Colleferro. Pass invalidi alla stazione e all’Asl, e cani a diporto nei giardini pubblici, nel mirino della Polizia Locale

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COLLEFERRO (RM) – Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia Locale di Colleferro, coordinati dal Dirigente del Corpo Antonella Pacella, hanno svolto una serie di servizi di controllo, anche in abiti borghesi, in diverse aree della città.

Uso improprio del pass invalidi
Nell’area parcheggio adiacente alla stazione ferroviaria (parcheggio orario e strisce blu), lo scorso Lunedì 23 Novembre, un particolare controllo è stato svolto in abiti civili da agenti della Polizia Locale che hanno controllato diversi automobilisti, alcuni dei quali sono stati sanzionati in quanto usavano il contrassegno senza il disabile a bordo (uso improprio), usufruendo gratuitamente dei posteggi a pagamento ed occupando senza titolo il posto riservato alle persone invalide.
Medesimi controlli sono stati posti in essere anche presso il parcheggio della locale Asl ed anche qui sono state elevate contravvenzioni per uso improprio del pass invalidi.
«I controlli – informano gli agenti – saranno più frequenti allo scopo di reprimere tali condotte da parte degli utenti della strada ed anche al fine di individuare contrassegni falsi a contraffatti oggetto di comunicazione all’Autorità Giudiziaria. Si rammenta che il contrassegno non è legato in maniera specifica ad un veicolo: è comunque necessario che il titolare del contrassegno sia a bordo dello stesso.
L’abituale abuso arreca particolare disagio a chi ne ha effettivamente titolo e reale bisogno».

Cani a diporto
Vita dura anche per i padroni dei cani che non rispettano le regole.
Controlli effettuati dalla Polizia Locale, sempre in abiti civili, sono stati esperiti nei giardini pubblici di Piazza Nassiryia, dove ad alcuni proprietari di animali, che conducevano i cani all’interno dell’area pubblica, sono state contestate diverse violazioni.
«Analoghi controlli – assicurano dalla Polizia Locale – saranno ripetuti, in diversi orari, all’interno di tutti i giardini pubblici presenti sul territorio comunale. Non si tratta di accanimento, ma di chiarire, sulla fattispecie, quella che dovrebbe essere l’educazione civica alla base della convivenza urbana».

 

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