16 Maggio 2026
Città Metropolitana di Roma

Colleferro. Inaugurati i lavori di ristrutturazione del PalaRomboli. Efficientamento strutturale e soprattutto energetico…

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COLLEFERRO – Nel pomeriggio di oggi, 12 Dicembre, a Colleferro, l’Amministrazione comunale ha inaugurato importanti lavori di ristrutturazione che hanno interessato il Palazzetto dello Sport “Alfredo Romboli” di Viale Europa.

All’evento erano presenti – oltre al Sindaco Pierluigi Sanna, al Vicesindaco Giulio Calamita – direttamente coinvolto con il lavoro del suo Assessorato all’Ambiente – e all’Ass. allo Sport Sara Zangrilli – la Consigliera Metropolitana Alessia Pieretti (in rappresentanza del Sindaco Metropolitano Roberto Gualtieri), la campionessa azzurra di nuoto Alessia Filippi, la nota cantante non vedente Annalisa Minetti, il Consigliere Regionale Flavio Cera, il Principe Alvaro Jaime de Orleans-Borbon y Parodi-Delfino e – a moderare gli interventi – il presentatore e schermidore azzurro Stefano Pantano.

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Giulio Calamita SindacoGiulio Calamita Sindaco

Ad aprire gli interventi è stata l’Ass. Allo Sport e alle Opere pubbliche Sara Zangrilli.
«Benvenuti a tutti. Saluto tutte le autorità presenti. Saluto l’Onorevole Cera, che è qui con noi, e saluto soprattutto tutti voi, voi che siete quelli che giornalmente frequentate questo posto.
Questo palazzetto è l’impianto più frequentato tra gli impianti della città, perché è l’impianto che permette più discipline.
Il palazzetto ha iniziato a vedere dei lavori di restauro da qualche anno. Abbiamo iniziato con dei piccoli restauri.
Abbiamo dovuto rifare quella che era la copertura per infiltrazioni e poi abbiamo proseguito con tutte altre piccole manutenzioni ordinarie.
Quella che è stata poi la manutenzione più grande, che ha dato avvio alla grande rivoluzione della struttura, è sicuramente stato l’intervento della geotermia, che è quello che vediamo meno davanti agli occhi, sicuramente meno tangibile, ma ce ne accorgiamo quando siamo all’interno della struttura.
La struttura, ad oggi, gode di un sistema di raffrescamento e riscaldamento geotermici. Oggi, grazie a un intervento di 660mila euro con fondi del Pnrr, che in realtà erano fondi ministeriali per la rigenerazione urbana, inizialmente confluite nel Pnrr, abbiamo potuto fare questo importantissimo intervento.

Dopo questo, grazie a fondi del Comune, abbiamo deciso di ristrutturare quelle che erano le palestre al piano inferiore della struttura. Le palestre sono state per molti anni chiuse, in quanto vi erano problemi all’interno, andavano ristrutturate, andavano fatti dei lavori di messa in sicurezza.
Quindi sono state rimodernate, efficientate, messe a norma il sistema di illuminazione e ad oggi riaperte.
Ad oggi le palestre sono frequentate. Infatti, vediamo qui gli atleti del judo che sa- che saluto, che sono stati i primi ad entrare nelle palestre.
Ma nelle altre palestre abbiamo anche la scherma, il tennis tavolo. A breve arriveranno anche delle associazioni di danza. Ecco, come vi dicevo, sicuramente frequentatissimo.
Il campo da gioco, qui lo fanno da padroni, la pallavolo e il calcio a cinque. Saluto tutte le ragazze della pallavolo. A cui, dopo più tardi, lasceremo sicuramente il campo per giocare, pulito e sicuro.
Ha una struttura che permette a tutte le discipline di trovare il loro agio all’interno. In più, le tribune possono ospitare 900 posti, quindi, capite bene che ospita degli eventi importantissimi.

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Questo oggi, però, non è un punto d’arrivo, perché sicuramente la struttura continuerà ad essere interessata dagli interventi di ristrutturazione. Infatti, abbiamo vinto un bando regionale per €200.000 con cui termineremo l’intervento di geotermia, che verrà apportata anche alle palestre e agli spogliatoi. Sicuramente, ecco vedo, la nostra funzionaria responsabile, gli operai del comune che hanno fatto un grandissimo lavoro. Continueranno i lavori perché stanno ridipingendo tutti i muri, cercando di fare degli interventi per rendere questo posto sempre migliore. Perché? Perché i giovani di oggi, ma anche i ragazzi un po’ più grandi, frequentano questi posti e passano tantissime ore della loro giornata all’interno di questi posti. E quindi crediamo fortemente che sia giusto che il posto sia accogliente e il più funzionale possibile per tutti quanti.

Io quindi ci tengo particolarmente ancora a ringraziare tutte le società sportive che durante il periodo degli interventi, con qualche disagio, hanno continuato le loro attività, senza mai avere nulla da dire».

A seguire è intervenuta la Consigliera Metropolitana Alessia Pieretti – con la fascia azzurra in rappresentanza del Sindaco Metropolitano Roberto Gualtieri – che ha avuto parole di apprezzamento per l’operato di questa amministrazione e in particolare del Sindaco Pierluigi Sanna e dell’Ass. Sara Zangrilli proprio con riguardo all’ambito dell’impiantistica e della pratica sportive.

Il Consigliere Regionale Flavio Cera ha affermato: «Lo sport è fondamentale. Sono presidente della prima commissione, mi occupo anche di criminalità e antimafia nella Regione Lazio.
Molte volte mi trovo in giro per le periferie e l’unico modo per cercare di distogliere i ragazzi dalla criminalità e anche dalla droga è proprio quello di aprire centri sportivi e magari di fargli fare attività sportiva. Forse è una medicina importante proprio per quel tipo di problema e sicuramente anche qui a Colleferro queste attività sono attività che distraggono i ragazzi dalle problematiche, anche relative alla droga, che coinvolgo ragazzi sempre più giovani. Non voglio fare una lezione di droga in questo momento perché dobbiamo parlare di sport, però sono argomenti importanti che non vanno sottovalutati.
E quindi, vedere questi ragazzi qua, dove in questo centro possono fare attività sportiva, è davvero molto importante e veramente un orgoglio per la città di Colleferro».

Contenuti analoghi anche nell’intervento della nuotatrice Alessia Filippi.
«Sono cresciuta a Tor Bella Monaca. Di quel quartiere si sente parlare da parecchi anni come cronaca nera. I miei genitori per togliermi dalla strada, decisero di portarmi in piscina. In piscina perché c’era soltanto la piscina.
Quindi, la possibilità che avete voi, ragazzi, di vedere e provare i vari sport, è una cosa meravigliosa.
Potete scegliere. A me è andata benissimo. Sono contentissima perché poi la piscina mi ha portato tantissimi risultati, mi ha fatto conoscere tantissime persone, molte amicizie che porto ormai da anni, come Alessia.
Però poter scegliere è sempre una cosa buona. Ecco, fate un anno di pallavolo, un anno di arrampicata, un anno di scherma… vi stancate? Potete fare tennis da tavolo. Siete fortunati. Questo è un palazzetto importante.
E vi faccio i miei complimenti, perché abbiamo bisogno di più strutture così in Italia. Lo sport a volte viene messo in secondo piano. Si sente spesso dire: «Prima lo studio e poi lo sport». Io, forse, li metto a pari passo, perché comunque è importante lo sport. Fa star bene, fa star bene la mente, fa star bene il corpo. Non è soltanto una questione di estetica.
Una persona che fa sport, sicuramente sta bene, sta in salute. Quindi, vi raccomando: fate sport, che è importantissimo. Complimenti».

È poi intervenuta Annalisa Minetti.
«È chiaro e credo che questo non sia semplicemente un palazzetto. Questo sarà il tempio del benessere, il tempio della consapevolezza, perché è proprio qui che acquisirete tutte quante quelle capacità e abilità, non solo motorie e cognitive, che vi permetteranno di essere performanti nei confronti della vita, perché lo sport ci dà tutti quei supporti, tutti quegli strumenti per apprezzare la fatica, e nel quotidiano c’è. Per apprezzare la disciplina e nel quotidiano serve. Per apprezzare le regole, per apprezzare il rispetto di sé e degli altri, e questo nel quotidiano serve.

Quindi vi renderà più consapevoli, più capaci, più specialmente abili. Qui sicuramente con tutti gli sport che ci sono, la scherma, il pallavolo, troveremo senza dubbio, vero assessore, la possibilità di rendere accessibile questo a tutti. E quando dico tutti, vuol dire che anche tutte le persone che hanno una deprivazione sensoriale come la mia, quindi non vedenti, avranno la possibilità, per esempio, di imparare la scherma, come sto facendo io, piuttosto che di imparare altre discipline, il tennis da tavolo, si può fare, tutto si può fare quando c’è la volontà.

E mi pare che questa, questo comune voglia sostenere la volontà come strumento per arrivare ai grandi traguardi. Il più grande traguardo è stare bene. Lo sport è quello strumento che vi permetterà di farlo, vi permetterà di sentirvi sicuri nei confronti della vita. Voi siete ragazzi in età evolutiva, ci sono anche ragazzi più grandi, ma in realtà questo è il momento per determinarsi e identificarsi, capaci di fare, di essere, e non limitarvi come, come fa spesso la società, la gran parte della società, limitarsi ad apparire.

Lo sport questo lo può insegnare: ad essere protagonisti e non limitarsi ad essere comparse. Io vi auguro di dimostrarvi il vostro talento, di accrescere la vostra passione e di vivere qui il tempio del vostro benessere».

Così il Principe Alvaro Jaime de Orleans-Borbon y Parodi-Delfino, ultimo discendente della famiglia: «Non ero stato avvertito che sarei stato chiamato ad intervenire. Ciò che dirò è completamente spontaneo, ed è forse il più vero.
Beh, immaginate che qui c’era un prato verde. Un giorno qualcuno ebbe un sogno e disse: “Adesso facciamo un palazzetto per lo sport”. Ed eccolo qua. Adesso l’avete ed è rimesso a nuovo.
Perché è importante? Perché ognuno di voi, che entra da quella porta, deve coltivare il suo sogno personale.
A me è successo. Io correvo in macchina con risultati pessimi. Alla fine, così come è stato suggerito prima, ho provato un altro sport, del tutto ignoto, il volo a vela nel mio caso.
Bene, ho fatto 10 campionati mondiali, alcuni mi sono andati anche molto bene.
Cosa vuol dire questo? Che i sogni si realizzano, e non solo si realizzano a titolo personale, ma se uno di voi con degli altri gareggia e vedono che è più bravo, aiutatelo, perché se quello diventa campione, lo sarete anche voi, perché gli avete dato una mano. Questo è il segreto di questi posti.
E finisco solo con un’esortazione, spero che cerchiate di ricordarvela: ogni volta che entrate da quella porta per entrare qua dentro, proponetevi che uscirete un po’ meglio di come siete entrati. Più formati, con più fiducia in voi stessi, che è una merce rara oggi. E avendo aiutato qualcuno.
Non posso non ringraziare il Sindaco ancora una volta per avermi invitato qui, perché queste, queste occasioni per me sono straordinarie. I sogni che si realizzano. Realizzate anche i vostri!».

Il presentatore Stefano Pantano ha quindi passato il microfono al Commissario Capo della Polizia di Stato dr Antonio Mazza.
«Sono qui in duplice veste, in quanto rappresento indegnamente Sua Eccellenza, il Questore di Roma, che per improrogabili impegni ha dovuto lasciare Colleferro per raggiungere nuovamente la capitale.
Oggi il Signor Questore ci ha dedicato quattro ore del suo tempo, ed è veramente molto prezioso, perché gli impegni giornalieri del Questore di Roma sono innumerevoli, importanti, lunghi, e quindi questa visita a Colleferro, per noi, è stata veramente importante. Importante per noi, ma importante anche per dei cittadini che sono stati invitati in ufficio a seguito di un intervento della Colleferro 1, che è riuscito in qualche modo a regalare a una persona anziana, colta da malore all’interno di un’abitazione, un altro anno di vita con i suoi familiari.
Quindi oggi hanno rappresentato gli stessi al Signor Questore.
Chi mi ha preceduto ha parlato dell’ambito sportivo, del palazzetto, in maniera relativa allo sport. Io parlo dal punto di vista della Polizia, della prevenzione. Perché un palazzetto dello sport svolge la stessa funzione che svolge la Colleferro 1 sul territorio: attività di prevenzione. Toglie i ragazzi dalla strada e li mette all’interno di una struttura a fare sport, ad imparare il rispetto dell’avversario e quindi a crescere in maniera corretta, affinché diventi un cittadino corretto per la sua anche vita futura.
Ringrazio il Signor Sindaco per questo invito, ringrazio il Signor Questore, ringrazio tutti voi.
Il nostro Commissariato è sempre aperto. Siamo sempre pronti ad accogliere e ad ascoltare la cittadinanza che ha difficoltà e che ha problematiche alle quali magari una parola di conforto può risolvere un problema. Grazie a tutti».

In chiusura l’intervento del Sindaco Pierluigi Sanna.

«Fare sport è per i ragazzi la spiegazione migliore di come si conduce una vita. Lo diceva il Presidente Pertini: i nostri giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di validi esempi. E in questo caso, gli atleti, le persone che hanno raccontato la loro storia, sono per i ragazzi che stanno qui oggi pomeriggio dei validi esempi.

Poi ringrazio la Questura di Roma, il signor Questore che è stato con me in ufficio fino a poco fa, che è dovuto rientrare, ma che con la sua presenza e con quella del dottor Mazza, da una parte certifica certamente l’importanza della prevenzione, più che della punizione, come strumento di temperamento delle istituzioni democratiche e delle comunità che democraticamente si organizzano per convivere.
Ma anche un po’ in rappresentanza del Viminale, perché questo grande intervento, è un intervento, come ha detto benissimo Sara Zangrilli prima di me, che è nato ai tempi della rigenerazione urbana e poi è confluito nel Pnrr.

Un intervento nazionale che ci consente di contribuire alla costruzione di questa grande opera pubblica.

Poi voglio ringraziare il Principe. Perché noi ci siamo ritrovati.
Sapete, l’Italia, è l’unico posto in Europa dove il fenomeno del carsismo è molto, molto evidente. Ci insegna la scuola che i fiumi carsici si inabissano, scompaiono, per poi riapparire molto, molto più in là. E questo è stato un po’, diciamo, l’esempio, la metafora, potremmo dire, del rapporto fra noi e la famiglia del senatore Parodi, che ha fondato, che ha fondato questa città, e la BPD.

Il nostro rapporto si è inabissato come un fiume carsico, ma non è scomparso. È, diciamo, sopravvissuto alla Snia, alla Fiat, all’Avio, alle tante aziende che si sono susseguite dopo la BPD, che, come sapete, è finita nel 1968. E poi è riapparso quest’anno, nell’anno in cui la città compie novant’anni dalla fondazione.
E con il Principe, che è l’erede del senatore, ci siamo ritrovati. Ci siamo ritrovati. Lo ricorderà forse in un’occasione strana, con il Cotec, che è la associazione che unisce economicamente l’Italia, la Spagna e il Portogallo, a Napoli, quando il Presidente Mattarella ha incontrato il Presidente portoghese e il Re di Spagna per discutere le politiche aerospaziali di questi tre Paesi, e poi ci siamo rincontrati nella vita. Io sono stato ospite del Principe, e lui oggi è nostro ospite, gratissimo.

Non posso che ringraziare la Città Metropolitana, la Regione, prima, con il suo saluto, la Città Metropolitana, perché Alessia è, sì, una mia collaboratrice, una mia collega, consigliere metropolitano, ma è essenzialmente una delle consigliere che, in ufficio, come se non bastasse già quanto mi viene detto a casa mia, perché voi sapete che io vivo con una serie numerosa di atlete e promettenti atlete, quanto sia importante lo sport. A casa me lo dice mia moglie e le mie figlie, al Comune me lo dice Sara, e in Città Metropolitana me lo dice Alessia. Quindi io sono assediato, e non posso che cedere, sapete quanto io sia poco sportivo, perché assomiglierei più a un topo da biblioteca. Però tutto questo ci fa fare scelte importanti.

Alessia lo sa, noi, con la mia delega al Pnrr e con la sua esperienza di vita, abbiamo stanziato, investito, appaltato e iniziamo a inaugurare 72, 73 milioni di euro di cantieri, tutti in ambito sportivo, in Provincia di Roma, tutti fuori dal raccordo, con una con una attenzione alle periferie, particolarmente rilevante, che va oltre l’investimento di 100 milioni che abbiamo stanziato a Tor Bella Monaca, si aggiunge a quell’investimento, e ha come vocazione, come diceva benissimo la Minetti, che ringrazio per essere tornata dopo l’evento dell’acquisto del pulmino H, per i servizi sociali e col ferro con noi, non la ricerca dei campioni. Poi, se i campioni verranno, saremo contenti, ci mancherebbe altro. Ma la vera vocazione di quell’investimento è l’abbattimento delle barriere architettoniche perché tutti possano accedere alla pratica sportiva e l’efficienza energetica.

Prima ho parlato di un’opera pubblica, ma non intendevo questa. Questa è un’opera importante. I nostri tecnici, l’ufficio tecnico, ho visto l’ingegner Casinelli, l’architetto Campagna, li ringrazio, hanno fatto un grande lavoro insieme alle ditte, insieme a tutti gli altri. Pensate, se ci avessero raccontato, io ricordo con quanto stupore io guardai quella puntata di Report, dove si spiegava come la Regione Lombardia avesse iniziato a raffreddare e riscaldare i palazzi con la geotermia. E dicevo: «Vabbè, ma quando arriveremo noi nel Lazio a ragionare di questo? Noi c’abbiamo ancora le caldaie a gasolio nelle scuole».
Invece, il gap l’abbiamo colmato subito, in pochi anni. E pensare che questo luogo, come la scuola Dante che abbiamo inaugurato pochi mesi fa, non ha più le caldaie a gasolio, né a metano, né a Gpl, ma è raffreddata d’estate e riscaldata d’inverno con i pozzi geotermici. Beh, un pizzico d’orgoglio, alla conclusione di questo mio lungo mandato, debbo confessare che me lo consegna.

Ma torniamo all’opera pubblica. L’opera pubblica, lo sa bene Giulio che è vicesindaco, lo sa bene Sara che è assessore, non è questa, secondo me. Ma è quella della coerenza che l’amministrazione ha seguito in questi anni. Ci possono essere opere pubbliche anche immateriali, non composte di ferro, di cemento, di tegole, ma fatte di pensiero. Si può condividere o non condividere la nostra posizione, si può essere d’accordo o non d’accordo. Ma per noi, la coerenza era e rimane una grande opera pubblica.

Noi dicemmo che gli impianti sportivi dovevano essere gestiti dal Comune. E questo abbiamo fatto, e questo luogo ne è un esempio.
Noi dicemmo che potevamo gestire il bilancio del Comune senza l’entrata della discarica e degli inceneritori. E anche questo lo abbiamo fatto. E abbiamo dimostrato che il Comune può avere bilanci in regola senza quelle entrate straordinarie.
Noi abbiamo detto che la gestione pubblica degli impianti sportivi avrebbe soddisfatto le aspettative dei cittadini. E anche in questo caso, nonostante quelle entrate straordinarie manchino all’appello da molti anni, i bilanci comunali riescono a sostenere la gestione pubblica di impianti sportivi come questo.

Noi dicemmo che gli investimenti potevano essere fatti con i fondi europei e con i fondi nazionali e anche regionali, e anche comunali, perché no? Perché un Comune con i conti in regola fa investimenti anche con i fondi suoi.
E Sara può elencare una serie di investimenti che noi stiamo facendo, abbiamo fatto e faremo, anche con fondi nostri. E anche in questo caso, siamo stati coerenti.
Penso al campo di Via Berni, rifatto con fondi regionali, penso a questo lavoro fatto con fondi ministeriali, penso agli altri impianti fatti con fondi europei: dal polivalente, passando per il basket allo Scalo, arrivando alla pista ciclabile. Potrei continuare per lungo tempo.

Quindi, diciamo che la più grande consolazione che io ho, è quella di essere rimasto coerente alle mie idee iniziali, e con me, l’amministrazione, che ho portato in questi lunghi dieci anni.
Ripeto, si può essere d’accordo o non d’accordo, ma la qualità è un atto oggettivo. La qualità di questi luoghi, che si vede in un lavoro ben fatto dalla nostra manutenzione, in questi giorni e in queste ore, è palpabile.
Poi non saranno perfetti, non saranno impeccabili, ma sicuramente danno un buon servizio alla comunità.

Ora, e davvero chiudo. Che cosa merita una comunità?
Una comunità merita che i fondi che gestisce, che arrivano in questo caso, unicamente dalle vostre tasse, dalle nostre tasse, dalla vostra Imu, dalla vostra Irpef, vengano gestiti nell’interesse collettivo. Che con quei fondi si faccia qualcosa di buono per le generazioni che arrivano, non solo per quelli che già oggi stanno qua di giovani, ma anche per quelli che arriveranno.

Non siamo come i sindaci del dopoguerra, per portare l’acqua o la luce o le altre cose basilari. E neanche per fare cose incredibilmente altolocate. Noi sì, è vero, siamo stati Capitale Europea dello Spazio, ma ci piace rimanere con i piedi per terra.

La cosa più importante, davvero, è impegnarsi ogni giorno per migliorare la qualità della vita complessiva di una comunità. In questo caso, di una comunità sportiva, visto le molteplici discipline che qui dentro insieme albergano. In questo senso, l’impegno del Comune è stato coerente, è stato fattivo.
Venire qui dentro per fare sport e trovare l’aria condizionata accesa, sarà possibile senza che il Comune venga salassato nelle bollette, perché l’aria condizionata non arriverà dai condizionatori che utilizzano l’energia elettrica, ma arriverà dai pozzi geotermici. Stessa cosa, naturalmente. Stessa cosa, dicasi, per l’aria calda d’inverno.

Questa coerenza, secondo me, è l’opera pubblica più importante: il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Non spetta a me, oggettivamente, misurarlo. Secondo me è aumentata la qualità della vita, però spetta a ognuno di voi che avrà occasione certamente di dire la propria in ogni modo che la democrazia prevede per i cittadini che vogliono dire la propria e vogliono esprimere la loro opinione.

Ripeto, io non voglio sembrare noioso, ma mi avvio davvero alla conclusione. Mancano quattro mesi, cinque mesi, diciamo, al giorno in cui io, smetterò di fare il sindaco per ragioni giuridiche, perché non c’è il terzo mandato, lo sapete tutti. Lascio a questi ragazzi, tutti più giovani di me tra l’altro, un percorso, una strada battuta, sulla quale spero si possa continuare a lavorare nell’interesse, in questo caso, della qualità della vita dei cittadini, dell’efficienza energetica che rispetta l’ambiente e di un’efficienza energetica che allevia il peso della fiscalità generale, perché spende meno dal punto di vista delle utenze.
Sono, di fatto, e concludo davvero, i principi che utilizzerebbe qualunque buon padre di famiglia».