5 Settembre 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Presentazione del libro “La Fisarmonica Verde”. Il pediatra e musicista Andrea Satta incontra gli studenti del Polo Liceale “G. Marconi”

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COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) Straordinari Incontri con gli Autori per gli studenti dell’Iis di Via delle Scienze – Polo Liceale G. Marconi di Colleferro che, dopo Sigfrido Ranucci il 27/03 e Roberto Saviano il 15 Aprile, hanno avuto l’occasione di incontrare e dialogare con Andrea Satta, pediatra, cantante dei Têtes de Bois, ciclista e scrittore, per la presentazione del suo libro “La Fisarmonica Verde” – Mondadori Ragazzi (2022).

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L’incontro, organizzato nell’ambito delle attività organizzate dalla commissione – Area Umanistica, si è svolto Lunedì 20 Aprile all’Auditorium Fabbrica della Musica, uno spazio meraviglioso che l’Amministrazione Comunale mette a disposizione per incontri, spettacoli teatrali e concerti. Hanno partecipato gli studenti delle classi 1B, 1E, 1F, 1M, 1S, 2L, 2M, 2N, accompagnati dai loro Docenti.

Erano presenti con l’autore, la referente del Progetto Prof.ssa Amalia Perfetti, la Dirigente Scolastica Prof.ssa Patrizia Fiaschetti e il Vicesindaco di Colleferro Giulio Calamita, che ha portato i saluti del Sindaco Pierluigi Sanna e ricordato che già in altre occasioni, Andrea Satta è stato gradito ospite della città.

Nel suo intervento di benvenuto all’artista, la Dirigente Scolastica Patrizia Fiaschetti ha rivolto il suo ringraziamento alle studentesse e gli studenti, i docenti e tutti coloro che hanno reso possibile questo importante momento di confronto e crescita.

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Ha poi proseguito: «Oggi abbiamo l’onore di ospitare Andrea Satta, artista poliedrico: medico, musicista e scrittore, capace di unire sensibilità, impegno civile e creatività. Attraverso le sue parole e la sua musica riesce a raccontare storie che parlano di relazioni, emozioni e attenzione verso gli altri.
Il libro che fa da cornice al nostro incontro, La fisarmonica verde, è un racconto intenso e delicato che intreccia memoria storica e storia personale. È il viaggio di un figlio che, dopo la perdita del padre, cerca di ricostruirne la vita partendo da piccoli oggetti e ricordi, riscoprendo una vicenda legata anche agli anni difficili della guerra e della deportazione.
Ma questo libro non è solo un racconto sul passato: è soprattutto un invito a riflettere sul valore della memoria, sull’importanza delle radici e sul rapporto tra le generazioni. Ci ricorda quanto sia fondamentale ascoltare le storie di chi ci ha preceduto, per capire meglio chi siamo e per costruire un futuro più consapevole.
Incontrare un autore significa proprio questo: entrare nel cuore delle storie, scoprire cosa si nasconde dietro le pagine di un libro e aprirsi a nuovi punti di vista.
Vi invito quindi a vivere questo momento con curiosità, partecipazione e spirito critico».

La parola è poi passata alla Prof.ssa Amalia Perfetti che ha presentato l’autore – a cui lo lega una lunga amicizia – e coordinato i vari interventi.

Nel prendere la parola Andrea Satta, rivolto ai ragazzi, ha parlato del suo progetto “Mamme narranti” , che va avanti da circa 16 anni nel suo ambulatorio di Valmontone, un incontro al mese fra mamme provenienti da diversi Paesi del mondo per incontrarsi e dialogare insieme.
Il tutto è nato dalla testimonianza di una mamma straniera di sentirsi sola, di non avere amiche se non quelle arrivate con lei in Italia.
Detto fatto Il pediatra Andrea Satta appende un foglio nella sala d’aspetto dell’ambulatorio con l’invito a far conoscere qualcosa di bello della loro vita, per esempio come si addormentavano da piccole, quali erano le ninne nanne o le storie che ascoltavano dalle loro mamme. Le mamme arrivarono numerose con biscotti, cous cous, schiacciate : piatti di tutto il mondo da condividere insieme!

Poi ha dedicato al suo intervento alla presentazione del libro, che è anche uno spettacolo teatrale dove l’artista recita e canta il di “una storia importante”, la storia del padre. Gavino Satta, militare italiano che, dopo l’Armistizio, era stato internato in un campo di concentramento nazista.
E che, sopravvissuto, aveva fatto ritorno a casa con gli occhi pieni di orrore e le braccia di una fisarmonica, appunto, verde. Nonno Gavino è raccontato al nipote dodicenne, Lao, dal figlio-padre Andrea in un viaggio in un pulmino giallo, direzione Lengenfeld, Germania, dove 81 anni fa c’era quel campo di internamento.

Lengenfeld-Roma un viaggio di 1660 chilometri un percorso lunghissimo che Gavino Satta, uno dei 650.000 militari italiani internati dopo l’8 Settembre 1943, per rientrare in Italia dal lager a guerra finita con un cappotto russo ed una fisarmonica verde, lo stesso viaggio che Andrea ripercorrerà con il figlio Lao, un viaggio d’amore alla ricerca delle sofferenze patite dal padre: freddo, fame, solitudine, atrocità di cui Gavino Satta non ha mai voluto parlare, perché ogni parola avrebbe rinnovato il dolore di quel tempo oscuro!

Un viaggio diventato atto d’amore che inevitabilmente ha portato alla riflessione sul termine memoria, che ci permette non solo di conservare il passato, ma di dare senso al presente ed affrontare il futuro con maggiore consapevolezza.
Tenere viva la coscienza storica, ci permette di coltivare gli anticorpi culturali contro l’indifferenza e comprendere e riaffermare valori come la libertà, la dignità e la responsabilità.

Molti degli internati, come Gavino Satta, così come gli ebrei dei campi di concentramento ebbero difficoltà, una volta liberi, a parlare dei loro patimenti: per paura di non essere creduti o per non rivivere, con la testimonianza, gli orrori vissuti.
Il passare degli anni e la consapevolezza che solo attraverso la narrazione e la condivisione fosse possibile creare le basi affinché “ciò che è successo non si ripeta“.
Grazie al ricordo e alla testimonianza di tanti sopravvissuti, le nuove generazioni hanno potuto ascoltare la storia, così da avere gli strumenti per orientarsi nel presente ed affrontare l’incertezza e fare scelte consapevoli.

Poi lo spazio è stato lasciato alle tante domande degli studenti, domande profonde a cui l’autore ha risposto con grande disponibilità, domande e risposte che hanno emozionato e confermato che dialogare di e sul passato è un dono alle giovani generazioni per aiutarli a crescere “coinvolgendoli in percorsi sinceri ed emotivi”.

Nel corso dell’evento è stato poi proiettato il video della canzone “Dove vola l’avvoltoio?” cantata da Andrea Satta con il coro dei bambini dell’ambulatorio pediatrico di Valmontone diretto da Angelo Pelini.

Nel concludere il suo intervento, Andrea Satta ha preso l’impegno con gli studenti, di portare proprio sul palco dell’Auditorium Fabbrica della Musica, lo spettacolo “La Fisarmonica Verde”, una notizia accolta con entusiasmo dagli studenti. Ora si tratterà solo di scegliere una data condivisibile con i suoi tanti impegni e la disponibilità dell’Auditorium. Ma è solo questione di tempo, perché una promessa è una promessa!

Un lungo e caloroso applauso ha chiuso l’incontro, per passare poi al firma copie per la grande gioia degli studenti.

Prima di lasciare Colleferro per tornare al suo ambulatorio, rigorosamente in bicicletta, Andrea Satta si è soffermato ad ammirare lo stupendo Murales dedicato a Giacomo Matteotti, realizzato dagli studenti dell’I.I.S. Liceo G. Marconi di Colleferro, Istituto Tecnico S. Cannizzaro di Colleferro, I.I.S. Di Via Gramsci con le sedi di Segni-Colleferro-Valmontone, sotto la supervisione dello Street Artist Stefano Bove, in arte ZHEW.

 

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