Colleferro. Nei rifugi torna il prossimo weekend 10 ed 11 Giugno la mostra fotografica di Annalisa Ramundo “Diari Meridiani” [Foto]

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COLLEFERRO (RM) – Inaugurata con successo Venerdì 26 Maggio alla presenza degli Ass. Sara Zangrilli e Rosaria Dibiase, torna Sabato 10 e Domenica 11 Giugno nei Rifugi di Colleferro la Mostra Fotografica di Annalisa Ramundo “Diari meridiani da un’Italia minore – Cronache fotografiche dai paesi spopolati ed abbandonati di Campania e Calabria”.

Foto che raccontano la storia di paesi ormai dimenticati, dove la vita si è fermata per sempre, scatti che immortalano tracce di un presente che è solo passato, dove il silenzio e la polvere che tutto avvolge nell’oblio, sono padroni incontrastati…

Come ci ha dichiarato Annalisa questo suo viaggio tra la Campania e la Calabria, soprattutto nell’aria grecanica, alla ricerca dei paesi abbandonati, scaturisce dalla lettura del libro di Vito Teti “Il senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati”, una ricerca appassionata di luoghi, persone, eventi che hanno caratterizzato queste terre, che da sempre hanno vissuto l’abbandono per mancanza di lavoro, terremoti e frane.

Un irresistibile desiderio di conoscenza che l’ha portata a percorrere strade sconosciute ed ignote, che le hanno regalato sensazioni ed emozioni uniche e riscoperto una terra che da sempre è costata “lacrime e sangue” e persone che, nonostante le difficoltà ed i disagi, continuano ad abitarla, perché troppo forte è il filo che li unisce a questi luoghi.

Circondati da un religioso silenzio, la vita scorre lentamente per i pochi che ostinatamente restano aggrappati ai ricordi, ai paesaggi mozzafiato ed il tempo scorre lentamente, aumentando le rughe sui visi degli ultimi sopravvissuti, ma desiderosi di tramandare storie fatte di andate e ritorni. Storie di persone, di dolori e di una lotta senza fine dove povertà e miseria sono sempre state compagne di vita.

Tutto questo traspare dalle foto di Annalisa ed anche il visitatore meno attento non può che essere colpito dalla bellezza degli scatti, dai panorami come dai particolari, dai visi come dalle tradizioni che vengono immortalati.

Abbiamo chiesto a questa giovane fotografa, che tale non vuole definirsi, se tutto questo resterà solo un progetto visivo e lei ci ha confermato che le storie delle persone che ha incontrato sono la cosa che più mi l’ha colpita, persone che sono tornate perché parte di comunità che si erano disperse e luoghi ormai persi nella speranza di ripopolarli, aiutati dalla volontà forte di restare per salvare le loro radici. Il suo desiderio più grande è raccontare storie e le auguriamo che oltre le immagini, possa esserci un ulteriore sviluppo del suo lavoro, magari raccogliere questa esperienza in un libro!!!

La sua passione ed il suo entusiasmo ci hanno contagiato e dopo il successo dei primi tre giorni di mostra, siamo sicuri che questa nuova apertura dei Rifugi, anch’essi luoghi recuperati all’oblio, incontrerà il favore del pubblico e invitiamo tutti alla visita con orario 17-19.30.

Eledina Lorenzon

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