Colleferro. Nella cornice della Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi” presentato il libro di Fiorenza Taricone “Politica e Cittadinanza. Donne socialiste tra Ottocento e Novecento”
COLLEFERRO (Eledina Lorenzon) – Lo scorso Martedi 8 Marzo, Giornata Internazionale della donna, nella splendida location della nuova Biblioteca Comunale “Riccardo Morandi” di Colleferro, è stato presentato il libro di Fiorenza Taricone, Docente nell’Università di Cassino e Lazio Meridionale di Storia delle dottrine Politiche e Pensiero Politico e Questione Femminile, dal titolo “Politica e Cittadinanza. Donne socialiste tra Ottocento e Novecento”, Franco Angeli Editore (2020), nella collana Fondazione studi storici Filippo Turati.
Erano presenti con l’autrice, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e la Presidentessa Anpi – La Staffetta Partigiana Amalia Perfetti; ha introdotto e moderato l’evento l’Ass. Diana Stanzani.
La Prof.ssa Taricone, come ha sottolineato l’Ass. Stanzani, è da sempre impegnata in una trentennale ricerca sulla storia politica femminile e sull’associazionismo, sull’evoluzione dei diritti civili e politici, interventismo e pacifismo, sia in ambito italiano che europeo, è autrice di saggi e monografie.
Fa parte del Comitato Scientifico di riviste di settore e della Fondazione di studi storici “Filippo Turati”.
Tra le sue ultime pubblicazioni: “Per filo e per segno”, Antologia di testi politici sulla questione femminile dal XVII al XIX secolo, con Ginevra Conti Odorisio, edito da G.Giappichelli-Torino (2009); “Louis Blanc e Mme d’Agoult (Daniel Stern) socialismo e liberalismo”, Centro Editoriale Toscano nella collana Politeia, Firenze (2014); “Romain Rolland pacifista libertario e pensatore globale”, Guida Editore, Napoli (2017).
Ad inizio del suo intervento, l’autrice ha evidenziato come oggi le giovani generazioni difficilmente sanno rispondere alla domanda «Cosa pensate sia la politica e come la definite?», perché la loro idea si forma esclusivamente su donne e uomini, più uomini, che l’hanno applicata non distinguendo la scienza, la comunità politica ed il suo significato, divenuto sempre più spregiativo e qualunquista.
Altra domanda che pone ai suoi studenti è «Cosa trovate nei libri di storia?», naturalmente riferito alla presenza femminile nelle vicende politiche e storiche, ed anche qui la risposta è desolatamente negativa, in quanto ne esce il ferreo concetto che le donne non siano state, tranne in rari casi, presenti.
Il volume, frutto di un faticoso percorso di ricerca, ripercorre la realtà dei movimento femminile socialista già attivo in Italia alla fine dell’Ottocento e le biografie e gli scritti, nonché le vicende pubbliche e private delle donne, quasi sconosciute ancora oggi.
Come scrive la Senatrice Eleonora Marinucci nella Prefazione, sono donne che “ hanno organizzato ed accompagnato prime le lotte femminili in Italia, non solo quindi nomi che sono stati meno dimenticati dalla storia politica come quello di Anna Kuliscioff che nel 1912 fonda il periodico “La Difesa delle lavoratrici” primo periodico nazionale delle donne socialiste, o Ersilia Majno, fondatrice dell’Unione Femminile che molto collaborò alla stesura della legge sul lavoro a difesa della donna e dei bambini, ma tanti altri di cui si fatica ancora a ricostruire biografie e vicende private”.
L’autrice mette in grande evidenza sia il lavoro di propaganda che di sensibilizzazione da parte di giovani donne militanti e dirigenti delle nascenti associazioni, per prendere piena coscienza della propria “capacità di superare le convenzioni nel delegare ad altre donne la rappresentanza dei propri interessi, nell’assumere comportamenti ritenuti sconvenienti dalla morale religiosa come muoversi in ambienti maschili e al di fuori delle mura domestiche”.
Donne che hanno quindi duramente lottato innanzitutto per vincere la diffidenza femminile, trasmettendo la passione per i valori quali giustizia sociale, la lotta per i diritti fondamentali tra cui il diritto di voto e si sono battute strenuamente per il miglioramento della drammatica condizione delle lavoratrici in ogni ambito professionale. Donne che hanno avuto il coraggio di sfidare la morale, fra Ottocento e Novecento, che imponeva loro silenzio ed obbedienza, che hanno dovuto scontrarsi dentro e fuori le mura domestiche, affrontando indicibili sofferenze e che hanno avuto il coraggio di lasciare mariti che non amavano subendo l’allontanamento dai loro figli, secondo le leggi del tempo. Drammatiche le lettere, che Sibilla Aleramo scrive all’amato figlio, dal quale sarà separata per tutta la vita. Esempi di donne indipendenti capaci di decidere del loro avvenire “donne nuove, politicamente impegnate, emancipazioniste e progressiste”. Donne che, a differenza di oggi, “vedevano nella partecipazione politica, nel fare politica e negli scopi della politica, il raggiungimento della libertà”.
A chiusura di questo incontro molto stimolante e partecipativo, il Sindaco Sanna ha dichiarato come non potesse esserci luogo migliore della nuova Biblioteca Comunale per parlare di cultura.
Un luogo di cui la comunità tutta si è riappropriata e di cui la città aveva bisogno, ma questo è solo un assaggio di un progetto più ampio di recupero degli spazi, abbandonati per anni, che torneranno a vivere sia dal punto di vista museale che archivistico.
Un libro tutto la leggere, non solo nelle sedi universitarie, nei licei ed istituti superiori, ma da lettrici e lettori che desiderino riscoprire la nostra storia dimenticata, le vicende di donne straordinarie che, con il loro impegno e sacrificio, hanno saputo cambiare questo nostro Paese.
Concludiamo con la frase con cui la Sen. Marinucci termina la sua Prefazione: “Vite impegnate, politicamente dense, moralmente elevate, che forse non pensavano di rappresentare modelli per il futuro, ma di fatto lo sono state. Ameremmo che lo fossero di più oggi”.












