Colleferro. La ricostruzione dettagliata della vicenda che ha portato alla morte di Alberto Giannetti pestato dal bulgaro Daniel Danov per… 30 euro

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La vittima, Alberto Giannetti, 59 anni di Colleferro. L’aggressore, Daniel Danov, bulgaro di 28 anni

COLLEFERRO – Ora è tutto chiaro a proposito della tragica vicenda della morte di Alberto Giannetti, il 53enne di Colleferro, ridotto in fin di vita nella notte tra Sabato 1 e Domenica 2 Dicembre, e deceduto in ospedale, senza mai riprendersi, lo scorso Sabato 5 Gennaio.

È di ieri l’altro la notizia dell’arresto del 28enne bulgaro reo confesso •>, mentre è di ieri – giorno delle esequie di Alberto – la notizia dell’identità del carnefice: Daniel Danov, da diversi anni a Colleferro.

La ricostruzione dei fatti
Era Sabato 1 Dicembre, Alberto Giannetti aveva ritirato la pensione di invalidità (250 euro) nel pomeriggio presso l’Ufficio postale centrale di Colleferro.
Dopo aver girato diversi locali spendendo il denaro appena prelevato aveva deciso di chiudere la serata in una sala giochi che rientrava nelle sue frequentazioni mensili.
All’interno del locale Alberto ha incontrato Daniel il quale gli ha chiesto una sigaretta. Dal diniego di Alberto è nata un’accesa discussione enfatizzata dallo stato di ebrezza di entrambi.
Il diverbio avrebbe rappresentato il prologo di quanto sarebbe accaduto poco più tardi, fuori, a pochi passi dal locale.
Sono passate da poco le 2,30 del mattino quando Alberto esce dalla sala giochi ed inizia a salire la scalinata che unisce Via F. dell’Oste a Largo Michelangelo.
Qui viene raggiunto dal giovane bulgaro il quale, anch’egli in evidente stato di alterazione dovuta all’alcool, ha preso a colpire Alberto con calci e pugni facendolo cadere sulla scalinata ed abbandonandolo sanguinante dopo averlo rapinato del portafogli.
In esso non vi sono più soldi, solo i documenti d’identità e la carta BancoPosta. Con il relativo codice segreto…
Poco dopo Daniel Danov preleva gli unici 30 euro disponibili sul conto della vittima dallo sportello automatico del medesimo Ufficio postale e getta via il portafogli.
Nel frattempo qualcuno chiama l’ambulanza del 118 che interviene (alle 3,15) e ricovera lo sventurato presso il Pronto Soccorso di Colleferro.
Evidentemente la gravità dello stato in cui versava Alberto – ivi compreso lo stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool – non ha destato nei soccorritori sospetti circa la possibile responsabilità di terzi sull’accaduto.

  • La vittima. Il 54enne di Colleferro Alberto Giannetti

Le indagini dei Carabinieri
I militari della Stazione Carabinieri di Colleferro, dunque, venivano allertati mentre la vittima era già in Pronto Soccorso dove gli uomini dell’Arma intervenivano anche per procedere all’identificazione del malcapitato.
Dopo averlo generalizzato, attraverso le impronte digitali, come Alberto Giannetti, i Carabinieri si sono recati sul luogo dell’“agguato”, hanno effettuato i rilievi del caso ed hanno avviato le indagini che solo per pura coincidenza hanno condotto al fermo dell’autore dell’aggressione, proprio tre giorni dopo la morte in ospedale di Alberto.
I Carabinieri della Stazione di Colleferro, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo Radiomobile, si sono dunque messi al lavoro per ricostruire le ultime ore vissute da Alberto prima dell’aggressione.
Il percorso effettuato dalla vittima, compreso l’incontro/scontro nella sala giochi con il bulgaro, i Carabinieri lo hanno tracciato grazie alle telecamere della videosorveglianza di diversi locali pubblici visitati da Alberto prima de giungere nella sala giochi.
Qui hanno accertato l’incontro con il Danov e la lite per la sigaretta rifiutata.
Grazie agli approfondimenti tecnici ed ai video delle telecamere di sorveglianza del bancomat dell’Ufficio postale, gli investigatori hanno potuto iniziare a dare un volto all’aggressore, il quale risultava regolarmente in Italia da diversi anni ma con domiciliazione estremamente variabile.
Sono riusciti a scovarlo l’8 Gennaio a Colleferro, in casa di connazionali.
Tradotto in caserma, dopo diverse ore di interrogatorio – condotto alla presenza del suo avvocato – Daniel Danov, visti gli elementi inconfutabili raccolti a suo carico, confessava l’ipotesi investigativa formulata dai Carabinieri.
Di conseguenza la Procura della Repubblica di Velletri emetteva l’ordinanza di fermo di indiziato di delitto per i reati di rapina impropria ed omicidio preterintenzionale. Quest’ultimo reato, ovviamente, configuratosi lo scorso 5 Gennaio allorquando Alberto Giannetti ha esalato il suo ultimo respiro.
Per effetto dell’ordinanza il Danov veniva ristretto nel carcere di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le esequie
Ieri mattina alle 10,30, presso la Chiesa di S. Barbara, Don Luciano Lepore ha officiato le esequie alla presenza di parenti ed amici della vittima ed anche del Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna il quale ha dichiarato di aver conosciuto Alberto «in gioventù perché entrambi frequentavano lo stesso club culturale. Quanto è accaduto è un evento davvero brutto. Un qualcosa che non ci saremmo mai aspettati e che va perseguito con il massimo rigore.
Mi congratulo con le Forze dell’Ordine che in pochissimo tempo hanno accertato la verità dei fatti e risolto il caso.
È un fatto isolato. Questa è una città tranquilla con episodi di criminalità praticamente pari a zero, ed anche per questo l’evento ci ha lasciati senza parole. Purtroppo sono fatti che accadono e che sconvolgono le comunità, ma sono fatti con i quali le comunità debbono fare i conti.
Da parte nostra, come Amministrazione comunale, proprio in questi ultimi mesi abbiamo incrementato il sistema di videosorveglianza ed abbiamo un rapporto con le Forze dell’Ordine di grande positività.
Non è sempre possibile prevenire un atto di violenza privata individuale ed isolato come questo…»

Una sigaretta e 30 euro, dunque, costituiscono i futili motivi di una brutta vicenda finita nel peggiore dei modi…

 

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