Colleferro. Oltre 4mila persone alla fiaccolata per Willy. Presenti anche la sorella Milena ed il papà Armando

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COLLEFERRO – Era annunciata una partecipazione massiccia, ma forse non di quelle proporzioni.

A Colleferro erano oltre 4mila le persone che hanno partecipato ieri sera, 16 Settembre, alla fiaccolata in memoria e per chiedere giustizia per Willy Monteiro Duarte.
Il corteo, partito dal Parco del Castello, ha percorso Via dei Caduti del ’38, Via Latina, Via Papa Giovanni XXIII, Corso Garibaldi, Largo Oberdan, Via A. Nobel per poi letteralmente sfociare in Piazza Italia.
Mentre la testa del corteo entrava in Piazza Italia, la coda era ancora in Via Papa Giovanni XXIII.
Annunciando la fiaccolata abbiamo parlato di fiumi di persone… invece era una marea.
A Colleferro tante persone in piazza si sono viste forse quando si trattava di difendere l’ospedale ed ancor più quando si manifestava contro gli inceneritori.

Dietro lo striscione che apriva il corteo c’erano la sorella Milena, il padre Armando, poco più in là il Sindaco di Colleferro, accompagnato dai Sindaci di Paliano e di Artena oltreché dai Sindaci di Cori, di Valmontone, di Segni, e di diversi altri Comuni.
Accanto alla famiglia c’era il Cap. dei Carabinieri Ettore Pagnano, ma era presente anche il Vice Questore dr. Marco Morelli della Polizia di Stato che, con numerosi mezzi e uomini, ha curato l’ordine pubblico e scortato il corteo, mentre la Polizia Locale ne gestiva il flusso e la conseguente viabilità. Nella fiaccolata sono stati impegnati anche numerosi volontari della Protezione Civile e dell’Associazione Arma dei Carabinieri.

Piazza Italia non era in grado di contenere tutte le persone che hanno voluto partecipare alla fiaccolata.
La folla, dopo aver riempito la piazza, ha circondato la caserma dei Carabinieri, ed ha colmato anche Largo Oberdan, proprio a ridosso dei giardini nei quali si è consumato il terribile omicidio di Willy.

Sul palco ha preso la parola un amico di Willy: «Da quando ho avuto la notizia fino ad oggi mi hanno chiesto varie volte ‘come stai’? Non ho avuto altre parole se non ‘sono scioccato’. Sono scioccato perché Willy non è morto, Willy è stato ammazzato, non è stato ammazzato solo da quattro delinquenti, è stato ucciso anche da una società che non si è posta come obiettivo primario insegnare la solidarietà. Willy quella sera non doveva essere solo, ma doveva avere dietro noi a sostenerlo per fargli capire che ciò che stava facendo non era solo giusto ma anche normale. Ora Willy non c’è più, facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato vano».

A seguire si è data lettura di una poesia declinata in romanesco dedicata a Willy – nato a Roma e tifoso della Roma – di Davide Leva, “Er poeta romantico fastidioso” (il testo in fondo all’articolo ed al video).

Poi giù dal palco.
Il Cap. Ettore Pagnano comandante della Compagnia dei Carabinieri che sta indagando sui fatti della notte tra il 5 ed il 6 Settembre, ed il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, hanno accompagnato il papà e la sorella, Armando e Milena, sul luogo dell’uccisione di Willy.

La folla si è aperta lasciando spazio al triste pellegrinaggio.
Poi un grande applauso, tornando in piazza.
Ed infine il lento rifluire della gente, che andando via, ha voluto ancora una volta passare nei giardini di Largo Oberdan…

Te chiedo scusa a Mà

Te chiedo scusa a Mà
A Mà stasera nun torno
va a letto nun m’aspettà
faccio ‘n sarto all’artro monno…
Te chiedo scusa a Mà
c’era n’amico ‘n difficoltà
nun me la sentivo de scappà…
Erano tutti grossi e muscolosi
c’avevo na paura
se vedeva che erano pericolosi…
M’hanno ammazzato come n’animale
ma che ho fatto de male ?!?!?
A Mà hai visto come so piccolo
però so dovuti venì ‘n tanti
co sto sorriso li sdrajavo tutti quanti …
Mortacci loro come menavano
io ar massimo je sorridevo…
Te chiedo scusa Mà
ma quarcuno li doveva affrontà…
Quarcuno je doveva fa capì che sbajaveno
c’avevano troppo veleno…
Quello che nun capisco de sta gente
invece de divertisse e ride
vanno in giro a cercà e sfide…
Se sentono forti e onnipotenti
ma a strigne so na massa de deficienti…
A Mà io volevo solo mette pace
de litigà nun me piace…
Aho’ mo non voglio passà da eroe
l’ho affrontati
ma c’avevo na paura de sti tatuati…
Poi a Ma’ non ho più sorriso
Ma che se fa così
senza neppure n’avviso
Me so spento
lento lento…
Ancora adesso me sto a chiede er perché
de tutta sta cattiveria e rabbia verso de me…
Ora te saluto a Mà
Che c’ho da fà…
Sto a salì e scale
Me devi promette che nun starai male…
Ammazza quante so, che fatica
ricorda che la vita nun è finita…
Ogni vorta che te manco pensa a sto sorriso
Che er fjo tuo te sta vicino dar paradiso.

 

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