Colleferro. Prime sentenze relative all’annosa questione de “La Baita”. Il Sindaco Sanna descrive i fatti in un post sui social
COLLEFERRO – L’annosa questione de “La Baita” ha conosciuto in questi giorni l’esito di una prima tappa nei tribunali civile e penale.
Ci sono altri due gradi di giudizio, quindi è probabile che la questione non finisca qui, ma intanto il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ha ritenuto di aggiornare la cittadinanza attraverso un post sui social che pubblichiamo integralmente di seguito.
«La vicenda riguardante l’affidamento del parco pubblico noto alle cronache come “La Baita” ha avuto il suo epilogo con due sentenze rese dal Tribunale di Velletri, una in sede penale e l’altra in sede civile.
Ricorderete che per mesi, sulle pagine del social network, sono stato bersaglio di insulti feroci e attacchi gratuiti; il mio nome è stato infangato, la mia dignità calpestata e sono stati insinuati dubbi sulla mia onestà, sulla legittimità del mio operato e su quello dell’amministrazione che rappresento.
Ho sporto denuncia-querela nei confronti dei due che si erano resi responsabili di tali condotte diffamatorie; all’esito del processo penale di primo grado, essi sono stati ritenuti responsabili del reato di diffamazione aggravata e condannati alla pena di 9 mesi di reclusione ed al risarcimento del danno a me cagionato, quantificato equitativamente dal giudice in € 60.000.
Non è una sentenza definitiva e gli imputati hanno il diritto di appellarla. Per il momento però la giustizia si è pronunciata!
Anche il processo civile intentato da alcuni ex gestori della Baita, per ottenere dal Comune di Colleferro e da un gruppo di dipendenti comunali citati, il risarcimento del danno subito (a seguito della mancata proroga della concessione) è stato definito con una sentenza, questa ormai definitiva.
Nella causa civile era stata richiesta la condanna del Comune e degli altri soggetti per ben 5 milioni di euro!
All’esito di questo giudizio però ne’ il Comune ne’ i dipendenti citati dovranno tirar fuori nemmeno un euro mentre gli ex gestori della Baita sono stati condannati alla rifusione di oltre 100 mila euro, per il rimborso delle spese legali liquidate alle parti citate in giudizio.
Durante il corso di questa vicenda che ha avuto, mio malgrado, una grandissima eco mediatica e relativamente alla quale sono state spese troppe parole e diffuse troppe informazioni (spesso faziose, inopportune e parziali) ho sempre preferito comunicare con la cittadinanza in modo puntuale e trasparente.
L’ho fatto dapprima con un manifesto, successivamente ho rilasciato un’intervista alla testata giornalistica “Monti Prenestini” e adesso ho scelto di attendere le pronunce giudiziali per comunicarne l’esito e ringraziare i legali, l’Avv. Marcello Cardi per il civile e l’Avv. Chiara Mulliri per il penale, che hanno assistito il Comune di Colleferro e me in questa battaglia giudiziaria.
Sono lieto che si sia potuta mettere finalmente la parola fine poiché questa diatriba ha inquinato per troppo tempo il dibattito politico nella nostra comunità.
Il parco “Donatori di organi”, l’ex Baita, adesso è a disposizione dei ragazzi dell’associazione Crescendo Insieme e dei volontari dell’Avis: una nuova storia tutta da scrivere».













