loro manualità e la loro voglia di mettersi in gioco ha fatto la differenza! Impegno che si è rivelato anche nell’apprendimento del linguaggio Braille che ha permesso di inserire inserti integrativi al racconto.
Nonostante le difficoltà burocrati e l’impossibilità di portare materiali “particolari” all’interno del carcere, i detenuti hanno realizzato a mano un’opera straordinaria : ogni singolo pezzo è stato ritagliato, modellato, dipinto a mano, cucito, assemblato ed incollato in modo tale che chi dovrà leggerli con il tatto potrà farlo quante volte vorrà.
L’avvio a questo innovativo progetto, sotto la guida di Fabio Fornasari, ha dato sicuramente, ai detenuti del carcere di Turi che hanno partecipato, la netta sensazione di sentirsi utili per chi a chi vive in una situazione di fragilità e di aver contribuito nell’eliminazione di un ostacolo avvicinando alla lettura tattile i non vedenti. Un primo cammino di risocializzazione nella comunità, per sentirsi ancora parte integrante di essa.
Dieci copie del libro, come da progetto, sono state donate a Biblioteche, associazioni e scuole.
In chiusura di evento è stata letta, con grande intensità dalla brava bibliotecaria Annalisa Ciccotti, la favola “L’albero del riccio”.
Il pubblico presente ha avuto poi modo di poter visionare e toccare il libro rilevandone la grande bravura nella realizzazione, che, come ha ricordato Fabio Fornasari: “è interamente realizzata con materiali certificati dall’Unione Europea. Sono ritagliati, scolpiti, modellati, dipinti a mano, cuciti, assemblati, incollati in modo tale che chi dovrà leggerli con il tatto potrà farlo quante volte vorrà.”
Nella mattinata di sabato è stato realizzato, sotto la guida di Fabio Fornasari il laboratorio che ha visto la partecipazione di nove volontarie che, insieme a Giulio Pantellini, hanno ideato una storia, partendo da un foglio bianco di carta con cui hanno realizzato delle figure : tre cuori, due barche, una farfalla, un fiore, una busta che sono diventati i protagonisti di un fantastico libro tattile.
Un workshop divertente e interessante che ha coinvolto tutte le partecipanti che, con pazienza, passione ed un pizzico di fantasia, hanno realizzato pagina dopo pagina un fantastico libro, per un risultato di grande soddisfazione da parte di tutte le componenti il team e la consapevolezza dell’importanza delle esplorazioni tattili-sensoriali, capaci di stimolare la voglia di conoscere e conoscersi e come, attraverso il tatto, si possa nutrire il linguaggio e le possibilità delle relazioni.






























