Colleferro. Nell’Oratorio salesiano di Don Bosco la castagnata torna ad essere un’opportunità per fare “famiglia”

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COLLEFERRO – L’Oratorio Don Bosco torna a festeggiare e a ricordare degnamente il miracolo delle castagne avvenuto nel lontano 1849 in un freddo pomeriggio dopo la festa di Ognissanti nell’Oratorio torinese del Santo dei giovani.

La castagnata di inizio novembre è infatti per tutti i ragazzi e i salesiani che sono cresciuti nell’Oratorio di Colleferro una tradizione ben salda e radicata perché resta un momento di festa, di aggregazione e di amicizia che unisce tutti, piccoli e grandi nella condivisione, nei giochi e anche nel rappresentare su un piccolo palcoscenico i fatti che “ci stanno a cuore” attraverso la musica, il teatro e le immancabili, allegre e gioiose chiacchierate.

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Intorno ad un vivo ed ardente fuoco, presidiato per ore da alcuni genitori, lo scorso 5 Novembre l’Oratorio ha vissuto così un pomeriggio di festa come massima espressione di quella vita “bella, piena e abbondante di bambini, giovani e famiglie che cercano la felicità nelle cose semplici che sanno di casa, di cuore, di famiglia”.
Nonostante i trascorsi due anni non proprio bellissimi, la grande partecipazione a questo tradizionale appuntamento con le castagne ha confermato che il sistema educativo di Don Bosco resiste anche al covid e la genialità del suo carisma porta vita anche lì dove questa sembrava essersi spenta per sempre.
Tanti ragazzi, bambini dell’asilo e del catechismo e famiglie intere hanno riempito ogni spazio della casa di Don Bosco: era presente anche il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna che, perfettamente integrato nell’ambiente salesiano, ha fatto percepire ancora di più quello spirito di appartenenza al nostro bellissimo territorio colleferrino.

A fare gli onori di casa e ad accogliere non solo il Sindaco, ma anche tutti i ragazzi e le famiglie, c’era la nuova Direttrice, Suor Antonella Cangiano che con il suo sorriso e la sua vitalità ha tenuto con entusiasmo le redini della festa.

«La castagnata – ha detto suor Antonella Cangiano – è stata anche un’opportunità per fare memoria dei 90 anni di presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Colleferro. Una storia che non sente il peso degli anni ma la forza di rinnovarsi sempre e di adeguarsi ai tempi, perché l’educazione dei giovani “è cosa di cuore” come diceva Don Bosco e se tu ami quello che a loro piace, loro ameranno ciò che piace a te.
Cosi è stato già dal 1932 quando le prime suore, volute dal Senatore Leopoldo Parodi Delfino avviarono l’asilo per accogliere i figli dei lavoratori della Bpd e poi l’oratorio, e dopo ancora il catechismo, e in seguito il convitto per le ragazze operaie e l’orfanotrofio.
Più tardi nacque qui a Colleferro il semiconvitto e poi il Centro di Formazione Professionale che nel tempo si è adeguato alle innumerevoli trasformazioni del mondo del lavoro offendo così supporto alle nuove professioni emergenti per i giovani.
L’asilo, l’oratorio e la Scuola di Formazione Professionale sono stati e rimangono il cuore pulsante del carisma di Don Bosco a Colleferro.

Oggi – ha proseguito la Direttrice – nonostante le vicissitudini della storia, Don Bosco continua ad aprire le braccia ai bambini e ai giovani per formarli buoni cristiani e onesti cittadini.
Già dallo scorso anno, con la fine delle restrizioni dovute al Covid, la casa salesiana ha riaperto le porte non solo ampliando l’offerta formativa della scuola dell’infanzia ma anche aumentando gli indirizzi della formazione professionale con gli operatori informatici, gli operatori di benessere e della ristorazione.
Ha riavviato, qualificandola, la catechesi e l’Oratorio, che è aperto il sabato dalle 15 alle 19 e dal lunedì al venerdì dalle 16,30 alle 18,30 per aiuto compiti, gioco e attività libere di ginnastica, chitarra, scacchi e teatro.
Un modo per essere vicini ai ragazzi che apprezzano i vari laboratori sportivo, creativo, di cucina e di manualità. Sono tante le attività che abbiamo ripreso a pieno ritmo, l’estate ragazzi è stata una di queste: sei settimane a giugno e luglio che hanno ridato vita e hanno riportato bambini e giovani non solo in cortile ma anche al mare nelle giornate di vacanza, ma soprattutto hanno riportato a vivere il tempo libero come un tempo per amicizia, gioco e perché no, qualcosa di bello e di buono da  imparare.
L’Oratorio è libero e aperto a tutti come nello spirito salesiano e un bel gruppo di ragazzi di scuola superiore e universitari ci aiuta nelle attività educative e di animazione. Colgo l’occasione – ha concluso la Direttrice – per porgere un ringraziamento speciale alle generazioni che sono cresciute alla scuola di don Bosco ed ora non esitano a portare figli e nipoti, come una storia, anzi un sogno che continua che amo ricordare con questa frase “Grandi cose ha fatto il Signore di generazione in generazione…ed ora Tu ‘aiutaci’ a ‘salvare’ tanti giovani dai mali di una società che guarda solo all’apparire, all’avere, lasciando le menti e le coscienze talvolta vuote e senza riferimenti sani.

L’Oratorio è uno spazio per tutti, dove si cresce conoscendo se stessi, gli altri, i propri talenti, apre alle relazioni e aiuta ad orientare la propria vita al bene e al bello! La castagnata è stata una grande occasione di aggregazione che deve assolutamente essere da esempio ad altri grandi incontri tra i giovani e per i giovani che, troppo spesso, dimenticano quali sono i veri valori della vita».