Colleferro. Mentre Sanna festeggia il 75% dei voti ed i 13 consiglieri di maggioranza, Sofi e Cacciotti ottengono un seggio a testa o poco più…

Nola FerramentaNola Ferramenta

COLLEFERRO – In attesa che vengano resi ufficiali i risultati relativi alle preferenze ottenute dai candidati Consiglieri comunali nell’ambito delle rispettive liste [qui i dati definitivi •>], la plebiscitaria conferma alla carica di Sindaco di Pierluigi Sanna è stata celebrata nella serata di ieri in Piazza Mazzini.

«Abbiamo scelto questa piazza e non Piazza Italia per una forma di rispetto. Ma è giusto, visto che questa campagna elettorale è stata segnata da quella grande tragedia, ricordare ed evidenziare il nostro rispetto per Willy e per la sua famiglia anche stasera con un minuto di silenzio…».

Ha esordito così Pierluigi Sanna nell’aprire i festeggiamenti per la conferma alla guida della città, evento che fa il paio con «la seconda bella notizia di oggi – ha aggiunto – e cioè il sindaco nuovo di Montelanico: Colleferro s’era liberata cinque anni fa, oggi s’è liberata anche Montelanico.
Un ottimo dato che aumenterà la collaborazione e la coesione territoriale di un area che è rimasta unita anche nei momenti più difficili…».

 

Il Centrosinistra

Al di là dei festeggiamenti e delle considerazioni sull’esito del voto, che pure non sono mancate nell’intervento del sindaco (in video a fondo pagina •>), resta il fatto che l’affermazione elettorale di Sanna (il 75% dei voti) si conferma essere senza precedenti.
E senza precedenti sono state anche le preferenze accordate alle liste che lo sostenevano.
La differenza tra i due dati è di “solo” 500 voti circa (Sanna Sindaco 9.323 voti – le liste per Sanna 8.787 voti).
“Solo” 500 perché su 9mila voti, la percentuale dei voti secchi al sindaco non arriva a due cifre, e tutto questo conferma il fatto che l’elettorato ha votato con la massima fiducia non solo il Sindaco, ma l’intera coalizione.
E questa fiducia si traduce in cifre – usando il metodo D’Hondt – con un premio di maggioranza sul proporzionale secco di ben tre seggi.
Per essere più chiari. Sanna ha governato cinque anni con una maggioranza in Consiglio comunale di 10, prima, e poi 9 consiglieri comunali su 16. Al prossimo insediamento, i “suoi” saranno 13 su 16: “Ripartiamo” avrà 5 Consiglieri, il “Partito Democratico” ne avrà 3, “Il Castello” ne avrà 2 così come la “Lista Gialla”, ed 1 spetterà a “La Città” di Girolami.
Rispetto alla precedente consultazione elettorale, “Ripartiamo”, “Partito Democratico” e “Insieme” (Lista Gialla), crescono di circa il 50%, mentre “Il Castello” quasi quadruplica i consensi. “La Città”, alla prima comparsa, supera agevolmente i mille voti e si aggiudica un Consigliere Comunale.

Leggi anche: “Colleferro. Così sarà composto il Consiglio Comunale risultante dalle elezioni del 20/21 Settembre 2020” •>

Leggi anche: “Risultati Elezioni Comunali Colleferro 31 Maggio 2015” •>

Il più votato in assoluto, tra i candidati a consigliere, è stato Giulio Calamita che, con oltre mille voti, raccoglie più di un terzo delle preferenze dell’intera lista di appartenenza (“Ripartiamo”).

 

Il Centrodestra

Al centrodestra spaccato – ed in parte assente – sono rimaste le briciole: i due consiglieri rappresentati dai candidati sindaco sconfitti, Sofi e Cacciotti, ed un consigliere di Fratelli d’Italia.
E tutto questo nonostante la forte affermazione, sia di Fratelli d’Italia (che raddoppia rispetto al 2015), che della Lega (che quadruplica rispetto al 2015).
Peccato che la lista “personale” di Sofi, “Impegno Comune” abbia invece dimezzato i propri consensi rispetto alla precedente tornata elettorale…

Leggi anche: “Elezioni Comunali 2020. A Colleferro esiste ancora un centrodestra? È disunito, scricchiola oppure è nel caos? Di chi è la responsabilità?” •>

Rimanendo nel centrodestra – e nell’ambito delle stesse briciole – “Forza Italia” perde quasi il 60% dei voti rispetto al 2015 e Cacciotti – candidato sindaco con tre liste a sostegno – mette insieme complessivamente 928 voti, quando nel 2015 ne raccolse 554 da solo, come candidato a consigliere comunale.
Nel 2015, forse, la sconfitta al ballottaggio di Moffa – che poi rinunciò anche alla carica di consigliere comunale – nocque a Cacciotti (peraltro, allora, nemmeno “promesso assessore”), ma da quelle elezioni il centrodestra uscì con quattro consiglieri e nessuno di questi era candidato a sindaco.
Oggi il centrodestra per ottenerne tre, ha dovuto contare su due candidati a sindaco, e con ben 6 liste a sostegno.
Staranno larghi seduti sui banchi dell’opposizione in aula consiliare. Non accadrà altrettanto dalla parte opposta.

 

Gli Altri

Non è cambiato molto, in termini di seggi, per il Movimento 5 Stelle che resta non rappresentato in Consiglio comunale e che paga – come sempre nelle elezioni locali – l’andamento nazionale della compagine, perdendo 687 voti, fermando l’emorragia a 220 preferenze, in caduta libera dai 907 del 2015. A nulla sono serviti i 19 voti in più fatti registrare dal candidato sindaco Daniele Capuano.
Niente da fare nemmeno per l’“outsider” Valerio Giuffrè (113 voti come candidato sindaco) il quale, nonostante si aggiudichi il 50% in più dei voti dell’unica lista che lo sosteneva (Movimento Democrazia Sociale), non riesce a raggiungere l’1% dei consensi complessivi.

 

Dopo il minuto di silenzio in Piazza Mazzini….

 

Potrebbero interessarti anche...

Top