16 Maggio 2026
Valle d. Sacco

Colleferro. “Introduzione al Pentateuco”. Il nuovo libro di Mons. Luciano Lepore

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COLLEFERRO (RM) – Un testo di 300 pagine richiederebbe di certo più spazio a disposizione.

Mons.LucianoLepore2rIl nuovo ed interessante volume “Introduzione al Pentateuco” di Mons. Luciano Lepore è il secondo pubblicato in ordine di tempo e, probabilmente, lo si può pensare come l’applicazione, allo studio del Pentateuco, di quanto elaborato nella sua opera precedente (Alle origini del Pentateuco, Sardini 2013).

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Per quanto riguarda la struttura del testo, il libro è distinto in due parti: nella prima si traccia il contesto geografico e storico-culturale, nonché politico e religioso, del mondo patriarcale della fine del secondo millennio avanti Cristo, che è il periodo a cui fanno riferimento gli eventi narrati dal Pentateuco; la seconda parte, invece, è l’introduzione ai singoli primi cinque libri della Bibbia, riletti alla luce di quanto detto nella prima parte. Il ponte tra le due parti viene offerto dalla riflessione di Lepore sulla questione mosaica, nella quale si riflette sulla tradizione, per lungo tempo sostenuta dalla Chiesa, che vuole Mosè come autore del Pentateuco e che viene risolta in maniera tale che “…pur ammettendo che Mosè possa essere l’iniziatore dell’evento storico dell’esodo e della legislazione d’Israele, non per questo egli è da considerarsi l’autore dell’opera pentateutica” (pag. 108).

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Comunque, l’introduzione di tale questione permette a Lepore di presentare un excursus storico della ricerca sulle origini letterarie e sulla storia della formazione del Pentateuco, proponendo anche la sua posizione a riguardo, utile, successivamente, per lo studio diacronico dei singoli libri.
Si potrebbe continuare a lungo ad estrapolare idee o citazioni dell’opera di Mons. Luciano Lepore per una presentazione più esaustiva del testo, ma, forse, è più interessante sottolineare l’intenzione, che è possibile intravedere neanche troppo velatamente nel testo stesso, che guida lo sforzo intellettuale di Mons. Lepore. Come egli stesso afferma nell’introduzione, “…La Bibbia è un condensato di esperienze di vita, trasmesso per mezzo di forme letterarie estranee alla nostra cultura e alla sensibilità letteraria occidentale. (…) La Torah è stata per secoli testimonianza palpitante della vita d’Israele, quindi soggetta all’aggiunta di glosse, anche se minime. (…).

Introduzione al Pentateuco
Introduzione al Pentateuco

La diversità di testimonianze lasciano capire come il mondo ebraico ha lasciato spazio a molteplici sensibilità, fino a quando il tempio e il sinedrio furono garanzia dell’ortodossia della fede. Con la fine di queste istituzioni il Testo Masoretico, interpretato dai Rabbini, assume la funzione di fondamento della Tradizione in funzione del presente. (…)

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Agli studiosi spetta di portare alla luce l’azione dello Spirito nel tempo della creatività. La ricchezza di vitalità è utile all’uomo di sempre, perché rimangono validi i messaggi. (…) La Parola, purificata dalle istanze critiche della ragione, liberata dalle incrostazioni e dalle letture ecclesiali e illuminata dalla retta interpretazione, lascia intravedere in filigrana la “risposta di Dio” agli interrogativi di una umanità che non trova nello Scientismo e nel Positivismo il contributo che soddisfi il bisogno di risposta alla domanda di senso” (pag. 8.12.13).

In altre parole, Lepore è convinto che l’uomo di oggi, come l’uomo di ogni tempo, ha domande esistenziali che pone al mondo sia contingente che trascendente e trova soddisfazione solo lì dove queste domande ricevono delle risposte esaustive.

Queste vengono offerte da Dio, per mezzo della sua Parola, trasmessa per iscritto attraverso la Bibbia.
Non sembrerebbe essere la lettera della Bibbia la risposta, ma quei messaggi contenuti dietro e dentro gli eventi narrati dal testo sacro. Messaggi che, quindi, utilizzano gli eventi della storia biblica come mezzi di trasmissione.
Delle volte, però, una lettura fondamentalista ha scambiato il mezzo per il contenuto, perdendo di vista la realtà del messaggio stesso.

Quindi l’obiettivo del libro di don Luciano è quello di mostrare come il testo del Pentateuco, fondamento della fede e della prassi di Israele e, per questo motivo, accolto anche dalla fede della Chiesa, sia suscettibile di una lettura storico-critica che sia capace, inserendolo nel suo contesto storico-culturale-politico-religioso di origine, di discernere nuovamente il messaggio dal mezzo di trasmissione, per offrire all’uomo contemporaneo quella risposta che cerca e che Dio ha messo a disposizione nella Bibbia…

Antonio Galati