17 Maggio 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. Italcementi diventa tedesca. Il Sindaco Sanna chiede un incontro con i vertici aziendali. Problemi occupazionali in vista? E l’ambiente?

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Colleferro Italcementi notturna

COLLEFERRO (RM) – «Italcementi diventa ‘tedesca’: il controllo del gruppo industriale che da sempre fa capo alla famiglia Pesenti viene ceduto a sorpresa per oltre 1,6 miliardi a Heidelberg Cement per creare il primo gruppo mondiale negli aggregati, il secondo nel cemento e il terzo nel calcestruzzo».

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È questa l’“Ansa” battuta stamane, 29 Luglio, sulla cessione di Italcementi dalla Famiglia Pesenti al Gruppo Heidelberg Cement. Si tratta sostanzialmente di una cessione vera e propria, al di là degli atti formali e delle tecniche finanziarie utilizzate: Pesenti rimarrà con una “quota simbolica” non superiore al 4/5%…

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Raramente “movimenti” di questo tipo sono stati forieri di buone novelle nelle varie propaggini periferiche di aziende la cui “testa” diventa sempre più lontana ed irraggiungibile.

PierluigiSanna2-300Mentre, giustamente, il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna vuole vederci chiaro – e per questo motivo «ha subito chiesto un incontro (che probabilmente si terrà alla fine di questa settimana-ndr) con i vertici aziendali della Italcementi che nella cittadina a sud di Roma gestisce uno degli impianti produttivi…» – qualche preoccupazione serpeggia, oltreché tra le maestranze, anche tra i cittadini.

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Marco-Gabrielli«Questo primo incontro servirà per comprendere meglio le strategie industriali della Italcementi alla luce della fusione con il gruppo tedesco» ha dichiarato il presidente della Commissione consiliare competente, Marco Gabrielli…
Atto dovuto ed irrinunciabile, che però, molto probabilmente verrà “liquidato” con un «è presto per fare qualsiasi previsione…»

 

La presenza impattante del cementificio all’ingresso della città e le relative problematiche ambientali – affrontate dall’azienda, ma mai risolte per la vivibilità dei quartieri adiacenti la fabbrica e non solo – da oggi, con questo “passaggio” destano ancora maggiore preoccupazione, senza considerare l’eterno “gioco” del “ricatto occupazionale” che con i tedeschi potrebbe anche diventare meno evidente, ma non per questo meno… drammatico.

Forse è presto anche per alimentare allarmismi (l’operazione, una volta ottenute le autorizzazioni, dovrebbe essere realizzata nel corso del 2016 ed i relativi effetti in loco saranno avvertiti ancora più in là), ma se in passato, su tante questioni, si è spesso “arrivati tardi”, e male, ci auguriamo che non lo sia già a proposito di Italcementi.

Giulio Iannone